MUTAMENTI FONETICI
Ecco cosa già vi avevo detto delle differenze fonetiche:§ I suoni Z scompaiono, e così il suono V
§ S'aggiunge il suono TH inglese, sia dolce che duro, e la H come aspirazione dolce
§ Gli allofoni CH e GH scompaiono
Altri mutamenti descritti sono non fonetici, ma fonologici. Poi vi spiego.
Da dove provengono TH dura e dolce e H dolce? E dove sono finite V e i suoni Z? Ecco:
§ Z dolce diventa TH dolce (di THis)
§ Z dura diventa TH dura (di THing) -nel novunese la scrivo TH·
§ V intervocalica diventa H dolce (aspirazione lieve, come in Home)
§ ZZ diventa TH dura e la vocale seguente si allunga (E->I, O->Ö, U->Ü, I->I, A->E)
§ VV diventa H dura (aspirazione dura, come in Hard) e la vocale seguente si allunga
§ V in inizio di parola scompare e la vocale dopo s'allunga.
§ V dopo consonante scompare e la vocale dopo s'allunga.
Gli allungamenti delle vocali sono "allungamenti di compenso"
Prendiamo quindi degli esempi:
§ ZAINO -> THOINO
§ ZAMPA -> TH·ANPA
§ UOVO -> UAHO
§ ZAZZERA -> THATH·IRA
§ AVVERA -> AH·IRA
§ VERO -> IREO
§ INVERO -> INIRO
NB: qui ho lasciato le desinenze originali, ma nell'evoluzione linguistica potrebbero cambiare anch'esse per modifiche morfologiche.
Già potete notare anche altri mutamenti:
§ I dittongale incupisce le vocali (A->O, E->A, O->U,) per un fenomeno di dissociazione
§ U dittongale addolcisce le vocali (O->A, A->E, E->I), sempre per dissociazione
§ M di fronte a P diventa N di aNfora
§ Inserzione di E nei monosillabi.
§ In presenza di due suoni duri, il primo si addolcisce.
Per CH e GH, la cosa è semplice: i due allofoni diventano C dura e G dura se preceduti da vocale o da consonante eccetto la N, C dolce e G dolce se in inizio di parola o preceduti da N (ricordatevi che C e G dura le rappreseno con C· e G·, quindi CIE dev'essere letto C-I-E e non C-E):
§CHIARO-> CIORO
§ANCHE-> N·ACE
§ACCHIAPPO->ASC·EPO
§RISCHIO->RISC·IA
Stesso dicasi per le G.
Un'altra modifica che avrete notato è la singolarizzazione delle doppie e la sostituzione della prima con S, e della scomparsa della seconda S in caso ce ne sia più di una, con allungamento di compenso della vocale precedente.
Inoltre, è presente l'inversione tra vocale e consonante della prima sillaba nei bisillabi che iniziano per vocale. Inversione che avviene anche tra muta (P, B, T, D, C, G, C·, G·) e liquida (R, L) quando la muta precede la liquida
§ ENTRO-> N·ERTO
§ BLU-> ULBU
E quando una parola inizia con due consonanti, si inserisce davanti una vocale, di solito l'ultima della parola.
L'incontro tra due mute o tra due sonore (L, R, M, N, S) porta all'associazione, e così l'incontro tra I e U (——>Ü):
§ PIÙ—>PÜ
§ ARMA—>ABA
Mi fermo, ma le regole sono ancora di più, come sempre nelle storie linguistiche, e di sicuro ve ne farò vedere altre man mano.
MUTAMENTI FONOLOGICI
I mutamenti fonologici sono il trasferimento da allofono a fonema e viceversa.
Ecco quelli visti l'altra volta:
§ O di Ostico e E di Elica diventano allofoni rispettivamente di O ed E§ Il suono GLI diventa allofono di L
§ Il suono S dolce diventa allofono di S dura
§ Il suono J diventa allofono di G dolce
§ N davanti a F e V diventa fonema indipendente
L'ultimo lo avrete notato: in INVERO la N rimane l'allofono, ma davanti a vocale, cancellando la regola. Quindi questo allofono non è più condizionato da regole, e diventa indipendente.
Inoltre, le N doppie singolarizzandosi diventano questo fono (DANNATO —> DANADÖ, con associazione di T a D e allungamento di compenso di O ad Ö).
Per gli altri, essi invece assumono regole in cui compaiono, diventando allofoni di altri fonemi:
§ GLI diventa la forma allofona di L quando in posizione intravocalica con allungamento di compenso della vocale precedente (PALO—>PEGLIO) e in inizio di parola con allungamento di compenso della vocale seguente.(LANA—>GLIENA)
§ S dolce diventa la forma allofona di S dura quando accompagna consonante o è in inizio di parola.
§ J (di ABAT JOUR) diventa la forma allofona di G dolce davanti a I ed E.
§ O di Ostico diventa la forma allofona della O in inizio di parola e in dittongo.
§ E di Elica diventa la forma allofona della E in inizio di parola e in dittongo.
Inoltre, le N doppie singolarizzandosi diventano questo fono (DANNATO —> DANADÖ, con associazione di T a D e allungamento di compenso di O ad Ö).
Per gli altri, essi invece assumono regole in cui compaiono, diventando allofoni di altri fonemi:
§ GLI diventa la forma allofona di L quando in posizione intravocalica con allungamento di compenso della vocale precedente (PALO—>PEGLIO) e in inizio di parola con allungamento di compenso della vocale seguente.(LANA—>GLIENA)
§ S dolce diventa la forma allofona di S dura quando accompagna consonante o è in inizio di parola.
§ J (di ABAT JOUR) diventa la forma allofona di G dolce davanti a I ed E.
§ O di Ostico diventa la forma allofona della O in inizio di parola e in dittongo.
§ E di Elica diventa la forma allofona della E in inizio di parola e in dittongo.

2 commenti:
Scusa, cosa è il Novunense?
Vedi, Hottanta, tra i miei racconti, alcuni sono narrati nella città di Novuno, e il novunese sarebbe la lingua parlata nella città.
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