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I GENERI DEL MIO SCRIVERE

Oggi si parla della mia storia narrativa, seguendo il consiglio di Daniele Imperi.

ALL'INIZIO
In realtà, il mio primo racconto risale a prima del blog, quando ero bambino, ma ormai s'è perso. Era una fan-fiction, la trama era in sé la copia spudorata del secondo film dei pokemon, il contesto l'avevo inventato almeno parzialmente, ma di base niente di che. In seguito, ispirandomi ad un gioco fatto ad Halloween (quando ancora questa festa non mi stava sulle scatole), creai un intero mondo, e ne scrissi la storia, un po' inventando, un po' copiando riprendendo il Signore degli Anelli (il film, il libro l'avrei letto poco dopo); feci pure una mappa che modificai costantemente, ma di fondo si mantenne la stessa. La versione più arcaica è simile a questa:


Si vede che ero un ragazzino, eh?
In seguito di mondi ne ho creati altri con tanto di mappe, ma i racconti su di essi rimasero sempre nella mia testa; nel frattempo, modificavo sia i mondi che i racconti.

I PRIMI RACCONTI DEL BLOG: L'ARMA IT E IL GENERE SUPEREROISTICO
Forse dovrei dire il primo racconto, visto che i primi 9 racconti del blog formano un unica storia.
In quel periodo, avevo iniziato da poco a leggere Capitan Novara (o meglio, quel che di lui si trova sulla rete) e mi lasciai contagiare dall'idea di super eroi italiani. Tuttavia, volli crearli particolari, e così nacquero i super-eroi dell'Arma It, il cui scopo resta lottare per il bene, ma non sono famosi per questo, anzi: devono temere l'emarginazione, e a volte arrivano a sentirsi vicini ad alcuni dei super-criminali che combattono.
Un altra cosa è la presenza di arti marziali italiane: le ho messe tutte. Forse le ridimensionerò un po', ma resta il fatto che sono italiane; inoltre, ho realisticamente accettato che le arti marziali non rendono super-eroi: sono d'aiuto nel combattimento, ma non superpoteri.

NOVUNO: UN CONTENITORE IDEALE
Novuno è nata come città fantasy, ma nel tempo s'è arricchita. Il fatto è che essendo di base una città, posso inserirvi qualunque cosa: così, ai racconti fantasy s'è aggiunta un'intervista fittizia a contenuto filosofico-economico, un giallo-fantasy e un racconto in cui parlo di alcune caratteristiche di questo mondo immaginando una guida che parla ai lettori-visitatori.

ARENA POST-FUSIONE: FANTASY EFFETTIVO
I racconti di un gruppetto di amici in un mondo che ha appena subito la fusione dimensionale poteva essere post-apocalittico, invece l'ho reso un fantasy effettivo. Come nelle storie dell'Arma It e di Novuno, non ho avuto influenze consce. Purtroppo, non c'è molto da aggiungere.

GLI ULTIMI RACCONTI: FANTASCIENZA
Dopo aver visto Capitan Harlock, ho iniziato ad immaginare in modo fantascientifico, e ho pensato ad un epoca in cui gli uomini vivono nello spazio, su astronavi  in grado di viaggiare per il cosmo, e così sono nate le avventure di Vulpio e Lutea a bordo della Fulmine Nero. In questa epoca, c'è chi vuole tornare sulla terra, chi vuole aumentare il legame con lo spazio, e così via. Insomma, non manca nulla.

CONCLUSIONI
Di racconti realistici, ne ho fatti forse quattro, nessuno dei  quali uscito molto bene: il realistico non è un genere di mio gusto.
Voi cosa ne dite?


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PERCHÉ SI SCRIVE

Alla fine, ho fatto un post sull'argomento, dopo aver letto l'ennesimo post sull'argomento.
Va bene, cominciamo.

MOTIVI ECONOMICI
Alcuni scrivono per far soldi,  convinti che sia facile. A parte che non è facile scrivere bene, bisogna dire che i  più non guadagnano nemmeno di che vivere, figuriamoci arricchirsi. Spesso sono persone che hanno letto libri discutibili e si dicono "peggio di  così non posso fare". Almeno si rendessero conto che al peggio non c'è mai fine! O almeno, così ho sentito dire: di libri recenti recenti ne ho letti pochi e buoni, normalmente ho gusti classici.

PASSIONE
C'è chi scrive per passione, ovvero  perché gli pace scrivere; è il famoso "Fuoco Sacro" che spinge a scrivere, dipingere, scolpire, ecc... ecc... Di solito, chi scrive per passione cerca di pubblicare ciò che scrive, per soldi o (più realisticamente) per soddisfazione personali, ma non sempre.

MOTIVI FILOSOFICI
Alcuni scrivono per trasmettere idee. Ora, non c'è niente di male ad inserire temi vari negli scritti (io cerco sempre di farlo), ma una storia non è un saggio filosofico, quindi, a meno che non si voglia fare un saggio filosofico, ci si ricordi almeno che le regole della narrazione sono al I posto.

RACCONTO
C'è chi scrive perché ha qualcosa da raccontare, e di solito è chi scrive biografie e autobiografie, ma anche libri complottisti.

Questi sono i motivi che mi vengono in mente. Ne avete altri? E se scrivete, perché scrivete?

CREAZIONE MONDI: LINGUAGGIO FINE

E siamo giunti alla fine. Parlerò di alcuni particolari che per lo più deciderò man mano.

IRREGOLARI
I lemmi irregolari sono quelli che non seguono le regole. Nelle lingue naturali sono molto frequenti.
Possono essere (in italiano):

  • PLURALI IRREGOLARI (mano-mani, bue-buoi, ecc...)
  • PLURALI CON CAMBIO DI GENERE (eco-echi, paio-paia,ecc..)
  • PLURALI SOVRABBONDANTI (braccio-braccia/bracci, dito-dita/diti, ecc...)
  • I 3 SUPERLATIVI IRREGOLARI (-entissimo, -illimo, -errimo), che vanno scomparendo
  • I VERBI IRREGOLARI (essere, avere, accendere, fare, dire, ecc...)
CORRELATIVI
I correlativi sono parole come "chi", "ognuno", "tutto", "niente", ecc...
Costituiscono una classe a sé solo in Esperanto, dove esiste una tabella per descrivere come si formano:

Tavola dei
Correlativi
Interrogativi (Chi/Quale)
relazionali (il quale)
Dimostrativi
(Quello)
Indefiniti
(Qualche)
Universali
(Ogni)
Negativi
(Nessuno)
ki-ti-i-ĉi-neni-
Cosa-okio
(che cosa)
tio
(ciò)
io
(qualcosa)
ĉio
(tutto)
nenio
(niente)
Individuo-ukiu
(quale, chi)
tiu
(quello, costui)
iu
(qualche, qualcuno)
ĉiu
(ogni, ognuno)
neniu
(nessun, nessuno)
Possesso-eskies
(di chi)
ties
(di costui)
ies
(di qualcuno)
ĉies
(di tutti)
nenies
(di nessuno)
Qualità-akia
(di che tipo, quale)
tia
(di quel tipo, tale)
ia
(di qualche tipo)
ĉia
(di ogni tipo, qualsivoglia)
nenia
(di nessun tipo)
Luogo-ekie
(dove)
tie
(là)
ie
(da qualche parte)
ĉie
(dovunque)
nenie
(da nessuna parte)
Maniera-elkiel
(come)
tiel
(così)
iel
(in qualche modo)
ĉiel
(in ogni modo)
neniel
(in nessun modo)
Causa-alkial
(perché)
tial
(pertanto)
ial
(per qualche motivo)
ĉial
(per ogni motivo)
nenial
(per nessun motivo)
Tempo-amkiam
(quando)
tiam
(allora)
iam
(qualche volta)
ĉiam
(sempre)
neniam
(mai)
Quantità-omkiom
(quanto)
tiom
(tanto)
iom
(un po')
ĉiom
(tutto quanto)
neniom
(per niente)
Come vedete, non tutti corrispondono a parole italiane, e piu generalmente in nessuna lingua naturale si può fare uno schema del genere; infatti, si tratta di solito di pronomi, aggettivi, avverbi e locuzioni. Tuttavia, i concetti dello schema restano validi, e nella creazione di una lingua è utilissimo: si tratta infatti di parole usatissime, senza le quali parlare sarebbe più complicato.

PARTI NON DECLINABILI
Sono le parti del discorso che non possono essere declinate. In italiano, sono gli Articoli (il, le, ecc...), gli avverbi (così, puramente, ecc...), 

ACCENTI
Ok, qui la regola la metto: in Novunese, come in Italiano, l'accento va di preferenza sulla penultima sillaba (parole piane), salvo nei monosillabi e in pochi altri casi (parole tronche). Esistono parole con accento sulla terzultima (sdrucciole) o più raramente quartultima (bisdrucciole).

LA FONOLOGIA
Ho già accennato come la mentalità influisca sull'evoluzione linguistica. Studi recenti dimostrano che anche le lettere indicano qualcosa: per esempio, si è osservato come nella gran parte dei casi i diminutivi contengano la lettera -i. Sono studi in evoluzione, e ogni regola sinora trovata ha le sue eccezioni, ma ormai è certo il legame tra le lettere di una parola e il suo significato: una parola di suono cupo avrà probabilmente un significato negativo o legato all'orrore o al mistero, per esempio

CREAZIONE MONDO: LINGUAGGI 3


Per introdurre il discorso sulla grammatica, riprendo questa striscia di Drizzit del magnifico Bigio. Per chi non lo sa, il tipo che nell'ultima vignetta è visibilmente arrabbiato è un mezzo-demone: normalmente, è tranquillo ed educato, ma ad ogni minimo errore linguistico la sua parte demoniaca esce fuori, con l'effetto di distruggere tutto ciò che gli capita fra le mani (ah, dimenticavo, per il suo sangue demoniaco ha anche un fattore di rigenerazione da far invidia a Wolverine).

Questo perché? Per ricordare a tutti che l'italiano NON è un'opinione. Si evolve, come tutte le lingue, ma fino a quando una cosa non è regola almeno nel parlato (si sa, nello scritto i mutamenti sono più lenti), è errore.

Detto questo passiamo ai mutamenti grammaticali dall'Italiano al Novunese.

I mutamenti  grammaticali (o meglio, "morfologici") avvengono cronologicamente per:

  1. GRAMMATICALIZZAZIONE: una parola/desinenza/prefisso/suffisso assume significato  grammaticale (spesso perdendo quello originale)
  2. ANALOGIA: si tratta di una regolarizzazione del parlato su una forma. Avviene anche nella formazione del lessico.
Un esempio è il passivo italiano: in latino, il passivo rientra nella coniugazione (cambio di desinenza per indicare le forme verbali); poi, il verbo"essere" accostato al participio perfetto (passato) assume valore di passivo (grammaticalizzazione); infine, questa abitudine si diffonde fino a diventare regola e a cancellare la regola precedente (analogia).

Nel passaggio dall'Italiano al Novunese, il mutamento morfologico è molto evidente nella declinazione (mutamento della desinenza per indicare genere, numero e a volte caso):
  1. La desinenza "-ORE" passa ad indicare il neutro, e il suo plurale diventa "-ICE"
  2. Il suffisso "-AN-" diventa fisso come indicatore del caso Genitivo. I casi sono elementi della declinazione da cui dipende il complemento (il genitivo, per esempio, indica il complemento di specificazione), assenti in italiano, ma presenti in molte lingue morte (come il latino e il greco) e in alcune lingue attuali (come il tedesco)
  3. Gli articoli GLI e IL diventano neutri.
Nei verbi,  il mutamento più evidente è nei tempi composti, dove il verbo dialettale "Igà" ("avere") ha sostituito "Avere" ed "Essere". Per esempio, "Ho detto" diventa "Gò dit". Qui potete ance osservare il participio diventato "alla camuna". Questo dialetto ha avuto influenza anche aull'ifinito, diventato "-ER", 
"-AR", "-IR".

Per concludere (per ora, ma ne inventerò altre nel tempo) metto lemodifiche negli avverbi: il suffisso 
"-MENTE" è stato sostituito dalla desinenza -U

CREAZIONE MONDI: LINGUAGGIO 2.75

Prima di passare ai mutamenti grammaticali, accenno a prestiti e calchi.
Riprendo una vignetta da Gotho Namite per sottolineare quel che penso io dell'uso dell'inglese: nella vignetta, infatti, l'uso dell'inglese viene abilmente usato per dimostrare che NON fa figo: la sigla di World Chamber, infatti, ricorda qualcos'altro...
Da questo, capirete che la mania dell'inglese usato in modo così continuo mi da fastidio.
Non è internazionalizzazione, e non capisco come con oltre 20000 lemmi (parole,per chi non lo sa), decine di prefissi e suffissi e un antenato illustre come il Latino si debba prendere parole dall'inglese

Questo vale anche per le altre lingue, ovviamente, ma l'Inglese è la più tipica. Comunque, i prestiti e i calchi fanno parte della lingua.

I prestiti sono parole straniere introdotte nella lingua. Esempi in italiano sono Computer, E-Mail, Internet, Sexy, Tablet, Botique. Sono parole che ormai, bene o male (soprattutto male, a mio parere) fanno parte del nostro lessico. In altri casi, la parola viene italianizzata, come in Flirtare o in Mangiare (dal francese antico Mangier). Alcuni sono "di necessità", quando per una cosa nuova si prendono i termini dalla lingua da cui proviene (un esempio in italiano è Caffè, dal turco), ma (troppi) altri sono "di lusso", cioè prestiti per i quali esiste già il termine (show e baby-sitter e sono esempi italiani)

I calchi sono prestiti particolari: invece di riprendere le parole, si riprendono i procedimenti strutturali. Sono di due tipi:

  • SEMANTICO: si dà un nuovo significato ad una parola in base ad una parola straniere, di solito somigliante. Per esempio, Realizzare nel senso di 'rendersi conto' proviene dall'inglese to realize.
  • MORFOLOGICO: quando si riprende la composizione di parole composte e locuzioni. È una forma di traduzione; esempi sono Grattacielo (ricalco di skyscraper) e Fine Settimana (ricalco di Week End)
In caso di assenza di parole, è inevitabile l'uso di prestiti, benché io preferisca i calchi.
Non vi dirò quelli novunesi perché richiedono più tempo per essere pensati ed io non ho tempo. Ci vediamo!

CREAZIONE MONDI: LINGUAGGIO (prima sintesi)

Riprendiamo con la creazione di linguaggi, e vi propongo una sintesi del lavoro fatto. Allora:

  1. Abbiamo visto i fonemi del novunese, tratti dall'italiano e dal dialetto camuno
  2. Abbiamo analizzato alcuni mutamenti fonetici e fonologici
  3. Abbiamo visto i mutamenti sintattici in una lingua facendo esempi dall'italiano e dal novunese.
Visto che ci sono, vi dico ancora un paio di cosette

SIGNIFICATO POSITIVO E NEGATIVO
Il significato delle parola varia anche tra positivo e negativo: la parola "cazzo", per esempio, in origine indicava l'organo genitale maschile, poi è diventata una parolaccia. Il "pota" delle zone bresciane e bergamasche in origine indicava le parti intime femminile, oggi è un'intercalare praticamente senza senso. Questi sono solo esempi. Il mutamento avviene per cambi di mentalità e per tabù vari (non per niente alcune parolacce italiane erano in origine parole legate alla sfera sessuale, com'è ancora noto).
I novunesi sono molto comunitari, ma questo spesso
porta ad escludere altri.
Nel novunese, un esempio in negativo è "Assile", in origine "Asociale" (associazione "c" dolce a "s" con allungamento di compenso di "a" in "e", caduta di "o" tra due esse e allungamento di "e" in "i"), poi passato ad indicare una persona che odia gli altri, vuoi per snobismo, vuoi per misantropia, vuoi per qualunque altro motivo: nella fortemente unita comunità di Novuno infatti l'asocialità è malvista. Un esempio in positivo, invece, è Ugrüspu, da Gruppo (singolarizzazione della doppia e addolcimento della vocale e inserzione di vocale ü prima di consonanti iniziali), che è andato ad indicare un gruppo di persone molto legate tra di loro: la famiglia per noi tradizionale, i gruppi che vivono insieme come in una famiglia, le coppie di fatto con i loro figli, le coppie omosessuali, ecc...

PICCOLA SINTESI DEI MUTAMENTI FONETICI
  • Z dolce diventa TH dolce (di THis)
  • Z dura diventa TH dura (di THing) -nel novunese la scrivo TH·
  • V intervocalica diventa H dolce (aspirazione lieve, come in Home)
  • ZZ diventa TH dura e la vocale seguente si allunga (E->I, O->Ö, U->Ü, I->I, A->E)
  • VV diventa H dura (aspirazione dura, come in Hard) e la vocale seguente si allunga 
  • V in inizio di parola scompare e la vocale dopo s'allunga.
  • V dopo consonante scompare e la vocale dopo s'allunga.
  • I dittongale incupisce le vocali (A->O, E->A, O->U,) per un fenomeno di dissociazione
  • U dittongale addolcisce le vocali (O->A, A->E, E->I), sempre per dissociazione
  • M di fronte a P diventa N di aNfora
  • Inserzione di E nei monosillabi.
  • In presenza di due suoni duri, il primo si addolcisce.
  • Gli allofoni CH e GH diventano C dura e G dura se preceduti da vocale o da consonante eccetto la N, C dolce e G dolce se in inizio di parola o preceduti da N
  • Singolarizzazione delle doppie e la sostituzione della prima con S; scomparsa della seconda S in caso ce ne sia più di una con allungamento di compenso della vocale precedente.
  • Inversione tra vocale e consonante della prima sillaba nei bisillabi (e non solo) che iniziano per vocale
  • Inversione tra muta (P, B, T, D, C, G, C·, G·) e liquida (R, L) quando la muta precede la liquida
  • Quando una parola inizia con due consonanti, si inserisce davanti una vocale, di solito l'ultima della parola.
  • L'incontro tra due mute o tra due sonore (L, R, M, N, S) porta all'associazione, e così l'incontro tra I e U (—>Ü)
  • Le N doppie singolarizzandosi diventano N di "Anfora"
  • Associazione di T a D e allungamento di compenso di O ad Ö
  • GLI diventa la forma allofona di L quando in posizione intravocalica con allungamento di compenso della vocale precedente (PALO—>PEGLIO) e in inizio di parola con allungamento di compenso della vocale seguente.(LANA—>GLIENA)
  • S dolce diventa la forma allofona di S dura quando accompagna consonante o è in inizio di parola.
  • J (di ABAT JOUR) diventa la forma allofona di G dolce davanti a I ed E.
  • O di Ostico diventa la forma allofona della O in inizio di parola e in dittongo.
  • E di Elica diventa la forma allofona della E in inizio di parola e in dittongo.
  • Dittongazione tra I/U e vocale adiacente
  • Assimilazione tra muta e sonora adiacenti.

CREAZIONE MONDI: LINGUAGGI 2B

Dopo i mutamenti legati ai fonemi, vediamo quelli legati al significato.

METAFORA

La metafora è una similitudine implicita, cioè il cui significato è chiaro:

"Quell'uomo è un leone", dove per "leone" s'intende "coraggioso".

Un esempio di come avvenga per l'evoluzione linguistica è l'italiano "Padiglione": viene dal latino Papilio, cioè "farfalla"

Negli anni, quindi, "Leone" può perdere il suo significato di animale e assumere quello di "coraggioso". Infatti, "coraggioso" in Novunese è "Gliune", da Leone (L diventa ll'allofono GLI, e si allunga in I, avviene la dittongazione con semiconsonantizzazione di O), dal quale viene un'intera famiglia di parole (non, non ve la descrivo perché dovrei spoilerare le modificazioni grammaticali)

METONIMIA
La Metonimia è una figura retorica in cui si indica un oggetto con qualcosa di collegato ad esso, per esempio (da Wikipedia, in accordo con i miei ricordi da Liceo):
  • l'autore per le sue opere ("oggi devo studiare Foscolo / le opere di Foscolo, "oggi ascolto Mozart / le opere di Mozart"); 
  • la causa per l'effetto ("sentire le campane / i rintocchi delle campane"); 
  • l'effetto per la causa (guadagnarsi il pane con il sudore / con la fatica); 
  • il contenitore per il contenuto (bere un bicchiere / l'acqua nel bicchiere); 
  • l'astratto per il concreto (confidare nell'amicizia / negli amici); 
  • il concreto per l'astratto (ascoltare il proprio cuore / i sentimenti, ha gli strumenti / ha le capacità); 
  • la materia per l'oggetto (legno per croce, bronzo per statua). 
  • il luogo per l'oggetto o istituzione (Via XX Settembre per indicare il Ministero dell'Economia); 
  • la parte del corpo per la persona (Lingua mortal non dice / quel ch'io sentiva in seno (Leopardi, A Silvia, 26-27). 
Nell'evoluzione linguistica un esempio è "fuoco", dal latino "Focus", cioè "focolare".

Nel caso del Novunese, prendo come esempio "Bronzo" per "Statua". Negli anni, "Bronzo" inizia ad essere usato per statue di ogni materiale, e quindi "Statua" in Novunese si dice "Foroth·no" da Bronzo (inversione N-TH, mutazione di Z dura in TH duro, assimilazione di B in R). Ovviamente, anche da qui viene una famiglia di parole.

ELLISSI
L'Ellissi è una figura retorica in cui una parola viene omessa perché considerata di troppo. Per esempio, "Giunta a casa l'ambasciatrice" è un'Ellissi (non c'è il verbo).


Nell'evoluzione linguistica, un esempio è "Strada", che viene dal latino Via Strata, ovvero "Via stratificata", con cui si indicavano le strade romane.

E per il Novunese? Ecco l'esempio scelto: in "Arma da Fuoco", Fuoco ha raccolto il significato di "Arma", e così in Novunese "Arma da fuoco" si dice "Fuaco" (addolcimento vocale dopo "u").

PARETIMOLOGIA
Con questa a cambiare non è il significato, ma parte della parola secondo il significato percepito.

"Bonaccia", per esempio, viene dal latino Malacia, ma siccome "Mal-" indica qualcosa di negativo, lo si è sostituito con "Bon-". Oppure, "Vedetta" viene da "Veletta", perché si è associato il termine a "vedere".

Per il Novunese, l'esempio è questo: "Acclamare" lo si collega a "Chiamare", quindi diviene "Acchiamare", che nelle varie modifiche diventa "Sachiomare" (trsformazione in S della prima nelle doppie e inversione consonante-vocale se in inizio c'è vocale).

CREAZIONE MONDI: LINGUAGGIO 2A

Comincio col dire che i fonemi NON sono le lettere dell'alfabeto, ma i suoni da esse rappresentate. No, lo dico perché qualcuno mi ha chiesto perché mancava la Q; essa non è un suono, ma una lettera che segnala lo stesso suono della C davanti a A, O, U e dalla K, cioè il suono tradizionalmente chiamato C DURA. La Q, precisamente, lo segnala davanti ad U+VOCALE, salvo eccezioni come "scuola", mentre la K è usata nelle parole d'origine straniera. Come già detto, CH+I, E è un allofono della C dura, cioè un suono diverso dalla C DURA, ma che si presenta solo in determinate occasioni al posto di essa. Ora passiamo ad indicare il passaggio dall'Italiano al Novunese.

MUTAMENTI FONETICI

Ecco cosa già vi avevo detto delle differenze fonetiche:
§ I suoni Z scompaiono, e così il suono V
§ S'aggiunge il suono TH inglese, sia dolce che duro, e la H come aspirazione dolce
§ Gli allofoni CH e GH scompaiono
Altri mutamenti descritti sono non fonetici, ma fonologici. Poi vi spiego.

Da dove provengono TH dura e dolce e H dolce? E dove sono finite V e i suoni Z? Ecco:
§ Z dolce diventa TH dolce (di THis)
§ Z dura diventa TH dura (di THing) -nel novunese la scrivo TH·
§ V intervocalica diventa H dolce (aspirazione lieve, come in Home)
§ ZZ diventa TH dura e la vocale seguente si allunga (E->I, O->Ö, U->Ü, I->I, A->E)
§ VV diventa H dura (aspirazione dura, come in Hard) e la vocale seguente si allunga 
§ V in inizio di parola scompare e la vocale dopo s'allunga.
§ V dopo consonante scompare e la vocale dopo s'allunga.
Gli allungamenti delle vocali sono "allungamenti di compenso"

Prendiamo quindi degli esempi:
§ ZAINO -> THOINO
§ ZAMPA -> TH·ANPA
§ UOVO -> UAHO
§ ZAZZERA -> THATH·IRA
§ AVVERA -> AH·IRA
§ VERO -> IREO
§ INVERO -> INIRO

NB: qui ho lasciato le desinenze originali, ma nell'evoluzione linguistica potrebbero cambiare anch'esse per modifiche morfologiche.

Già potete notare anche altri mutamenti:
§ I dittongale incupisce le vocali (A->O, E->A, O->U,) per un fenomeno di dissociazione
§ U dittongale addolcisce le vocali (O->A,  A->E, E->I), sempre per dissociazione
§ M di fronte a P diventa N di aNfora
§ Inserzione di E nei monosillabi.
§ In presenza di due suoni duri, il primo si addolcisce.

Per CH e GH, la cosa è semplice: i due allofoni diventano C dura e G dura se preceduti da vocale o da consonante eccetto la N, C dolce e G dolce se in inizio di parola o preceduti da N (ricordatevi che C e G dura le rappreseno con C· e G·, quindi CIE dev'essere letto C-I-E e non C-E):
§CHIARO-> CIORO
§ANCHE-> N·ACE
§ACCHIAPPO->ASC·EPO
§RISCHIO->RISC·IA
Stesso dicasi per le G.
Un'altra modifica che avrete notato è la singolarizzazione delle doppie e la sostituzione della prima con S, e della scomparsa della seconda S in caso ce ne sia più di una, con allungamento di compenso della vocale precedente.
Inoltre, è presente l'inversione tra vocale e consonante della prima sillaba nei bisillabi che iniziano per vocale. Inversione che avviene anche tra muta (P, B, T, D, C, G, C·, G·) e liquida (R, L) quando la muta precede la liquida
§ ENTRO-> N·ERTO 
§ BLU-> ULBU
E quando una parola inizia con due consonanti, si inserisce davanti una vocale, di solito l'ultima della parola.
L'incontro tra due mute o tra due sonore (L, R, M, N, S) porta all'associazione, e così l'incontro tra I e U (——>Ü):
§ PIÙ—>PÜ
§ ARMA—>ABA

Mi fermo, ma le regole sono ancora di più, come sempre nelle storie linguistiche, e di sicuro ve ne farò vedere altre man mano.

MUTAMENTI FONOLOGICI

I mutamenti fonologici sono il trasferimento da allofono a fonema e viceversa.
Ecco quelli visti l'altra volta:
§ O di Ostico e E di Elica diventano allofoni rispettivamente di O ed E
§ Il suono GLI diventa allofono di L
§ Il suono S dolce diventa allofono di S dura
§ Il suono J diventa allofono di G dolce
§ N davanti a F e V diventa fonema indipendente

L'ultimo lo avrete notato: in INVERO la N rimane l'allofono, ma davanti a vocale, cancellando la regola. Quindi questo allofono non è più condizionato da regole, e diventa indipendente.
Inoltre, le N doppie singolarizzandosi diventano questo fono (DANNATO —> DANADÖ, con associazione di T a D e allungamento di compenso di O ad Ö).

Per gli altri, essi invece assumono regole in cui compaiono, diventando allofoni di altri fonemi:
§ GLI diventa la forma allofona di L quando in posizione intravocalica con allungamento di compenso della vocale precedente (PALO—>PEGLIO) e in inizio di parola con allungamento di compenso della vocale seguente.(LANA—>GLIENA)
§ S dolce diventa la forma allofona di S dura quando accompagna consonante o è in inizio di parola.
§ J (di ABAT JOUR) diventa la forma allofona di G dolce davanti a I ed E.
§ O di Ostico diventa la forma allofona della O in inizio di parola e in dittongo.
§ E di Elica diventa la forma allofona della E in inizio di parola e in dittongo.

CREAZIONE MONDI: LINGUAGGIO

In un racconto di fantasia ambientato in una realtà alternativa, importanti sono le caratteristiche dei popoli, e quindi il linguaggio di essi: se la realtà è alternativa, i popoli hanno proprie culture, linguaggi, mitologie, ecc... quindi, analizziamo come creare la lingua di Novuno.

Per il lessico, intendo derivarlo dall'italiano con influenze dal mio dialetto, il Camuno Artognese; se vi sta bene, bene, sennò, pazienza, tanto son io che scrivo XD.
Ma mi sembra opportuna cominciare dalla fonetica del novunese, derivata dall'italiano e dal camuno.

Ecco la fonetica italiana:
A di Albero
B di Bara
C dura di Casa, con un allofono (variante) davanti a I ed E (CHiesa)
C dolce di Cenere e di Cianuro
D di Dare
E di Elica
E di Edera
F di Fare
G dura di Gara, con un allofono davanti ad I ed E (GHianda)
G dolce di GIara
I di Imbuto
I semiconsonantico di Ieri
L di Lampada
M di Mano
N di Nano, con due allofoni, uno davanti a F o V (aNfora) e uno davanti a gutturale (aNcora)
O di Occhio
O di Ostico
P di Perla
R di Ratto
S dolce di Sdegno
S dura di Sole
T di Tatto
U di Uva
U semiconsonantico di Uovo
V di Volo
Z dolce di Zaino
Z dura di Zampa
GN di GNocco
GLI di aGLIo
SC di SCia

In realtà la questione fonetica italiana è più complessa: esistono molte discussioni. Ma per ora così va bene.

I fonemi camuni che intendo usare sono:
Ü come nel tedesco Über
Ö come in Ötzi
H: aspirazione dura

E poi, va considerato il suono J di Abajour. Su di essi, ho deciso così:
 § Le vocali le tengo tutte e 9, ma O di Ostico e E di Elica diventano allofoni rispettivamente di O ed E
 § I suoni Z scompaiono, e così il suono V
 § S'aggiunge il suono TH inglese, sia dolce che duro, e la H come aspirazione dolce
 § Il suono GLI diventa allofono di L
 § Il suono S dolce diventa allofono di S dura
 § Il suono J diventa allofono di G dolce
 § N davanti a F e V diventa fonema indipendente
 § Gli allofoni CH e GH scompaiono

Quindi, il sistema fonetico Novunese diventa:

A di Albero
B di Bara
C dura di Casa
C dolce di Cenere e di Cianuro
D di Dare
E di Edera, cono allofono (E di Elica) se seguito da dentale
F di Fare
G dura di Gara
G dolce di GIara
I di Imbuto
I semiconsonantico di Ieri
L di Lampada, con allofono GLI se tra due vocali anteriori (I, E) o tra due A
M di Mano
N di Nano, con un allofono davanti a gutturale (aNcora)
N di aNfora
O di Occhio, con allofono (O di Ostico) se seguito da dentale
P di Perla
R di Ratto
S dolce di Sdegno
S dura di Sole
T di Tatto
U di Uva
U semiconsonantico di Uovo
V di Volo
GN di GNocco
SC di SCia
Ü come nel tedesco Über
Ö come in Ötzi
H come aspirazione dura
H come aspirazione dolce.
TH inglese dolce (THis)
TH inglese duro (THing)

Per distinguere i suoni duri laddove non siano allofoni, utilizzerò ·, così evito anche di utilizzare i digrammi con H.
Be', la prossima volta vi mostro come dall'italiano si giunge a questo sistema fonetico leggermente diverso e come basta a modificare radicalmente le parole. Ciao!

SCRITTORE IN ERRORE

Per concludere Scrivere nel 2913 in bellezza, devo analizzare il mio passato sbagliato di scrittore e come posso migliorare il mio passato di scrittore con le risorse a mia disposizione.
L'esercizio si basa su tre livelli:

  1. CONOSCENZA di apatia e pigrizia
  2. AZIONE: i miei traguardi, le mie scuse e le risoluzioni
  3. RISORSE per scrivere
L'esercizio riguarda la seconda parte, ma è bene parlare anche delle altre due.


CONOSCENZA
Che sono troppo flemmatico salvo se provocato (quando accade, rischio di diventare addirittura aggressivo) l'ho già detto. Il problema è che il tempo fugge,  e per pubblicare un libro ci vuole un sacco di tempo con un editore. Certo, c'è la possibilità dell'autoedizione, ma anch'essa richiede tempo: per poter giudicare una propria opera, bisogna aspettare un po' di tempo, per poterla giudicare senza essere troppo coinvolti. E il tempo scorre.

AZIONE
TRAGUARDI
-Scrivere e far leggere un mio libro

SCUSE
1- Devo studiare
2- Non sono pronto

RISOLUZIONI
1- Emh... scrivere la sera e/o all'alba?
2- Chiedere a voi... emh, forse non è una soluzione
Temo di non avere troppe risoluzioni. Mica posso ridurre il carico di studio. E sul secondo problema... sono io, notoriamente orgoglioso, in grado di valutarmi oggettivamente?

RISORSE
Devo impormi: sopraffare le scuse, rivedere il mio modo di scrivere, impormi delle regole.
Per farlo, devo usare la Forza di Volontà per concentrarmi, l'Abitudine per non perdere la mano, la Decisione per andare avanti, la Consapevolezza ("conosci te stesso", dicevano gli antichi)

Credo di aver concluso. Voi che ne dite?

IO E LA SCRITTURA


Continuando Scrivere nel 2013, devo iniziare a rispondere alle domande:
  • Come scrittore, sai dove stai andando? 
  • Hai bene chiara in mente una visione del tuo futuro da scrittore? Oppure scrivi tanto per scrivere senza un traguardo in testa?
  • Hai imboccato una strada?
  • Cosa stai facendo per costruire la tua carriera di scrittore?
  • Che cosa fai per superare le difficoltà?
  • Tergiversi ancora con storielle senza un fine preciso da raggiungere?
Ecco le risposte:
  • Be', sto andando verso il miglioramento
  • L'idea è di allenarmi per essere pronto a pubblicare. Magari iniziando proprio dalle mie storielle, raccolte in cartaceo e migliorate.
  • Be', sto migliorando. De facto, sono un'autodidatta.
  • Scrivo storie e cerco di capire cosa ne pensa chi legge, sia leggendole a distanza di tempo, sia leggendo i pochi commenti su di esse.
  • Il mio fine è quello di migliorarmi. Però non so se può essere considerato valido ai fini della questione.
LA MIA VISIONE DELLA SCRITTURA
Intesa come ciò che voglio ottenere. Di per se, escludendo motivi puramente materiali (tradotto, soldi) su cui di certo non sputo sopra, l'obbiettivo (ancora più importante) è essere soddisfatto. Io ho sempre avuto problemi ad esprimermi nel parlato (grazie alla "cara" Sindrome di Asperger, :-/), ma nello scritto un po' meno (infatti su internet socializzo bene), pertanto per me scrivere è sempre un piacere.

IO SCRITTORE PER I LETTORI
Be', è difficile per chiunque. Poi, la Sindrome di Asperger mi rende ancora più difficile immaginare cosa pensano gli altri. Comunque, proviamo.
Uno che legge un mio racconto per caso immagino trovi una persona eseguente le seguenti cose:
  • Esprimere le proprie idee, pur cercando di tenere rispetto per che ne ha di diverse
  • Raccontare una storia con delle tematiche
  • Cercare di alleggerire con qualche battuta
IO SCRITTORE IN BASE AI MIEI LAVORI
Ora, un ragionamento sui risultati ottenuti. Penso di essere migliorato nei dialoghi, e di essermi un po' alleggerito. Inoltre, sono diventato più bravo con i nomi. Certo, c'è ancora molto da fare, ma nell'insieme mi ritengo abbastanza soddisfatto.

LE OCCASIONI IN CUI MI SONO IMPOSTO COME SCRITTORE
Al momento, solo sul blog mi sono imposto come scrittore. A parte su I.S.C., mi sono imposto come tale su "Storie e Personaggi", un altro mio blog. Inoltre, ho già partecipato ad un esercizio di scrittura del Laboratorio di Scrittura.

IO E LA SCRITTURA IN TRE PAROLE
Per finire, devo giudicare la mia vicinanza alla scrittura in base a queste tre parole: considerazione, sacrificio, impegno.
  • CONSIDERAZIONE: Io considero molto importante la scrittura, come ho già detto, sia perché mi è più facile esprimermi attraverso lo scritto, sia perché comunque saper scrivere mi ha aiutato molto quando ho dovuto imparare a parlare.
  • SACRIFICIO: Lo sforzo mentale e il tempo necessari per un buon racconto sono sacrifici, e io penso di essere in grado di affrontarli.
  • IMPEGNO: L'impegno è fondamentale per la scrittura. Sento di potermi assumere degli impegni.
Be', detto questo, direi che non c'è altro da dire. Ci sentiamo!

DESSERT PER COMPLETARE

Ora devo fare un racconto per ognuno dei quattro punti e uno che li racchiuda tutti per il programma "Scrivere nel 2013"

TETRA
Era nel giardino; quel giardino; un giardino in cui non avrebbe dovuto entrare. Non perché fosse vietato: ormai quel giardino non apparteneva a nessuno da anni. Né per motivi d'igiene: quel giardino era ancora curatissimo, come continuamente sistemato dal miglior giardiniere del mondo. Ma era proprio quello il problema: il giardino in 50 anni di abbandono non aveva cambiato aspetto, mantenendo lo stupendo aspetto che aveva quando il giardiniere Bronzi era morto. In poco tempo, i proprietari morirono, e così quelli seguenti e i loro giardinieri: in un mese, morirono 19 proprietari e 11 giardinieri. Da allora, nessun aveva più osato entrare in quella casa, e si diceva che lo spirito del giardiniere Bronzi fosse ancora in quel giardino, uccidendo chiunque entrasse. Infatti, questo giardiniere in vita era noto per essere molto geloso del suo giardino. Ma ormai, Achille c'era dentro fino al collo; la sfida era sin troppo chiara: una notte in quell'infernale giardino. Si sedette davanti ad un roseto. A quel punto, sentì una voce: —Un altro che s'avventura?—
Si guardò intorno, spaventato. —Sei così giovane... peccato.— continuò la voce —Questo giardino negli anni fu il mio vero unico amico: tutti gli altri mi scacciarono, e quindi io scacciai gli altri allora— Achille tremò, sentendo la voce avvicinarsi... —Ora— sghignazzò la voce —non smetterò di certo... visto che tu hai osato entrare, sarai d'esempio per gli altri— Achille scattò in piedi e corse lungo il vialetto fiorito con rose rosso sangue. All'improvviso sentì un freddo in tutte le membra, restando paralizzato. Poi, uno spettro gli si parò davanti con una forbice da giardiniere in mano, con cui tagliò la testa ad Achille, o meglio fece come per tagliargliela, essendo la forbice immateriale. Mentre avveniva questa scena, il cuore di Achille iniziò a battere sempre più forte, troppo forte, e infine si spense.

PATRIOTTICA
—Mi stai dando sui nervi... DOVE SI NASCONDONO GLI ALTRI!—. Zeno tacque: non intendeva parlare. Solo alla terza frustata disse:—Non tradirò mai la mia patria!—
Erano passati anni da quando l'Italia era stata invasa: il declino politico aveva finito con il rovinarla. Ma gli italiani non s'erano arresi: s'erano radunati in gruppi, nascosti qua e là, e avevano dato il via ad una nuova resistenza. Ma era dura: chi non moriva in battaglia veniva torturato anche duramente.
—E per cosa intendi resistere— riprese il carnefice, facendo sibilare la frusta —Per una nazione caduta? Per uno stato di furbi che si autodistruggono senza accorgersi? Sai bene, inoltre, che appena liberi da noi, voi tornerete a litigare, odiandovi ogni 10 km, quando non meno. E questo ciò per cui stai combattendo?—. Zeno guardò la finestrella in cima: da essa passava il cielo azzurro e bellissimo dell'Italia. Pensò alla varietà della sua nazione, e a quanto stonava con quella grigia stanza, dove l'unica variante erano gli strumento sul muro e le urla del carnefice.
—RISPONDI: È PER QUESTO CHE STAI COMBATTENDO?—
—Io combatto per la mia patria— rispose Zeno —perché nonostante tutti i sui difetti, la amo.—

TEMATICA
Stava crollando. Per tutta la vita aveva puntato alla perfezione, e ora?
Pensò a suo fratello, cui della perfezione non era importato mai niente. Era pure rimasto padre a sedici anni il disgraziato... chissà poi perché la sua ragazza non l'aveva mollato, quell'imprudente. E ora? Loro due erano tutto sommato felici; certo, non avevano una vita idilliaca, me se la cavavano, e non vedeva mai nessuno di loro depresso com'era lei ultimamente. Aveva rivisto molte persone che aveva criticato perché non erano perfette, ed erano tutte felici. Inizialmente diceva  a se stessa "sembrano felici, ma non lo sono", ma oramai non ne era così sicura. Ora vedeva la verità: cercando la perfezione e criticando gli imperfetti, aveva scelto di rinunciare alla felicità, per un'idea di cui nulla sapeva. Gli altri avevano sbagliato, avevano sofferto e spesso pagato per alcune loro imperfezioni; ma così avevano imparato cos'era meglio per loro, mentre lei era sempre andata dietro a convenzioni di cui ora vedeva la pochezza.
Ormai era stanca. Avrebbe voluto sapere di cosa aveva bisogno, ma non lo sapeva.

REALISMO
Bevve un altra bottiglia di birra. Ormai si sentiva ubriaca fradicia, ma non aveva ancora dimenticato.
Inizialmente tutto bene, poi il capo aveva iniziato a farle pressioni per prestazioni sessuali in cambio della carriera. Lei inizialmente aveva accettato: la carriera era tutto per lei, e non le sembrava un gran sacrificio. Ma tempo dopo, una più bella era arrivata, e il capo aveva spostato l'attenzione su di lei. Fu così che Madlena s'era ritrovata senza lavoro: sostituita da un'altra nella lussuria del capo. Ritornò a cercare lavoro. In alcune aziende fu rifiutata per immigrati clandestini disperati e pertanto disposti a lavorare in nero, in altre preferirono gente più esperta; più raramente furono accettati giovani. In molti casi, aveva accettato di concedersi ai datori di lavoro in cambio di lavoro, ma ogni volta la storia si ripeteva, e lei si ritrovava per strada. Pagò le bottiglie bevute e uscì dal bar. Sentì qualcuno urlare qualcosa e un rumore di clacson. Poi, sentì qualcosa di duro colpirla con una forza immensa. Poi, il nulla. Il giorno dopo, sull'incidente in cui era morta si scrissero un paio di righe vicino alla notizia in prima pagina di un cane che aveva ritrovato il padrone dopo un lungo peregrinare.

TUTTO
Si sedette. Subito il Maestro gli si avvicinò:—Sei deluso, vero, ragazzo?—
—Mi spiace, Maestro, ma m'aspettavo...—
—So cosa t'aspettavi di imparare Giulio: fare salti incredibili, distruggere enormi massi con un pugno, mettere KO l'avversario con un dito; pensavi a mosse tipo "presa della tigre" o "pugno del dragone", forse pensavi anche di sviluppare ultrasensi e di imparare a volare e a lanciare raggi e sfere di     energia.—
Giulio lo guardò stupito: le congetture del Maestro erano incredibilmente vere.
—Ragazzo, queste cose le pensa molta gente. Ma non si insegna questo in un'Arte Marziale: in nessun modo ci si può salvare da un'arma da fuoco senza un'arma da fuoco, gli uomini non possono assumere superpoteri con un po' di allenamento, per quanto duro esso sia.—
—E io speravo di avere delle possibilità contro i bulli del quartiere...—
Il Maestro guardò il ragazzo sorridendo... —Se vuoi imparare a difenderti con un Arte Marziale, devi trovarne una che ti appassiona veramente, non quella che ritieni più forte: non esiste un'Arte Marziale più forte, dipende tutto dalla persona.—
Giulio iniziava a chiedersi dove il maestro volesse andare a parare.
—Tu ami l'Italia, se non erro—
Era vero: Giulio amava l'Italia, la sua architettura, i suoi paesaggi, le sue opere d'arte, il suo cielo azzurro...
—Quindi— continuò il Maestro —che ne diresti di provare un'Arte Marziale tutta italiana?—
Fu così, che Giulio conobbe Filippo Liberi, esperto di scrima, che accettò di insegnargli la Scherma Antica a Mani Libere (o Abraçar) e, attraverso un manico di scopa, la Scherma Antica con Spada. Ma soprattutto, imparò a trattenersi, e a usare le mani solo se necessario.

CONTORNO REALISTICO

Continuiamo "Alimenta la tua scrittura" con l'ultima delle 4 parole sulla mia scrittura: "REALISTICA". I miei racconti sono storie in stile fantasy: supereroico (Arma It) e Fantasy propriamente detto (Novuno), sia pure con sprazzi di fantascienza (scudi magnetici, superfucili, ecc...). Quindi "realismo" è da dire in modo relativo, ma non per questo non si può eliminare del tutto.

ARTISTI MARZIALI NON INVINCIBILI
I 6 membri dell'Arma It hanno Arti Marziali Italiane, lo sappiamo. Ma hanno anche poteri e capacità notevoli, perché le Arti Marziali non rendono invincibili. Io non metto artisti marziali che eliminano 10 avversari con un calcio rotante, o che disarmano con un calcio frontale (senza nulla togliere ai film in cui artisti marziali agiscono in questa maniera spettacolare ma irrealistica). Né m'invento sfere d'energia o raggi particolari: queste cose ci sono solo in Dragon Ball, Naruto e simili. La verità è che un artista marziale ha sì un vantaggio, più o meno notevole in base a contesto, fisico e abilità, ma non è invincibile. Allo stesso modo, i membri dell'Arma It, oltre alle loro arti marziali, posseggono poteri e capacità che sommate li rendono super.

LIETO FINE? MOLTO RELATIVO
Il lieto fine è un lieto fine relativo: la situazione finale è migliore dell'iniziale, ma non è mai né perfetta né idilliaca, perché i problemi da superare rimangono: il mondo va' così. Lo spiego pure! E i personaggi dell'Arma it alla fin delle finite sono nel mondo reale, anche se forse un po' estremizzato nei lati negativi, con tutte le sue caratteristiche.

MONDO ALTRO MA "REALE"
Il mondo di Novuno è un mondo altro: parallelo al nostro, con molte somiglianze storiche, ma sempre altro. Ma è reale: ha le sue leggende, la sua storia, la sua politica, la sua economia, la sua lingua, i suoi problemi da affrontare, ecc... È il modo di agire di un vero scrittore Fantasy, dopo tutto.

SECONDO IDEALE

Il titolo può essere letto in più modi. Quello cui ho pensato, è legato all'alimentare la scrittura: ora tocca infatti al III aggettivo, cioè "tematica".

SUPEREROI SOCIALI
Per l'Arma It, il problema più grave è l'emarginazione, subita o rischiata. Le eccezioni sono Omega e Gladiatrex che, in quanto mistici, avrebbero altri problemi.
Il tema dell'accettazione del diverso è immediato, già nella struttura: diverse sono le fedi (Omega è cattolico, Gladiatrex pagana, Tarpea ignostica, Servio new age, Littero agnostico, Flora atea), diversa la mentalità (Flora è una precisina insopportabile, mentre Tarpea non ha la più pallida idea di cosa voglia dire "obbedienza alle regole"), ecc...
Anche i loro nemici sono speso dei non accettati: Fulmine Blu è ritenuto uno iettatore, Folletto è un Freak, ecc...
Ma ho preso n considerazione altri aspetti della nostra società: il preferire i soldi invece della vita umana (Black Evil), il disagio che porta ad abbandonare bambini (Strixa), l'incuria verso i Beni Culturali (Ottavio), e chi più ne ha più ne metta.
La visione del cinismo e dell'avidità nella nostra società sono i temi principali trattati nelle storie dell'Arma It.

UNA CITTÀ IN DISCUSSIONE
Nelle storie di Novuno, in genere i temi sono quelli della politica e della morale. Io ho le mie idee e questo è il mio blog, quindi ho il diritto di affermare il mio sostegno verso le idee economiche di Maurizio Pallante, o la mia idea per cui la corruzione è inevitabile per i troppo potenti, o la mia opinione secondo la quale il classismo è sbagliato. L'ho detto e se serve lo ripeterò. Se uno non è d'accordo, può dirlo (gentilmente) che c'è la libertà d'opinione e di parola.

PATRIA PER PRIMO

Continuando ad alimentare la mia scrittura, ora tocca all'aggettivo "patriottica"

SUPER-ITALIANI
I sei membri dell'Arma It sono italiani. Non specifico da dove viene ciascuno (salvo Gladiatrex), ne dove abitano esattamente. Ma italiani sono e rimangono. E italiane sono anche le loro Arti Marziali, e l'ambientazione è generalmente italiana (dalla Val Camonica alla Sicilia, da Roma a Castel del Monte, da Venezia alla Sardegna, passando su tutte le coste), con un solo un breve excursus a Lascaux, in Francia. Anche quando mi riferisco alla mitologia, preferisco riferirmi a quella italiana o più generalmente europea (come nel caso degli Incubus).

NOVUNO
Novuno è una città nata dopo la fusione. La sua zona è detta "italofona", in quanto le lingue della zona sono originate dall'italiano. Più generalmente, i nomi dei vari personaggi preferisco trarli dalla storia e dalla mitologia italiana, o comunque li scelgo italiani o di suono italiano. L'unica eccezione è Vlad, che ha un nome rumeno, e Aron (la forma italiana sarebbe Aronne, ma siccome si parlava di un ragazzino di 13 anni).

Alla prossima!

OSCURO ANTIPASTO

Riprendendo Scrivere nel 2013, ora tocca a SCRIVERE UN POST ED UN RACCONTO PER CIASCUNO DEI 4 PUNTI DEL II ESERCIZIO E UN RACCONTO CHE LI RACCHIUDA TUTTI E QUATTRO, sempre legato all'"alimentazione" della scrittura.
Il primo degli aggettivi che ho usato per descrivere la mia scrittura è "Tetra". Partiamo da esso.

UNA CITTÀ DI OMBRE
Novuno è una città ricca e potente, quindi raccoglie non solo il meglio, ma anche e soprattutto il peggio della società in cui vive. Inoltre, sebbene siano passati anni dall'epoca della fusione delle 4 dimensioni spazio-temporali, il mondo di Novuno non s'è ripreso del tutto, e ancora forti sono i contrasti interni (nella storia PROBLEMI DI STIRPE si vedono i problemi tra Bidimensionali Luminosi –eredi dei buoni delle storie– e Oscuri –eredi dei cattivi delle storie), e io non vi ho fatto mancare nulla: politici troppo sicuri, problemi classistici, stregoni e maghi malvagi, scienziati pazzi, gruppi di assassini, sette sataniche e, per non farci mancare nulla, un manipolatore generale. Anche il lieto fine non è proprio l'idilliaco "e vissero per sempre felici e contenti", ma "e, pur tra mille problemi, vissero felici". In Novuno l'unica cosa rassicurante è la vittoria del bene. Una vittoria operò pagata a caro prezzo (la morte di Leonardo, per esempio), e con la consapevolezza che molti dei cattivi alla fin delle finite non erano nati malvagi, ma lo erano diventati per via della sfortuna, della corruzione o della cattiva educazione, e che anche i protagonisti potevano fare la stessa fine. In Problemi di Stirpe, dove non analizzo i motivi per cui il cattivo è divenuto tale, non sono i protagonisti a ottenere la vittoria, ma uno morto anni prima, tornato apposta per questo. In La Storia della Supremazia Novuniana, dove non compaiono buoni e cattivi, si parla sì della vittoria del sistema novuniano, ma si conclude dicendo che i problemi non mancano.

SUPEREROI NASCOSTI
Uno dei classici dei supereroi è l'ammirazione o l'odio da parte della popolazione. I supereroi dell'Arma It non hanno questo problema: essi si nascondono alla società in cui vivono, società in cui ho voluto inserire tutti gli aspetti negativi della nostra: il pregiudizio (Servio è emarginato in quanto freak –quanto odio gli anglismi), il rifiuto della verità (il problema di Tarpea), la facilità con cui si guarda con disprezzo gli altri (vedere l'esilio scientifico di Littero, evitato da Flora solo perché più furba). Non ho al momento espresso i motivi per cui Gladiatrex e Omega si nascondono, ve li lascio immaginare e, se me lo ricordo, ve lo rivelo tra un po'. I cattivi, di fondo, li hanno creati proprio questi difetti: chi dal fregarsene della vita umana (Black Evil, Strixa), chi dai pregiudizi (Fulmine Blu, Folletto), chi da altri difetti (gli ST2). Inoltre, i cattivi, anche se catturati, ricevono sempre meno di quanto meritano, in quanto i poteri devono essere tenuti nascosti.

Ecco analizzata la situazione. Ci sentiamo!

PRANZO PER SCRITTURA

Riprendiamo il programma "Scrivere nel 2013" di Daniele Imperi, e per la precisione ora devo riprendere le tre parole del I esercizio e scrivere un post su di esse.
Le mie tre parole erano Dialoghi, Leggerezza, Nomi.


DIALOGHI
Dato che soffro di problemi relazionali (precisamente, Sindrome di Asperger), creare dialoghi per me non è facile (per chi non l'ha capito, chiacchiero poco). Quindi, è ovvio che i dialoghi siano per me una cosa complicata. Tuttavia, un racconto senza dialoghi nè difficile da seguire.


LEGGEREZZA
Forse è solo l'ennesima paranoia/ansia da prestazione, ma sono convinto di essere un po' pesante, a volte.

NOMI
Il problema dei nomi è comune a tutti gli scrittori. In quanto paranoico, inoltre, alproblema di trovare il nome giusto si aggiunge la domanda: "E se qualcuno con questo nome legge e si offende?". Da qui la lista di nomi inventati sul momento (Littero, Mirta) o arcaici (Tarpea, Mastarna).

NUTRIRE LE MIE PAROLE
Nutrire le tre parole è la parte pratica. Vediamo quindi come nutrirle:
  1. DIALOGHI– I miei problemi con i dialoghi, come già detto, nascono dai miei problemi di comunicazione. Quindi, devo solo seguire uno dei buoni propositi che ho fatto a capodanno (e pure fioretto quaresimale): comunicare e socializzare; già ho un aiuto con internet (in rete mi esprimo senza problemi). Poi, penso che stare attento ai ballons dei fumetti possa essere d'aiuto anch'esso, oltre che leggere dialoghi.
  2. LEGGEREZZA– Be', direi leggere roba leggera e cercare di capire come ma è leggera (si ricollega al buon proposito di leggere libri nuovi –è dalla II media che leggo e rileggo il Signore degli Anelli, e ormai sono al II anno di università)
  3. NOMI– Anche se sono ripetitivo, leggere. Inoltre, andare su siti dove si trovano i nomi. Wikipedia, in questo come in altro, è una fonte molto ricca, ma esistono altri siti.
Be', penso di aver concluso. Ci sentiamo!

ERRORI DA SCRITTORE

Come detto in questo post, riprendo il programma Scrivere nel 2013. Per iniziare, devo ndividuare l'errore che mi ha rallentato. Essendo comunque un tipo orgoglioso, mi risulta un po' difficile, comunque proviamo.

Penso che il mio errore sia di fondo un eccesso di flemma, il rimandare tutto a più tardi, anche un po' di pigrizia, diciamocelo.

Questo mi ha impedito di cercare concorsi letterari, di scrivere libri virtuali (e-book è troppo inglese per i miei gusti), ecc... Inoltre, ha fatto ì che ho ancora un sacco di idee nel cassetto ancora in fase di lavorazione da tempo.

Bene, mi sembra che sull'eccesso di flemma non ci sia altro da aggiungere.

Quindi passiamo all'errore di II grdo, ovvero quello da commettere per spingermi a rischiare. Be', direi che devo avere la "sfacciataggine" di provare... chi legge il blog da un po' di tempo, sa che non sono proprio il tipo da "annuisciI e lascia fare" se non sono d'accordo. Bene, vedrò di farmi guidare dalla mia testardaggine anche nella scrittura: chi sa se non riesco a ottenere qualcosa?

Ci sentiamo!

RIPRENDIAMO SCRIVERE NEL 2013

Dopo un sacco di tempo, riprendo "Scrivere nel 2013", che, oltre a risolvermi il problema dei post per un po' di tempo, mi aiuterà (spera) a migliorare il mio modo di scrivere.

Be', penso che prima di iniziare, per oggi mi accontenterò di un profilo di quello che devo fare, prima di perdermi. Quindi, vediamo:

Inizierei subito, ma dato che ho appena ripreso in mano questi esercizi, spero che Daniele Imperi mi perdoni se rimando ancora, così, per prepararmi meglio. Ci sentiamo!

U.A.D.F.L.

UN AFORISMA DI FILOSOFIA LETTERARIA

Vi scrivo quasi subito dopo essere tornato al convitto dopo l'esame di Storia Medievale. E torno con un:

27/30

 Sono o non sono  un grande? Ora mi vanto su Internet, ovunque!

DanieleImperi ha proposto stavolta di rovarsi una frase in cui ci si ritrova come scrittori e spiegare il perché.
Purtroppo, con le frasi sono scarso, così sono andato a cercarne una che andasse bene.
Alla fine ho scelto una frase di Tolkien, dal libro Albero e Foglia, precisamente dal trattatello "Sulla Fiaba":
La Fantasia è una naturale attività umana, la quale certamente non distrugge e neppure reca offesa alla Ragione; né smussa l'appetito per la verità scientifica, di cui non ottunde la percezione. Al contrario: più acuta e chiara è la ragione, e migliori fantasie produrrà.
La fantasia è una dote unicamente umana, lo sanno tutti: un animale, per quanto intelligente (sono anzi dell'opinione che gli animali spesso siano molto più intelligenti dell'uomo, ma molto, ma molto, ma molto) non ha fantasia, non piò creare qualcosa di inesistente.
Quanti vorrebbero evitare la fantasia? Pensiamo solo a Tolkien stesso, che dovette difendere la sua attività dai molti che criticavano questa "fuga dalla realtà", affermando "non si possono evitare le verità impellenti" e cose simili. Per non dire della Chiesa nel Medioevo, che la vietava in quanto "inganno"
Ma vietare la fantasia non può essere giusto. E neanche definirla inganno. La fantasia non è inganno: è una realtà creata da noi. Siccome noi non siamo Dio, questa realtà non si traduce in un mondo materiale, ma resta reale.

LA FANTASIA DI LIVELLO

Attenzione, però: sto perlando della fantasia di livello. Per spiegare, riprendo Tolkien.
Lui inventa delle lingue. Ma una lingua da sola non è nulla: deve avere dei parlanti. Ed ecco, quindi, la gran quantità di razze e popoli della Terra di Mezzo, i quali hanno miti, leggende, culture e storie. Non qualcosa di campato in aria, ma un mondo "reale", coerente quanto il nostro.
Il suo, ovvio, è solo l'esempio più completo di fantasia.
Quindi, la fantasia è bella quando è coerente, quindi "razionale". Questo non vuol dire vietar incantesimi e razze impossibili, perché crando una realtà le diamo leggi che possono anche essere diverse dalle nostre (il mondo di Narnia, per esempio, è piatto anziché geoidale). Ma non può neanche andare a caso. Per questo, "più acuta e chiara è la ragione, e migliori fantasie produrrà": le fantasie migliori, sono quelle coerenti.

Penso sia tutto.