IL VELENO DEI MASSIMI VELENI DELL'UOMO

In una grotta un uomo completa la soluzione chimica di sua invenzione, ridendo poi sommessamente tra fiale e fialette portanti i segni di una sterilizzazione continua, necessaria al riutilizzo delle stesse.
Lo scienziato lasciò cadere una goccia della soluzione ottenuta sul pavimento: esso si sgretolò, e il veleno andò a colpire una colonia di topi formatasi sotto di esso, sterminandola. Lo scienziato pazzo rise da matto, e attivò i molti microdroni volanti che aveva preparato per l'occasione (ma quante lauree avrà avuto questo scienziato?). I microdroni raccolsero il veleno come gli aeroplani dei pompieri raccolgono l'acqua, e si diressero verso Novuno.


—Allora, signor Leonardo?—
—Signora Mirta, stiamo facendo il possibile, ma questo veleno ci è del tutto ignoto—
A parlare erano Mirta, assistente di Lavinia, signora di Novuno, e Leonardo, massimo esperto in magia, scienza e religione della città (anche lui plurilaureato, a quanto pare). Noi abbiamo visto lo scienziato inventore di questa sostanza, ma loro no: sapevano solo che questo veleno attaccava tramite spine dall'alto, in maniera imprecisata. Tutti coloro che erano fuori la notte (guardie notturne, popolo della notte, ritardatari, affetti da insonnia, gente che voleva solo fare un giretto notturno, ecc... ecc...) erano stati colpiti. La situazione era grave; qualunque fosse l'origine del veleno, non era una tattica dei Forestieri, in quanto anche loro erano stati colpiti: la cosa era nota perché Volerone aveva fatto attaccare delle Cliniche per far stare a loro agio i colpiti. Lavinia non aveva ordinato nessun contrattacco, e al momento tutto era in una sorta di pace. All'improvviso, Mirta ricevette una chiamata da Lavinia, e dovette andare.

Il fuoco ambasciatore era acceso, ma nessuno vi appariva, tranne da una Fiamma Coambasciatrice (mostrava altri ascoltatori), nella quale si vedevano Volerone, capo dei Forestieri, e Mastarna, il suo fido assistente.
Quando entrò Mirta, nel Fuoco Ambasciatore si vide finalmente chi voleva parlamentare: era lo scienziato che abbiamo visto all'inizio. Tutti sbarrarono gli occhi e esclamarono:—MAGINI!—.
—Sì— rispose l'interessato —Ho aspettato per anni, e ora finalmente posso vendicarmi!— di cosa era chiaro a tutti: lo scienziato in passato aveva affermato fosse possibile prendere le astratte emozioni umane e trasformarle in sostanze. Tutti lo avevano deriso, e dopo numerosi rifiuti di finanziamento, tentò di rubare soldi alla banca cittadina; arrestato, fu escluso da tutti gli scienziati. Evidentemente, prima di evadere aveva covato rancore. —Volerone, lo riconosci questo?— disse lo scienziato al capo dei Forestieri indicandogli un uomo morto. Volerone rabbrividì, e mormorò:—Crasso— Crasso era il Forestiero più ricco. Quindi Magini si rivolse a Lavinia per canzonarla, raccontando di come quest'uomo, disperato per la morte della figlia causata dalla mancanza di cure mediche per i Forestieri prescritta dalle leggi segregative, gli aveva dato tutti i suoi averi in eredità (ovviamente dandogli un falso nome) purché la facesse pagare agli Autoctoni... nascondendo che voleva farla pagare a tutti gli abitanti della città. Il resto, era sin troppo chiaro. —Se volete l'antidoto al mio Veleno dei Massimi Veleni dell'uomo, dovrete darmi la città intera, così da permettermi di fare esperimenti che nessuno può capire, perché nessuno ha la mia genialità! BWAHAHAHAHAH—.

Date queste premesse, Lavinia e Volerone decisero una tregua, e mandarono spie a cercare il covo di Magini; lo ritrovarono, ma poche di loro tornarono a riferirle: lo scienziato aveva ideato droni difensivi, che rendevano difficile avvicinarsi più di tanto. Per evitare di essere visti e prenderlo di sorpresa, i nostri fecero mettere ai soldati delle tute invisibilizzanti e delle scarpe antirumore e armarono con fucili silenziosi: il piano era di entrare in silenzio nel rifugio di Magini e costringerlo a consegnare l'antidoto. Vedere i possenti droni da combattimento del professore fu spaventoso, e sperarono che le difese anti-radar delle tute invisibilizzanti non si rompessero proprio in quel momento.

Mentre i soldati e i loro capi speravano, Leonardo si lambiccava il cervello per trovare un antidoto. Era una situazione disperata, e Leonardo si sarebbe strappato i capelli se ne avesse avuti: era umiliante essere sconfitto proprio sul suo stesso piano, anche se da un genio della scienza. Visto che di capelli da strappare ormai non ne aveva più, si diede delle botte sulla pelata, e così riuscì a calmarsi. «Ragioniamo: Magini vuole vendicarsi, l'ossessione per la sconfitta lo ha fatto impazzire; essendo pazzo ed esacerbato, potrebbe essersi fatto sfuggire qualcosa per inconscio desiderio di manifestare il suo genio... La sua teoria riguardava la possibilità di materializzare sotto forma di soluzioni le emozioni umane... com'è che ha definito il suo veleno?»

Mentre così ragionava, i nostri eroi erano giunti al Dr Magini. Ma costui aveva più dei droni: quando furono vicini, pigiò un pulsante nella sua cintura, e delle onde ultrasonore di grande potenza colpirono i soldati e i loro comandanti, mentre lo scienziato ghignava con disprezzo:—Credevate davvero che bastasse evitare i Radar per prendermi alla sprovvista?—. Mentre si riprendevano, Magini corse ad uno dei suoi computer, e pigiò un altro tasto. Le pareti del rifugio si aprirono, e i droni entrarono per distruggere i guerrieri.

Ben presto la situazione entrò nei livelli di "senza speranza". Come risolvere tutto questo? L'unico modo era uccidere Magini, ma lui era l'unico a poter curare le persone colpite dal veleno. Magini rise:—Ormai è troppo tardi: sentite gli urli di dolore dei vostri morti—. Accese dei computer collegati agli ospedali, dai quali si alzavano urla continue. Lo scienziato prese a ridere da folle (essendo matto), ma il riso gli morì in gola quando comprese che erano grida di gioia: avevano trovato l'antidoto! Imprecò e urlò: –Comunque vada, non uscirete vivi da qui!– Folle (ulteriormente) di rabbia, scatenò i droni e prese una pistola lanciasiringhe. Gli scudi magnetici di solito erano impossibili da indebolire, ma quel veleno sembrava in grado di farlo, e i droni rendevano il tutto più difficile per i nostri. Spararono allo scienziato, ma i proiettili furono respinti da un campo di forza. –AHAHAHAH!– rise lo scienziato. Rise a tal punto da non accorgersi che Mastarna s'era avvicinato e aveva puntato la fucilama contro l'imboccatura dello sparasiringhe: sparò, e l'arma di Magini esplose. Il veleno che conteneva si riversò sullo scienziato, distruggendo il campo magnetico. Lo scienziato fece appena in tempo a urlare –No– che si ritrovò sciolto nel suo stesso veleno.

–Complimenti Leonardo; alla fine ha dimostrato la sua genialità–
–La ringrazio, mia signora, ma non è stato nulla di particolare. Nella sua esaltazione e nella follia della sua ira di scienziato vilipeso ingiustamente, Magini aveva rivelato come aveva creato il suo veleno: mescolando soluzioni provenienti dai sentimenti più rovinosi per l'uomo, precisati in una breve e semplice filastrocca per bambini– e prese un foglietto di carta, leggendo:

Arroganza ed Egoismo, 
una spruzzata di Menefreghismo, 
scaldati a fuoco lento 
nelle tenebre dell'Ignoranza 
e gli uomini, anche se più di cento, 
diverran di sicuro gran mattanza.

Continuò: –L'antidoto ovviamente si ritrova nelle virtù cantate dallo stesso poeta in un'altra filastrocc–, girò il foglietto e concluse:

Umiltà e Altruismo, 
rifiuto del Facilismo, 
scaldati rapidissimevolmente
con la luce della Cooscenza,
e gli uomini rapidamente,
del bene non saran più senza.
Lavinia ascoltò attentamente, e pur sorridendo, dentro si sentiva più devastata dai dubbi che mai.

3 commenti:

Hermano89 ha detto...

http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Licinio_Crasso

Ho indovinato? :D

Comunque 'sta povera Novuno non può mai stare in pace, tra maghi, scienziati pazzi e chissà che altro!

Dqu ha detto...

Hermano89, hai indovinato!

Quanto a Novuno, be, dato che già in un mondo (il nostro) che non ha dovuto affrontare la fusione dimensionale non si può star tranquilli. quindi che ci si può aspettare in un mondo dove, causa fusione, ciò che era fantasia è diventato realtà?

E poi, hai dimenticato le liti politiche, anche se, visto che questi sono veri politici e quindi al popolo ci pensano, le cose a Novuno vanno meglio che in Italia!

Hermano89 ha detto...

Non era difficile da indovinare il riferimento a Marco Licinio Crasso, va detto... soprattutto considerando che hai usato lo stesso cognome per il personaggio! Mi ricordavo un po' di storia dal liceo, ma ammetto di aver sbirciato sul web.

I nostri politici pensano anche al popolo fortunatamente... se non fosse per il parlamento (spessissimo, e non dico a torto, bistrattato) questo governo ci massacrerebbe di prelievi fiscali. Mi fermo qui ovviamente (in un forum si direbbe che sarei OFF TOPIC).

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