GLADIATREX NEI SENSI DI COLPA

Per i capitoli precedenti, vedi 1, 2, 3
"La nostra amica ha il suo passato (affermazione banale)... saprà affrontarlo?"
GLADIATORI IN ARENA
PENSIERI A ROMA
Il Colosseo, o Anfiteatro Flavio, è il più grande anfiteatro
al mondo, e uno degli esempi più evidenti delle capacità
ingegneristica degli antichi romani
Gladiatrex guardò avanti. Era a Roma, un tempo caput mundi ("signora del mondo"), ora capitale d'Italia, centro della Chiesa Cattolica e una delle città più belle e amate al mondo. Verso i Romani antichi, Gladiatrex aveva sempre avuto un misto di disprezzo e ammirazione; il primo le derivava in quanto schiavizzata e usata per giochi violenti (anche se meno di quanto si pensi) come una cosa; il secondo dal vedere cosa essi avevano saputo fare: non solo un impero gigantesco (uno dei più grandi mai esistiti) e un esercito quasi invincibile, ma anche incredibili opere d'ingegneria, pari a quelle attuali, e molte altre cose; Roma era all'avanguardia in tutte le scienze dell'epoca.

Damnatio ad bestias (condanna a
venir mangiato dalle bestie) di un
cristiano sotto l'imperatore Decio
Entrò nel Colosseo. Esso era per lei custode di ricordi belli e brutti; brutti, perché lì aveva ucciso un condannato a morte solo perché cristiano (o lo ammazzava lei, o qualcuno ammazzava sia lui che lei); belli, perché lì aveva incontrato Omega. Sin da subito lei aveva visto in lui qualcosa di particolare, e lui in lei; era stato l'incontro più bello della sua vita. Non avrebbe mai dimenticato quando i suoi occhi verdi incrociarono quelli azzurri del cattolico, né come lui le aveva creduto e l'aveva invitata. Il loro rapporto non fu mai minato dalle loro differenze religiose: lui non ha alcuna aspirazione evangelica (era più sulla difesa), e lei è di una religione etnica, cioè legata al suo popolo, quindi non aveva motivo di convertire. E nemmeno l'amore della camuna per gli scherzi seccava così tanto Omega, anche se spesso si lamentava ("mi farai venire un infarto!"). I due però non avrebbero sputo fare a meno l'un dell'altra: il loro era un legame davvero a prova di tutto.

Gladio tipo
Pompei
Secondo le informazione trovate casualmente da Tarpea su uno dei siti su cui capitava per sbaglio mentre girovagava per Internet, uno degli oggetti era un Gladio (spada romana), e secondo una mappa sotto la figura di esso, poteva trovarsi solo nelle sabbie sotto l'arena del Colosseo. Cosa c'entrava un gladio con gli oggetti trovati (reliquie sacre cristiane legate al Vangelo) non riusciva a capirlo.
In ogni caso, ora era preoccupata per le informazioni da parte di Omega: quella mattina aveva avvertito tutti: "Ho trovato la torta, ma le fragole sono più del previsto, e la decorazione centrale non l'ho trovata". Questa frase banale era un codice: voleva dire che c'era un'intera organizzazione con un capo ignoto. Anche l'interpretazione, tutto sommato, è banale, ovvio. Tuttavia, siccome non dovevano essere scoperti da nessuno, era il modo migliore: chi si può immaginare che una normale discussione domestica sia in realtà un avvertimento? Intanto che pensava, s'era fatto buio. «Bene» pensò «Ora, potrei trovare il gladio e usandolo contro il cattivo; invece, mi limiterò con più calma ad aspettare che il cattivo arrivi e bloccarlo prima che trovi il gladio". Lei non lo sapeva, ma sarebbe stato più difficile.

LOTTA IN ARENA
Interni del Colosseo
Gladiatrex si guardava intorno da un'ora, ma non succedeva niente. Stava per addormentarsi, quando qualcuno si mosse sotto di lei (era seduta su una tribuna, nascosta sotto del cartone –i turisti lasciavano di tutto per terra). Si preparò ad agire. —Ehilà, bella serata, eh?— disse con la sua voce scherzosa. —E tu chi sei?— chiese il qualcuno, con voce femminile. —Be', di certo non sono un tiramisù, quindi potrei essere un tiramigiù! Scherzi a parte, sono colei che ti porterà in carcere-. -Spiritosa, eh?- disse la malvagia, con voce inquietante -Ma non per molto-.

Gladiatore Trace
La Sica è la spada
Prima di poter sparare un'altra delle sue battute, sentì uno strano odore... —Ah, vuoi uccidermi per la puzza!— rise. Ma poi vide qualcuno che non pensava di vedere...
—Ciao, gladiatrice, ti ricordi di me?—. Tremando, Gladiatrex disse:— Tu sei... quel cristiano che mi costrinsero a uccidere!—.
—Esatto. Quel passamontagna non ti nasconde ai miei occhi, e il simbolo solare sul tuo soprabito non m'incanta—.
—Cosa vuoi?—
—Una cosa sola: la VENDETTA—
La attaccò. Gladiatrex si dovette difendere da una Sica: stavolta il cristiano era vestito da gladiatore Trace (ma senza elmo), e non era bendato. Lei era armata solo di uno scudo, e non se la sentiva di combattere, ricordando perché l'aveva ucciso.
Scudo di gladiatore Mirmillo, il
più vicino al legionario; è lo
scudo usato da Gladiatrex
—Dispiaciuta?— disse con voce crudele il suo avversario —Io no: LA PAGHERAI—. Gladiatrex piangeva, e si sentiva spacciata. Rivide la sua vita: lo zio stregone che le insegnava tutti i trucchi del mestiere, i guerrieri che la imprigionavano, l'impresario romano che la trasformava in gladiatrice di varie classi, la liberazione per dei cristiani, la caccia alle streghe, e l'incontro con Omega. Forse fu persuasione, o forse il nervoso, ma le sembrò di sentirne la voce forte ma gentile dirle "non piangere: il passato è passato", e poi "il cristiano non vuole vendetta". «Quando mai me l'ha detto» pensò.
-STAVOLTA SARAI TU A MORIRE!- urlava l'avversario. All'improvviso Gladiatrex si rese conto di quanto aveva sentito nella mente: "il cristiano non vuole vendetta". «E i primi cristiani» pensò «erano straordinariamente attenti a questi particolari, più di quelli seguenti», e capì: l'odore che aveva sentito era di un allucinogeno, lanciato dalla sua vera nemica. «Allora è chiaro cosa devo fare» pensò, e, proteggendosi dietro lo scudo, tracciò nella sabbia dell'arena i segni del rito, pronunciando le segrete parole per invocare il potere degli dei. Sentì ancora l'odore, ma l'illusione passò: ora ne era immune.
Ritratto di un Incubus
—Brava— disse la malvagia, che però aveva trovato il gladio —ma ormai la Spada di S. Pietro è MIA!— E Gladiatrex capì: «Me l'aveva raccontato Omega: S. Pietro tagliò un orecchio ad una guardia, e Gesù lo guarì». —Chi sei?—. —Una povera donna, rifiutata alla nascita, lasciata in un bidone della spazzatura e ritrovata dagli Incubus—. Gladiatrex tremò: gli Incubus sono demonietti che si nutrono dei sogni altrui. —Essi mi insegnarono a usare le erbe per causare incubi e faremolte altre cose: loro facendo così le trasformano in un gas per loro commestibile. Intanto io sono cresciuta con un solo desiderio: VENDICARMI! IO SONO STRIXA, E TU MORIRAI—. Gladiatrex rise. —Cosa?— esclamò Strixa —Ridi? Ti voglio uccidere e tu ridi?—
—E' che il tuo nome è proprio ridicolo! Strixa... AHAHAHAHAH—.
Strixa non apprezzò il suo umorismo, e la attaccò.

Ma Gladiatrex, pur essendo indubbiamente una buffona, era molto più sveglia di quanto desse a vedere, e usò lo scudo romano (con cinghia impugnata, non imbracciata) come un tirapugni, facendo cadere la Spada di S. Pietro. Gladiatrex la raccolse. —Maledetta— urlò Strixa —Un giorno la pagherai!— E, lanciando una qualche erba,   scomparve.

Gladiatrex sorrise e se ne andò. Era l'alba, e lei pensava soprattutto a dormire. «E poi» pensò «ringrazierò mille volte Omega per avermi salvata»

I NOSTRI AMICI PER FORTUNA HANNO ANCORA VINTO, MA CHI SARA' IL PROSSIMO? Stavolta non vi dico neanche il titolo, AHAHAHAHAH!

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