Gelosie


A parte che ho dimenticato di finire i capelli di Rosalia, vado in pausa natalizia.
Su Facebook più tardi pubblico però un anticipo dell'ultima striscia (no spoiler).

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CRONACHE DI NEOGEA: Far Colpo

E niente, in questo periodo non mi viene in mente molto da fare per il blog a paerte le vignette. Qualcuno ha suggerimenti (a parte regalare a Rosalia un umorismo migliore)?

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CRONACHE DI NEOGEA: Rosalia in azione


Se un demone non è di almeno cinque metri, è un demone scarso.

Scherzi a parte, Rosalia, come gli altri tre membri del gruppo, è un'avventuriera esperta; in D&D, dove il livello più alto è il 20, sarebbe sul livello 16.

E io odio le braccia.

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ANALISI DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE V: CONCLUSIONI

Torno dopo secoli e sec... ok, dopo qualche settimana di assenza.
Lo so, l'altra volta avevo detto che avrei espresso le conclusioni dopo una settimana ed è passato quasi un mese, chiedo venia. Comunque...

Arrivati alla fine, cerchiamo di sintetizzare gli aspetti della riforma:

PARLAMENTO
Le due camere si differenziano: la Camera rappresenta la Nazione, il Senato le Istituzioni; per questa ragione, il valore legislativo del Senato si riduce, e la fiducia al governo viene solo dalla Camera. Quest'ultima non vede particolari differenze da prima, a parte il fatto che il suo Presidente è il Presidente del Parlamento e sostituisce il Presidente della Repubblica qualora questo non possa svolgere le sue funzioni, mentre prima spettava al Presidente del Senato tale ruolo, e i suoi criteri di elezione riguardano anche i cittadini incaricati di giudicare il Presidente qualora venga accusato.

Il Senato invece ha modifiche più sostanziose: perde molte delle sue funzioni legislative, limitandosi alle modifiche costituzionali, alle disposizioni costituzionali su tutela delle minoranze linguistiche, referendum, iniziativa popolare e a istituzionale e su questioni istituzionali-amministrative, oltre che occuparsi delle questioni relative all'Unione Europea. Per le altre questioni, deve decidere se proporre o no delle modifiche alle leggi votate dalla Camera (modifiche che la Camera può rifiutare) e può dare consigli. Inoltre, dispone l'esame dei decreti legge, risultando importante nel decidere se tenersi o no un decreto-legge. I suoi membri assorbono il ruolo dei delegati regionali nell'elezione del Presidente della Repubblica, dal quale non può essere sciolto. Perde il ruolo di controllo sul Primo Ministro (mantenuto però dalla Camera, non dimentichiamocelo), tuttavia quest'ultimo deve consultarsi con esso per sostituirsi agli enti locali; il Senato deve essere ascoltato anche quando si vuole sciogliere una Giunta regionale, assumendo quindi il ruolo di garante del rapporto tra lo Stato e gli enti locali.

Ho ironizzato parecchio sulla riduzione della funzione legislativa del Senato, però bisogna ammettere che mantiene una funzione abbastanza importante in uno stato come l'Italia, dove le realtà locali tendono a sfuggire al controllo centrale. Inoltre, tutte le differenze tra il Senato e la Camera sono coerenti con un'idea di base: rendere la Camera rappresentatrice dei cittadini e il Senato rappresentante delle istituzioni. Sempre secondo questa idea, la Camera viene votata direttamente dai cittadini tra i cittadini come prima, il Senato dai consiglieri regionali tra consiglieri regionali e sindaci, i quali comunque non riceveranno indennità per il loro ruolo di Senatori, avendo già uno stipendio; ricordo a questo punto una cosa: i consiglieri regionali e i sindaci li votano sempre i cittadini, quindi piantatela con questa cavolata per la quale i senatori non li votiamo più noi.

Onestamente, non saprei dire se la suddivisione del ruolo tra le due camere, così come è, sia effettivamente ideale. Si evita il ping-pong tra le camere (almeno nella maggioranza dei casi), ma i sistemi contorti che ne sono usciti potrebbero annullare il vantaggio ricevuto. C'è da dire comunque che la Riforma inserisce dei tempi precisi entro cui agire, e questo è sicuramente un bene. Ma sarà possibile rispettare i suddetti tempi con meccanismi così contorti?

IL PRIMO MINISTRO
Il primo ministro richiede solo il permesso della Camera. Questo non vuol dire che diventerà autoritario, ma solo che invece di badare a tutti i parlamentari dovrà badare solo ai deputati; in ogni caso, dovrà badare a gente che se sta lì è per volere del popolo. Certo, ci vorrebbe una riforma elettorale migliore di quella attuale, ma restiamo sull'argomento riforma costituzionale.

Aumenta inoltre il suo potere di interferenza nel lavoro delle camere: potrà partecipare alle sedute del Parlamento ed essere ascoltato, nonché imporre alcune materie come prioritarie. Certo, aumenta il suo potere, ma qui rientra nel delicato e complesso equilibrio tra l'Esecutivo e il Legislativo, equilibrio che in Italia si basa su una serie di pesi e contrappesi tra il Governo e il Parlamento: se un governo autoritario è un male, anche un governo con spazi di azione troppo stretti lo è. Non è facile capire se il rafforzamento del governo si tradurrà in un governo forte o in un governo autoritario, ma aver paura di una dittatura del governo è eccessivo.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E LA CORTE COSTITUZIONALE
La sua elezione diventa più complessa, prevedendo più fasi, ma garantendo una maggioranza più netta, che è di sicuro un vantaggio quando si parla della prima carica dello Stato.

I senatori nominati dal Presidente dall'entrata in vigore della Costituzione in poi non saranno a vita ma per un certo periodo di tempo.

La Corte Costituzionale controllerà la costituzionalità delle leggi sempre, senza che debba nascere una contesa. Questa mi sembra un'ottima cosa

ENTI LOCALI E AMMINISTRAZIONI
Vengono abolite le province (a parte Trento e Bolzano) e il CNEL, che diciamocelo: sono inutili.

I poteri che prima erano di concorrenza tra Stato e Regioni vengono suddivisi, rendendo la questione un po' più ordinata. Devo ancora capire perché non equiparino regioni a Statuto Speciale e a Statuto Ordinario e perché le province di Trento e Bolzano non vengono rese regioni, ma sono dettagli.

I Comuni e le Città Metropolitane ricevono proprie facoltà finanziarie, che potranno usare per i loro progetti. Dato che la pulizia delle strade, la manutenzione, la tutela, ecc... alla fin delle finite ricadono su comuni e Città Metropolitane mi sembra una cosa giusta.

Gli enti locali diversi da Regioni, Comuni o Città Metropolitane vengono regolati dalla Regione, e mi sembra una buona idea: entità non ufficiali così possono esistere all'interno dello Stato avendo comunque delle regole da seguire. Le Città Metropolitane vengono regolate dallo Stato in base alle opinioni dei Comuni, e non mi sembra una cosa sbagliata.

Vengono inserite nella costituzione norme per le amministrazioni e si impone che le amministrazioni locali vengano decise mediante legge e non a caso come succede attualmente; forse si rischia un po' troppa rigidità, ma almeno si garantisce ordine.

REFERENDUM
Aumenta il numero di firme necessario per una legge di iniziativa popolare, e questo non è molto bello, però bisogna ammettere che l'aggiunta del referendum propositivo può essere considerata un'ottima compensazione a mio parere, soprattutto calcolando che la Riforma prevede che il parlamento le controlli secondo le sue regole, imponendogli quindi la visione delle leggi proposte da parte dal popolo.

Qualora il numero di proponenti un referendum abrogativo siano almeno 800'000 il quorum diminuisce, ma a mio parere potevano anche farne a meno.

CONCLUSIONI (sperando di non aver dimenticato nulla)
Questa riforma ha lati positivi e negativi.

Di positivo, noto un maggiore ordine, maggiori possibilità di azione per l'amministrazione e maggiori possibilità che la costituzione venga rispettata (per l'obbligo di controllo della Corte Costituzionale).

Di negativo, osservo meccanismi più contorti nelle votazioni, e in alcuni casi l'ordine mi sembra diventare un irrigidirsi eccessivo: è vero che la Costituzione deve essere precisa, ma resta comunque una fonte di legge difficile da cambiare, e se è troppo rigida rischia di diventare inadatta al primo cambiamento.

Prima di salutarvi, una precisazione: se la vostra domanda è:"Per cosa voti?", la mia risposta è:"Non lo so, ma se lo sapessi non lo direi: quello che voto è un segreto che mi porterò nella tomba"

E voi, che ne pensate di questa analisi? E quali sono le vostre conclusioni? Scrivetelo nei commenti (ricordandovi la Netiquette ovviamente).



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