PROBLEMI DI STIRPE


Vlad entrò nella città di Novuno. Con lui c'erano i due colleghi, Reveno e Blanca. I tre erano tridimensionali, ovvero  individui tornati in vita durante la fusione o loro discendenti; per la precisione Vlad era un Vampiriano, Blanca una Fantasmoide, Reveno un Nonmortoide. Venivano da Esperia, una città vicina a Novuno. Erano giunti a Novuno a seguito di un'indagine, motivo per il quale si erano diretti proprio dal capo della guardie.

—Cosa ci fanno tre investigatori privati Esperiani qui?— chiese il capo delle Guardie, al secolo Afranio. —Vede— rispose Vlad, il capo del trio —dalle nostre parti c'è stata l'uccisione di un bidimensionale luminoso, e le accuse vanno contro i bidimensionali oscuri— —È abbastanza probabile: è noto che tra le due fazione non scorre buon sangue. Del resto, dato che erano nemici anche quando erano solo personaggi inventati— replicò il commissario. Vlad però aveva anche altre cose da dire:—Ma stavolta la questione è grave: dalle nostre parti è troppo pericolosa una cosa del genere! Si rischia di provocare una ribellione!— —I problemi di Esperia non sono problemi di Novuno.— rispose noncurante Afranio. —Potrebbero diventarlo— disse calmo Vlad, e tirò fuori un foglio:—Vi presento il resoconto della scientifica.— Sul foglio era dichiarato:
Il veleno contenuto nel dardo è Tanatirico, un letale veleno che agisce sul sistema nervoso. Può essere trovato solo nei laboratori dove si studiano le malattie neuronali.
—Ora legga questo— aggiunse Vlad, passandogli un ritaglio di giornale, sul quale era sottolineata la notizia di un furto subito da uno dei suddetti laboratori che si trovava proprio a Novuno, il Laboratorio Nurein.

Afranio non volle ascoltare: per lui si trattava di una semplice coincidenza. Pertanto, i nostri tre amici dovettero investigare per altre vie. Vlad nel dare i diversi compiti si preoccupò di dividere Blanca da Reveno, sapendo che i due litigavano di continuo, cosa abbastanza tipica tra Fantasmoidi e Non-mortoidi, in quanto queste due diverse stirpi nel corso della storia erano state spesso rivali. Il laboratorio Nurein era stato chiuso a seguito del furto, in quanto dalle indagini erano uscite fuori molte irregolarità delle quali la comunità scientifica rimase sconcertata. Del direttore del centro nulla si sapeva, e non era stato possibile recuperare tutti quelli che vi avevano lavorato. Tuttavia, c'erano due persone da interrogare: Grifon, becchino del cimitero indagato per essere stato visto nelle vicinanze del centro nonostante nulla c'entrasse, e il sacerdote Cresuald, noto per aver mantenuto il caso aperto per mesi prima che il commissario Afranio stufo dichiarasse il caso chiuso.

Di per sé, si diresse verso Stelsalente: aveva un amico lì, Lucinio, il quale si mostrò ospitale come sempre.:—Vlad, vecchio Vampiriano, come mai da queste parti? Entra, che ti offro da bere.—
Vlad gli spiegò il problema. Lucinio ascoltò attentamente e raccontò:—So di un gruppo che tempo fa qui a Novuno ha cercato di mettere l'uno contro l'altro Bidimensionali Luminosi e Bidimensionali Oscuri, ma ha avuto poco successo qui a Novuno, dove la gente è abbastanza unita. Tuttavia— qui si fece un po' esitante, Vlad quindi disse:—Non preoccuparti: nulla uscirà da qui— Vlad sapeva abbastanza bene che i politici novuniani ci tenevano a presentare la città unita ad ogni costo, per spaventare eventuali rivali; un po' rassicurato, Lucinio continuò:—Be', sono solo voci, ma di recente ho sentito dire che le due stirpi hanno ricominciato a guardarsi male. Sono solo voci, beninteso, ma le notizie che mi porti da Esperia mi preoccupano in tal senso.— Vlad annuì e rifletté:«Quindi a rischio è anche l'unità della più potente città di Novuno; Afranio è proprio ignorante in politica se sottovaluta un tale elemento. A meno che non sia coinvolto in tutto questo, ma potrebbe essere anche solo diffidente: i Novuniani tendono a guardare storto coloro che vengono nella loro città senza l'intenzione di stabilirvisi onestamente.» Tenne comunque per sé questi dubbi e chiese:—Sai per caso chi potrebbe trarre vantaggio da una situazione simile? Ovviamente, nulla uscirà da qui— Lucinio ci pensò un attimo, e affermò:—A volte il mio collega Catone ha uscite contro i bidimensionali oscuri: essendo stati gli antagonisti, afferma che potrebbero essere malvagi. Ma non saprei: non mi sembra il tipo. È più uno dei tipici demagoghi che s'appigliano ad antipatie più o meno antiche per avere successo, non ce lo vedo proprio ad organizzare un attentato. Non so nemmeno se crede a quello che dice.— —Ci parlerò— commentò Vlad —Ma penso tu abbia ragione.— —Potrebbe interessarti anche il parere di un certo Gaio— aggiunse Lucinio —Ha seguito le indagini in maniera privata, ma non so chi fosse il suo cliente e perché fosse così interessato— —Ti ringrazio Lucinio. Cercherò anche lui—

Reveno invece andò in un cimitero, a trovare il becchino, Grifon, il quale sembrava infastidito:—Cosa vuoi, cadavere ambulante— Reveno si accorse subito dell'insulto razzista (i tridimensionali sono individui tornati in vita durante la fusione o loro discendenti), ma non lo diede a vedere e disse:—Vede, lei è stato tra gli indagati nel furto subito dal Laboratorio Nurein e...— Grifon arrabbiatissimo urlò:—Al diavolo, l'ho detto mille volte, alla polizia e a quel Gaio: io non ne so niente di quello stupido laboratorio! Diretto da un bidimensionale oscuro, poi, non ne può uscire nulla di buono. Se ne vada: mi ha già fatto perdere molto tempo.— Reveno era in realtà mezzo tentato di rifilargli un pugno in faccia, ma si trattenne e se ne andò soddisfatto: Grifon gli sembrava proprio il tipo da tirare un dardo avvelenato per semplice odio razziale.

Blanca entrò in chiesa: Don Cresuald fu molto gentile con lei, ma non aveva molto da dire: suo nipote aveva lacorato sul caso per mesi, e avrebbe voluto continuare se il commissario Afranio non si fosse opposto affermando che erano soldi buttati. —Questo commissario non capisce l'importanza di queste cose— disse Don Cresuald con tristezza. Ma nulla aveva da dire Blanca se ne andò, ma prima che uscisse venne bloccata da un tipo che la guardò in cagnesco:—Cosa ci fai qui? In cimitero è il tuo posto, cadavere ambulante— —SIGNOR MONNEZZ— disse un altro uomo. Monnezz si girò verso l'uomo che aveva parlate e rispose:—Non sono affari tuoi, Gaio— —Ma sono affari miei— disse Don Cresuald, giunto fin lì a controllare cosa stesse accadendo —Non permetto violenze e razzismi nella mia chiesa—. Monnezz grugnì, ma lasciò andare Blanca e se ne andò brontolando, mentre Gaio si sincerava delle sue condizioni. —Sto bene non si preoccupi.— disse Blanca, ma poi chiese:—Mi sa dire chi è quel tipo?— —So solo che era il direttore del laboratorio Nurein prima che venisse chiuso perché mi occupai anch'io delle indagini, sia pure in forma privata.— rispose Gaio —Di solito è tranquillo, non pensavo potesse essere un razzista.— Blanca annuì e pensò:«Chissà se potrebbe usare un dardo avvelenato»

Per la sera, grazie al "beneplacito" di Afranio, alloggiarono in una stanza quadrupla, quindi l'avrebbero dovuta condividere con un altro che però non si era ancora presentato. Iniziarono a fare il punto della situazione: dopo Lucinio Vlad aveva visitato Catone, ma l'unica cosa che aveva ottenuto era che fosse o come l'aveva descritto l'amico (un demagogo che sfruttava antipatie più o meno antiche per avere successo) o un buon attore. Blanca aveva parlato a lungo con Gaio sul caso, ma nemmeno da lui s'era ottenuto qualcosa di più della descrizione degli eventi: l'accesso al laboratorio era impossibile senza una scheda d'accesso, ma s'era osservato che la centralina elettrica era stata sabotata; perché? Avrebbe potuto permettere a chiunque di entrare superando la sorveglianza? Mentre discutevano di questo, qualcuno bussò alla porta. Vlad ritenne che fosse il quarto uomo con cui condividere la stanza, così aprì la porta, ma venne aggredito da un uomo incappucciato. Un altro attaccò Revenio, e un altro ancora Blanca. Ma lei, come tutti i fantasmoidi, non era facile da prendere, e con un superbalzo (altro potere da fantasmoidi) lo evitò, mandandolo a sbattere contro il muro con tutto il suo peso (era bello grosso). Revenio fu pugnalato, ma grazie ai poteri di tutti i non-mortoidi gli bastò stringere i muscoli per guarire; subì un pugno al petto, ma come tutti i non mortoidi era troppo resistente per l'avversario; sempre grazie al suo essere non-mortoide, si staccò un braccio, lo usò come mazza per buttare a terra il nemico e lo rimise a posto senza nessun problema. Vlad usando tutta la sua forza e la sua velocità da vampiriano riuscì a mettere al muro l'avversario, quindi lo minacciò con i suoi lunghi canini:—Allora, chi ti manda— Ma l'uomo e i suoi tre compari mossero un po' le dita e morirono: avevano le classiche capsule di veleno nelle nocche...

A colazione, mentre le guardie portavano via i tre cadaveri, discussero dei loro sospetti. Non mancò molto che Reveno e Blanca si mettessero a litigare: lui accusava Grifon, lei Monnezz, mentre Vlad si metteva le mani tra i capelli, facendosi domande serie su Afranio (ben poco collaborativo) e su Catone. Mentre discutevano, si avvicinò un tale incappucciato che dopo aver salutato esordì con:—Ho saputo che siete stati attaccati ieri notte.—
—E allora?— chiese Vlad —Se sei un assicuratore, sappi che non c'interessa niente.—
—Non sono un assicuratore, ma un uomo che vi può dare una traccia— replicò questo tale.
Il trio ascoltò bene: sebbene non si fidassero di quell'uomo, avevano un disperato bisogno di tracce.
—Girano voci di uomini apparsi nell'edificio dove un tempo lavoravano gli scienziati del laboratorio Nurein.—continuò il tale —Afranio ve lo ha nascosto, ma credo vi possa interessare. Vi consiglierei di portarvi dietro una telecamera per provare il tutto—
—Come fa a sapere tutto questo? E cosa vuole in cambio di queste informazioni?— domandò Reveno sospettoso
—Suvvia, Reveno— interruppe Blanca —a quanto pare, il nostro amico vuole solo rendersi utile—
—Utile un corno. Sei la solita ingenua—
—E tu il solito cinico antipatico—
—FINITELA— ordinò perentorio Vlad, sapendo che i due avrebbero potuto andare avanti vita natural durante — E lei, risponda alle domande —
—Tengo le orecchie bene aperte— rispose l'uomo incappucciato —E voglio solo rendermi utile venendo con voi.—
—Ma siamo matti!— esclamò Reveno
—Reveno, un po' più di educazione— lo redarguì Blanca.
—ALT— ordinò Vlad, prima che ricominciassero a litigare. Quindi si voltò verso l'uomo e disse: —Va bene, venga con noi; voglio fidarmi perché lei s'è fidato di noi. Ma non del tutto: resterà con Revenio dietro e Blanca davanti, così risolvo due problemi: mi assicuro delle sue intenzioni e separo i due litiganti—
—Bene— rispose l'uomo —Chiamatemi Mister X per ora, e non preoccupatevi: ho anche la piantina dell'edificio in questione—

Così. quella sera si diresse all'ex-laboratorio. Vi giunsero all'ex laboratorio in anticipo rispetto agli orari dei presunti avvistamenti, così salirono sui piani superiori per osservare meglio la situazione e si fermarono per un po'. Mister X, mentre aspettavano, raccontò loro la seguente storia:
Alla nascita di Novuno, si dovette decidere ovviamente il nome. Cicerone propose il nome Novuno, da "Nuovo Uno", in quanto la città rappresentava una nuova unita comunità, e il discorso che fece il più grande oratore dell'epoca convinse tutti. Appio Claudio celebrò l'evento. Il resto lo potete immaginare. Ma io voglio concentrare l'attenzione su uno dei fondatori di Novuno: un giudice, innamorato di un'infermiera. I due s'incontravano spesso in quel periodo in cui la città s'andava formando, e in cui chi non aveva ancora nome era chiamato con il nome del suo mestiere: lui era Giudice, lei Curatrice. Un giorno Giudice ebbe un caso complesso: un uomo aveva colpito una guardia, il che era "aggressione a pubblico ufficiale", ma affermava di averlo fatto fraintendendo un suo comportamento, e non sapendo del suo status. Il giudice non era così sicuro, tuttavia decise di essere clemente e lasciarlo andare. Quell'uomo era chiamato Mietor. In quel periodo, c'erano anche i primi assalti alla città. All'inizio, gli attacchi erano respinti senza troppa fatica, ma all'improvviso cominciarono a diventare terribili: a quanto pare, i loro nemici si erano organizzati. Decisero quindi di cercare il capo nemico, ma questo li premunì, attaccandoli di sorpresa. Il capo era Mietor; egli aveva radunato tutti i nemici di Novuno, per motivi ancora ignoti. Attaccò Giudice, voltato di spalle. Fu un attimo, e uccise Curatrice, buttatasi davanti a Mietor per difendere il suo amato. Giudice si voltò, e nella rabbia attaccò Mietor, con tutta la capacità di combattimento istintiva dei quadridimensionali. Intanto, anche gli altri Novunesi si erano ripresi, e riuscirono a uccidere molti dei nemici. Mietor riuscì a fuggire, ma non senza aver lasciato perdite tra i fondatori di Novuno. Giudice durante i funerali pianse a lungo la sua amata Curatrice, e pianse, pianse, fino a esaurire le lacrime. Finito di piangere alzò la testa, e il suo sguardo spaventò con la sua freddezza coloro che gli stavano accanto. Da quel momento Giudice non si permise mai più alcuna clemenza, giurando di punire chiunque lo meritasse, a costo di ucciderlo. La sua ossessione per la legge divenne tale da impedirgli di vedere altro al di fuori di essa, mentre Cicerone e Appio Claudio diventavano sempre più un presuntuoso e un tiranno rispettivamente. La sua severità divenne tale da fargli assumere un nome che invoca durezza: Dracone.

I tre avevano ascoltato in silenzio. Anche loro sapevano chi era Dracone: le leggende della sua durezza avevano raggiunto Esperia e l'avevano sicuramente superata. Ma poco dopo la fine della storia, delle persone cominciarono ad entrare nell'ex laboratorio. Così, i quattro si diressero verso il salone, dove ritenevano ci fosse il raduno, e ebbero ragione.

—Uomini— urlò il capo, nell'ombra —Oggi il nostro scopo è quasi raggiunto! Ben presto, i contrasti tra Bidimensionali Luminosi e Bidimensionali Oscuri saranno tali da permetterci di vincere ogni battaglia! L'unico ostacolo è il trio di investigatori venuti da Esperia, ma non sarà difficile liberarcene!— Continuò enunciando promesse di potere e ricchezza, di gloria e di fama, mentre la folla esultava esaltata dal discorso.  Mentre accedeva tutto questo, Vlad, Blanca e Reveno guardavano disperati la folla: era troppo grande per loro. —Avete la telecamera— chiese l'individuo strano. —Sì, ma...— —Allora registrate: ci penso io— Un po' confuso, Vlad fece partire la registrazione. Poi, sotto gli occhi sorpresi dei tre investigatori Mister X entrò in mezzo alla folla e annunciò:—Voi non farete nulla, né ora né mai—. Fu aggredito subito, ma all'improvviso una grande luce parti da lui, e tutti gli uomini sbalzarono via; inoltre, il cappuccio del loro capo volo via, e Vlad, Reveno e Blanca rimasero sorpresi nel vedere chi fosse: Gaio, il detective che per misteriose ragioni s'era occupato delle indagini al laboratorio Nurein.

—C-Chi sei?— chiese Gaio spaventato all'uomo. —Salve, Gaio— rispose —o dovrei dire... Mietor?— Il trio che registrava ascoltava attento e sorpreso, ricordandosi la storia raccontata da Mister X poco prima. —Come fai a saperlo— domandò terrorizzato come una lepre davanti ad un lupo Mietor. Mister X in risposta si tolse il cappuccio che aveva tenuto per tutto il tempo. —NO! TU SEI MORTO, MORTO— urlò ancora più terrorizzato Mietor. I tre non riuscivano a vedere Mister X in faccia, ma a quanto pare Mietor ne era terrorizzato. L'uomo, impassibile, disse:—Sei stato condannato a morte Mietor. È giunta la tua ora— —NO! IO HO MOLTI PROGETTI ANCORA— rispose Mietor terrorizzato. L'uomo alzò una mano dicendo:—Ne hai già eseguiti troppi di progetti—, quindi apparve una porta circolare di luce, la quale cominciò ad attrarre uno spaventatissimo Mietor come un magnete attirerebbe un chiodo, e lui implorò:—PIETÀ, PIETÀ! MI FARÒ PERDONARE! LO GIURO, LO GIURO!— Ma lentamente e inesorabilmente finì nella porta, che si chiuse e scomparve nel nulla, niente lasciando di Mietor.

Mister X si girò verso il trio; pur non avendo mai visto quella faccia se non in alcuni dipinti, non faticarono a riconoscerlo: quello sguardo, capace con una sola occhiata di congelare chiunque, solo uno poteva averlo. Fattosi riconoscere così, il giudice Dracone sorrise, chiedendo:—Avete registrato tutto— —S-sì— rispose Vlad, ancora stordito. —Allora, il mio compito è finito— Detto ciò, si dissolse nell'aria.

Afranio non voleva crederci, ma il video chiaramente non era contraffatto. —E dire che Gaio sembrava a tutti un brav'uomo.— —Fingeva— rispose Vlad —e intanto progettava da anni la conquista del mondo.— —Abbiamo trovato molti documenti magici— continuò Blanca —Uno di essi conteneva le informazioni per l'immortalità, e questo spiega cosa ci facesse dopo anni ancora vivo— —In pratica— continuò Reveno —i documenti magici contenevano tutti i suoi piani, attraverso i quali dimostrare il suo aver bisogno di tempo. Ma così abbiamo saputo di tutti i suoi piani nel corso dei secoli.— —Per esempio—spiegò Vlad—su alcuni documenti erano annotate tutte le abitudini e le debolezze di Cicerone, dai quali trarre una serie di allusioni attraverso le quali convincerlo a eseguire quella famosa legge sul non contrasto tra i giudici, sapendo bene che non ci sarebbe voluto molo prima che procurasse guai.— —Inoltre—continuò Reveno—Altri documenti spiegano come abbia studiato tutti i candidati nel corso degli anni,trovando in Lavinia l'individuo più adatto ai suoi piani e favorendone così l'ascesa; anche in questo caso aveva previsto i guai che sarebbero capitati alla città— —Sempre gli stessi documenti testimoniano come sia stato lui a favorire i nemici di Novuno in quell'occasione— concluse Blanca —Ma per vostra fortuna aveva sottovalutato i protettori della città.— —Be'— ammise a questo punto Afranio —devo chiedervi scusa per essermi opposto a voi, ma sapete com'è: noi guardie non andiamo molto d'accordo  con gli investigatori privati— —E ne avete ottime ragioni!— ammise Vlad —Piuttosto, noi dobbiamo chiederle scusa per aver sospettato di lei— —Be', non posso dire di non essermelo meritato— ammise Afranio. Quindi sorridendo chiamò un messo e gli consegnò il rapporto dell'investigatore privato ordinando:—Dica al capo delle guardie di Esperia e a tutti i giornali che il caso è chiuso, e spieghi come, con dovizia di particolari. Qui troverà tutto—. Quindi Licinio, presente anche lui per sapere come era andata, tirò fuori uno spumante dicendo:—Be', è il caso di festeggiare, amici.—
—Giusto— disse Vlad. Quindi, quando tutti ebbero il loro bicchiere di spumante in mano, disse:—Propongo questo brindisi a Dracone, il più grande giudice che Novuno abbia mai avuto, e che ora finalmente riposa in pace—






Ciao, sono Chirostrello, pipistrello immaginario e assistente del blog. Son qua per ricordarvi dell'etichetta Racconti attraverso i quali potete raggiungere tutti i racconti del blog.

2 commenti:

Viviana B. ha detto...

Chirostrello è troppo carino! :-)

Davide Quetti ha detto...

Vivi, Chirostrello afferma che hai un ottimo gusto in fatto di pipistrelli Ascii XD

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