Le mie tre parole erano Dialoghi, Leggerezza, Nomi.
DIALOGHI
Dato che soffro di problemi relazionali (precisamente, Sindrome di Asperger), creare dialoghi per me non è facile (per chi non l'ha capito, chiacchiero poco). Quindi, è ovvio che i dialoghi siano per me una cosa complicata. Tuttavia, un racconto senza dialoghi nè difficile da seguire.
LEGGEREZZA
Forse è solo l'ennesima paranoia/ansia da prestazione, ma sono convinto di essere un po' pesante, a volte.
NOMI
Il problema dei nomi è comune a tutti gli scrittori. In quanto paranoico, inoltre, alproblema di trovare il nome giusto si aggiunge la domanda: "E se qualcuno con questo nome legge e si offende?". Da qui la lista di nomi inventati sul momento (Littero, Mirta) o arcaici (Tarpea, Mastarna).
NUTRIRE LE MIE PAROLE
Nutrire le tre parole è la parte pratica. Vediamo quindi come nutrirle:
- DIALOGHI– I miei problemi con i dialoghi, come già detto, nascono dai miei problemi di comunicazione. Quindi, devo solo seguire uno dei buoni propositi che ho fatto a capodanno (e pure fioretto quaresimale): comunicare e socializzare; già ho un aiuto con internet (in rete mi esprimo senza problemi). Poi, penso che stare attento ai ballons dei fumetti possa essere d'aiuto anch'esso, oltre che leggere dialoghi.
- LEGGEREZZA– Be', direi leggere roba leggera e cercare di capire come ma è leggera (si ricollega al buon proposito di leggere libri nuovi –è dalla II media che leggo e rileggo il Signore degli Anelli, e ormai sono al II anno di università)
- NOMI– Anche se sono ripetitivo, leggere. Inoltre, andare su siti dove si trovano i nomi. Wikipedia, in questo come in altro, è una fonte molto ricca, ma esistono altri siti.

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