L.S.D.S.N.

Questa storia è diversa dalle solite. Vi prego di leggerla, anche se un po' pesante, in quanto punta a far riflettere

LA STORIA DELLA SUPREMAZIA NOVUNIANA

INTRODUZIONE

Teofilo
Catone
Catone, studioso di etnologia e storia, viaggiava verso Novuno, la più potente città del suo tempo, detta la Roma Post-fusione. Ci andava per parlare con un uomo testimone della fine dei concorrenti della zona di questa città, che era diventata la più potente propria per la scomparsa di città paragonabili ad essa nella zona in cui si trovava, la zona Italofona, essendo le lingue parlativi d'origine italiana. Questa supremazia politica derivava da una notevole supremazia economica.
L'uomo con cui andava a parlare, Teofilo, lo accolse con un sorriso. E iniziò a raccontare...

BERLONTIA

Lo stemma di Berlontia
La ferrovia simboleggia la strada
che la città intende seguire.
— Io sono originario di Berlontia, nome che si dice nato dall'unione casuale di lettere dell'alfabeto. Il giorno in cui iniziò la sua decadenza, tutto sembrava andare bene: le banche erano forti, l'economia in continua crescita. Io erop felice perché era finita per me la stagione dei debiti, e avrei iniziato ad essere creditore. Dopo questa fase, avrei raccolto i debiti altrui per poi farne ancora, e quest'ultima fase era quella che mi stava più scomoda. Ma questa era la conseguenza dell'alternanza di austerità e consumismo sfrenato tra i due gruppi di aziende, ideata in città per eliminare i danni di entrambi: i debiti del consumismo venivano assorbiti dalla parte in austerità, e i problemi dell'austerità sarebbero stati eliminati dalla parte in consumismo sfrenato. Ma quel giorno, la nostra economia collassò
— Quando entrai in ufficio, vidi con orrore rapporti di furti avvenuti ovunque da sbandati. Essi furono condannati, e io li ritenni spregevoli. Ma essi erano solo un sintomo di quello che stava per accadere...
— In città malattie e morte divennero così evidenti che non potevamo più chiudere gli occhi... tutto ciò era provocato dagli sprechi e dall'inquinamento, oltre che dal disinteresse: noi producevamo, ma sempre a meno persone serviva ciò che producevamo, e così i rifiuti, l'invenduto e l'inquinamento aumentavano. Lentamente, la nostra città entrò in crisi... e ovunque uscirono ribelli.
— Si trattava di persone sfruttate per ottenere materie prime, che intorno a noi si erano esaurite, e che si erano stancate. Fra di essi, inoltre, c'erano quanti non erano riusciti a lavorare e guadagnare o chi era sottopagati. Con le nuove macchine erano aumentati. Per non parlare di malati, disabili e così via che non potevano permettersi le costose cure, né sperare di guarire da soli, oltre a chi non poteva permettersi quanto la nostra pubblicità faceva ritenere necessario.
— Il declino era inesorabile. Io per fortuna avevo dei risparmi ad Esperia, e lì mi trasferii quando le aziende iniziarono a fallire per la rabbia dei nostri stessi concittadini furiosi. Pochi giorni dopo, la ministra Lavinia strinse patti con i ribelli, e Novuno ebbe il predominio sulla mia città.

ESPERIA

Lo stemma di Esperia, legato alle
origini della città e del suo nome
(da esperos, termine greco per "sera")
—A Esperia era da sempre in atto un sistema diverso. I soldi del Prodotto Interno Lordo venivano usati per dare assistenza sanitaria, per fornire cibo ai bisognosi e per istituire asili dove stavano i bambini i cui genitori non avevano tempo da dedicargli. Inoltre, erano usate le energie rinnovabili e l'ambiente protetto, con tanto di lotte contro l'inquinamento e gli sprechi.—
—Quindi— interruppe lo studioso — non c'erano problemi—
—Inizialmente no— rispose Teofilo —ma questo stato ben presto mostrò una debolezza: il paradosso—
—Cosa intende per "paradosso"—
—Glielo spiegherò raccontando cosa mi successe: essendo ingegnere, ebbi numerosi incarichi
—Per fare una centrale potente avrei dovuto disboscare un'intera zona o togliere terre all'agricoltura. Entrambe le soluzioni non andavano bene per un'economia sostenibile. Quindi mi chiesero di trovare una soluzione per ottenere di più da una centrale di altro tipo: eolica, geotermica, idrotermica, ecc... ma per quanto provassi, l'unica soluzione che trovavo era di premere sulle risorse, consumarle in un periodo superiore a quello di rinnovamento. Di tutto ci che mi chiesero, ottenni solo di migliorare i sistemi di riciclo. Ma riciclare richiede meno energia, quindi meno consumi, quindi minore produzione di energia stessa, quindi minore PIL.
—E non era finita. Vedevo sempre più bambini viziati, capaci solo di esigere. Io ne ero disgustato, ma la realtà è che gli era mancato l'affetto dei genitori, che  le insegnanti e le tate non erano in grado di sostituire... e quindi, l'avevano sostituito legandosi agli oggetti.—
—Non capisco— interruppe esterrefatto Catone —Come potevano pensare di trovare negli oggetti quello che non trovavano nelle persone?—
—Non lo trovavano, infatti— rispose Teofilo —Ma la pubblicità li aveva convinti che oggetti anche banali fossero cose incredibili, eccezionali... e quindi, si indirizzavano verso essi.
—Ben presto fu chiaro che la scelta era tra mantenere l'economia sostenibile e continuare lo sviluppo. Questo spaccò la società esperiana in due parti: i ricchi e gli altri. I ricchi sostenevano lo sviluppo, gli altri l'economia sostenibile.—
—E chi era più forte?— chiese Catone, incuriosito
—Ah, non saprei di preciso. I ricchi potevano contare su una notevole influenza politica, ma erano pochi, e la presenza di gente in grado di organizzarsi tra gli altri produceva manifestazioni di cui i politici avevano paura: erano pacifiche, certo, ma non ascoltare cosa dicevano era rischioso.—
—Si rischiava la guerra civile?— chiese lo studioso
—Era praticamente certa!— rispose l'ingegnere —Se i politici ascoltavano gli uni, si inimicavano gli altri, quindi temporeggiavano, cosa che non piaceva a nessuno. Alla fine, cedettero Esperia, la città nata dove i suoi fondatori si fermarono la sera, a Novuno, la quale così divenne la città più potente, non avendo più rivali.—

NOVUNO

L'uguaglianza, l'unità, il rispetto delle differenze e molte
cose simili sono rappresentate dal simbolo di Novuno
—A questo punto— riprese Catone, dopo aver preso un caffè —mi devi spiegare una cosa: cos'è che rende il sistema economico novuniano superiore a quello di Esperia e Berluntia?—
—Be', è semplice: i suoi politici non badavano al PIL, ma al VOB, "voto oggettivo di benessere"
—Le spiego: invece di andare a vedere quanto materiale è in vendita, si bada a quanto produce benessere. In pratica, si bada alla possibilità di tutti di soddisfare i propri bisogni, naturali, sociali e anche personali.—
—Qual'è la differenza?—
—Semplice: i primi sono i bisogni di natura, quindi bere, mangiare, dormire e così via. I secondi sono i bisogni dettati dalla società, come il vestirsi bene o il potersi spostare in fretta. Gli ultimi sono i bisogni legati alle proprie passioni.
—Le faccio un esempio aziendale: quando si compra un macchinario, l'azienda non licenzia gli operai, ne riduce gli stipendi, ma riduce i costi di gestione riducendo l'orario di lavoro. Questo non  aumenta il PIL, ma mantiene il benessere, anzi lo aumenta, perché gli operai, avendo più tempo libero, possono occuparsi dei propri interessi e della propria famiglia. Riguardo alla famiglia, a Novuno i genitori per i primi tre anni del bambino, ovvero quelli critici, possono alternare le settimane di lavoro e di riposo, così da poter badare al bambino e lavorare lo stesso.—
—Mi faccia un altro esempio— disse Catone, curiosissimo —mi dica come si fa con l'energia—
—Be', invece di grosse centrali si fanno piccole centrali e sistemi di utilizzo dell'energia locale, come pannelli solari sui lampioni, pedane su strade e marciapiedi per trasformare in elettricità l'energia di chi si muove; questo oltre a produrre l'energia necessaria a livello locale, produce delle eccedenze che vengono scambiate. Questo consente di usare le risorse rinnovabili senza problemi, e anche se il PIL non ne giova, ne giova il benessere—
—In parole povere, il sistema economico novuniano è superiore in quanto non si bada a quanti soldi girano, ma al benessere—
—Certo. Inoltre, c'è un forte incremento alla tecnologia, sia quelle utili a ridurre i costi di gestione e a usare le risorse rinnovabili al meglio, sia quelle per far fare passi avanti dal punto di vista scientifico, sia quelle legate al puro gusto degli scienziati.—
—Quindi— chiese Catone —va tutto bene?—
—Be'— rispose beffardo Teofilo —c'è sempre qualcosa che va male: così è sempre stato e così sempre sarà. Si può solo cercare di limitare i danni—
—Be', grazie. Mi ha dato molto materiale da usare per la mia ricerca.—
—Prego, è sempre un piacere—
—Solo una domanda: lei come ha fatto a giungere qui?—
Teofilo sorrise, e disse:—Dopo la guerra civile tra Autoctoni e Forestieri, Lavinia prima di ritirarsi mi chiamò: un ingegnere fa sempre comodo.—
Detto questo, Catone tornò a casa, dove pubblicò la sua ricerca. E al primo posto fra le sue fonti, mise proprio il nome di Teofilo.

5 commenti:

Hermano89 ha detto...

Il racconto è un po' una metafora della società e del mondo contemporaneo, mi pare.

Davide Quetti ha detto...

Certo, Hermano

Lucia Basterebbe ha detto...

Ciao, arrivo da te grazie alla bellissima iniziativa di Rosa di kreattiva.
Ti faccio i complimenti per il tuo blog e da oggi ti seguirò con molto piacere.
Se ti va passa da me, dolcissimamenthe.blogspot.it
A presto...

Rosa Forino ha detto...

grazie per aver partecipato all'iniziativa su kreattiva :-) a presto

Davide Quetti ha detto...

Grazie, Lucia
Prego, Rosa

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