PRANZO PER SCRITTURA

Riprendiamo il programma "Scrivere nel 2013" di Daniele Imperi, e per la precisione ora devo riprendere le tre parole del I esercizio e scrivere un post su di esse.
Le mie tre parole erano Dialoghi, Leggerezza, Nomi.


DIALOGHI
Dato che soffro di problemi relazionali (precisamente, Sindrome di Asperger), creare dialoghi per me non è facile (per chi non l'ha capito, chiacchiero poco). Quindi, è ovvio che i dialoghi siano per me una cosa complicata. Tuttavia, un racconto senza dialoghi nè difficile da seguire.


LEGGEREZZA
Forse è solo l'ennesima paranoia/ansia da prestazione, ma sono convinto di essere un po' pesante, a volte.

NOMI
Il problema dei nomi è comune a tutti gli scrittori. In quanto paranoico, inoltre, alproblema di trovare il nome giusto si aggiunge la domanda: "E se qualcuno con questo nome legge e si offende?". Da qui la lista di nomi inventati sul momento (Littero, Mirta) o arcaici (Tarpea, Mastarna).

NUTRIRE LE MIE PAROLE
Nutrire le tre parole è la parte pratica. Vediamo quindi come nutrirle:
  1. DIALOGHI– I miei problemi con i dialoghi, come già detto, nascono dai miei problemi di comunicazione. Quindi, devo solo seguire uno dei buoni propositi che ho fatto a capodanno (e pure fioretto quaresimale): comunicare e socializzare; già ho un aiuto con internet (in rete mi esprimo senza problemi). Poi, penso che stare attento ai ballons dei fumetti possa essere d'aiuto anch'esso, oltre che leggere dialoghi.
  2. LEGGEREZZA– Be', direi leggere roba leggera e cercare di capire come ma è leggera (si ricollega al buon proposito di leggere libri nuovi –è dalla II media che leggo e rileggo il Signore degli Anelli, e ormai sono al II anno di università)
  3. NOMI– Anche se sono ripetitivo, leggere. Inoltre, andare su siti dove si trovano i nomi. Wikipedia, in questo come in altro, è una fonte molto ricca, ma esistono altri siti.
Be', penso di aver concluso. Ci sentiamo!

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