ASSASSINI

Dopo un mago nero, un mago bianco e uno scienziato folle (e non poco) nella Novuno della Guerra (per ora fredda) Civile c'è pure...
LA MASNADA DEGLI ASSASSINI
LA SITUAZIONE NOVUNENSE
La domanda più frequente (non se la fa nessuno solo perché tutti hanno altro a cui pensare) è: "Ma quando non ci sono nemici comuni a Novuno, Volerone continua ad attentare alla vita di Lavinia?" La risposta è: "Ovviamente sì". Cosa pensavate, che dormisse? Le ha provate tutte: veleno, attentati lampo, addirittura s'è fatto catturare per poi evadere e attaccare la ministra.

Una guerra civile può indebolire una nazione
sino alla massima vulnerabilità
Sinora non gli è andata molto bene, e proprio per questo la guerra civile rischia di entrare nella "fase calda": i Forestieri si sono concentrati intorno alle cliniche conquistate durante l'attacco dello scienziato (vedi puntata precedente), mentre gli Autoctoni sono fuggiti da quelle zone; Novuno sembra essersi spaccata in due città confinanti, con politici distinti; tutti si armano, pronti allo scontro; in ogni casa si raziona il cibo, di cui si fanno grosse provviste; si esce solo per la spesa e il lavoro (con l'aria di chi percorre un campo di battaglia).
Lavinia, però, è sempre più in dubbio sulle sue posizioni classiste, tanto più dopo aver ascoltato le poesie grazie a cui Leonardo aveva capito l'antidoto al veleno di Magini. Volerone, pur non sapendolo, ogni tanto prova ancora a risolvere le cose diplomaticamente (sinora invano). I loro assistenti, Mirta e Mastarna, sono entrambi divisi tra la fedeltà alla città (e quindi al suo governo) e il non essere d'accordo con le leggi segregazionistiche; le scelte di campo dipendono unicamente dal loro status sociale: Mirta è un'Autoctona, quindi sta dalla parte di Lavinia, Mastarna è un Forestiero, quindi è dalla parte di Volerone. Gli altri, Autoctoni o Forestieri che siano, sono per lo più spaventati gli uni dagli altri, dalla paura nasce l'odio, ecc... ecc... Le città più vicine a Novuno, da sempre invidiose della sua predominanza su tutto il mondo post-fusione, si preparano ad intervenire nella ormai vicina guerra civile per strapparle il ruolo di Città N° 1.
La situazione ormai era giunta  a questo punto quando iniziarono pure degli assassinii.


UN'ASSOCIAZIONE LETALEMENTE SERIALE
—Allora? Cos'avete da dire?—
—Generale Mirta, abbiamo provato tutti i test a disposizione almeno tre volte... chiunque sia stato, non ha lasciato traccia—
—Ma non è possibile! Tre persone muoiono in pieno giorno, e nessuno se ne accorge?—
—Dobbiamo chiamare la ministra Lavinia?—
—No, glielo dirò più tardi... qui siamo troppo vicini alle zone controllate dai Forestieri.—
Mentre Mirta e la Polizia Scientifica Novunese mettevano a posto gli strumenti, Mastarna si avvicinò (ma mantenendosi a una prudente distanza – erano pur sempre in guerra), e chiese: —Anche da voi c'è questa catena di omicidi a catena?—
—Pure da voi questi omicidi inspiegabili?—
—Purtroppo sì. Secondo me, c'è qualcuno sotto. Abbiamo contato 70 morti in tutto—
—Anche noi ne abbiamo contati 70! Pensi voglia dire qualcosa?—
Mastarna si strinse le spalle.

Il nome Tarpea l'ho preso dalla donna
che vedete in terra... che colpa ha
commesso?
Intanto, a StelSalente (sede del governo Novunese) e nell'ufficio di Volerone si accese il Fuoco Ambasciatore. Sia Lavinia che Volerone si misero a sedere davanti ad esso, per sapere cosa accadesse.
—Buonasera, signori di Novuno. Permettete mi presenti... mi chiamo Tarpea, e sono una donna qualunque... che ha deciso di diventare qualcuno—
—E noi cosa c'entriamo?— chiese Volerone
—Se vuoi un aiuto, non possiamo dartelo, o dovremmo darlo a tutti coloro che vogliono diventare famosi!— aggiunse Lavinia
—Oh, ma io non vi chiedo aiuto... sarete voi a darlo a me!—
—Cosa intendi?— chiesero Volerone e Lavinia quasi contemporaneamente, pur temendo la risposta.
—Semplice: se volete che i miei 7 assassini mettano fine alle loro scorrerie, dovete consegnarmi le chiavi della città! Così avrò il dominio della città più potente del mondo e potrò conquistare quest'ultimo più facilmente.... wahahahahah— e il Fuoco si spense.

A questo punto, una tregua tra Forestieri e Autoctoni era d'obbligo: tutti si misero a cercare gli assassini e la loro signora, muovendosi in gruppo, senza differenze di status. Addirittura, Lavinia e Volerone collaboravano nello stesso gruppo, con a fianco i fedeli assistenti-amici Mirta e Mastarna. Furono proprio loro a rintracciare i 7 assassini, che avevano deciso di puntare a loro proprio perché erano i comandanti. I sette erano:

  1. MOZRO, un pazzo assassino, cui era stato promesso il posto di boia;
  2. ATRODAG, una drogata, cui erano state promesse ampie quantità di Droga;
  3. SCRUGIA, un'avida e avara donna cui era stato promesso il posto di Tesoriera (ergo, tanto denaro);
  4. GRIMILDE, una donna invidiosa del successo dei capi di Novuno, e desiderosa di vederli affondare;
  5. MEDEA, una donna il cui padre era stato ingiustamente condannato, desiderosa di vendetta;
  6. SESTO, un uomo cui era stato promesso la "conoscenza" (nel senso più fisico in cui tale termine è usato) con le donne più belle della città.
  7. CLODIA, una superba cui era stata promessa la possibilità di mostrare la sua superiorità con importanti posti di comando e la presenza in tutti gli spettacoli.
I Laser in commercio sono solo
delle lucine, ma i Laser più
potenti sono usati nell'industria
per tagliare l'acciaio.
Trovare la capa sembrava più difficile, ma non appena si sparse la voce, fu essa stessa a scendere in campo, ridendo da folle. —Complimenti, signori— sghignazzò —ma ora dovrete vedervela con me, e con le mie armi— e tirò fuori uno strano fucile, da cui partirono raggi laser. Leonardo, quinto membro del gruppo, si salvò per un pelo, e urlò:—Attenzione: quel fucile laser è quello rubato dai laboratori dello stato!—. Tarpea rideva a più non posso:—Visto che non vi arrendete, farò le cose... ALLA VECCHIA MANIERA!—. Mastarna le sparò contro, ma i proiettili rimbalzarono sulla giacca di lei. Tarpea rise ancora più forte. Mirta, disperata, sparò contro il fucile laser. Questo esplose, e accadde una cosa incredibile: il fucile, colpito, esplose, e la copertura magnetica di Tarpea si coprì di lampi elettrici. —Ma cosa... NOOO!— urlò Tarpea, mentre il cuore e il cervello finivano di funzionare, mettendo fine alla sua vita. 

Qualche giorno dopo, Leonardo finì l'analisi di quanto era successo e scrisse nel rapporto: "L'esplosione è stata causata dal proiettile di Mirta, che ha colpito la sede del programma del fucile laser, mandando in tilt l'intero sistema. L'onda d'urto di tale esplosione ha mandato in tilt le microcellule magnetiche della copertura antiproiettile di Tarpea, causando scosse elettriche che l'hanno poi colpita direttamente, amplificate da quanto restava della copertura magnetica: la scossa è stimata intorno ai cento milioni di megawatt, potenza sufficiente a ucciderla sul colpo."

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