PARATE

DIFESE SEMPLICI: LE PARATE E LE DEVIAZIONI

PREMESSA
Prima di tutto ringrazio Viviana B, il Karpauan e Luca Bonisoli per i commenti, che mi hanno permesso di migliorare il post: grazie ai primi due, ho potuto aggiungere le deviazioni alle parate, grazie al terzo mi sono reso conto della necessità di una premessa sull'Autodifesa e di dover spiegare meglio lo schema dato. Fatti i dovuti ringraziamenti, veniamo a questa premessa. 
Difendersi è necessario, su questo siamo d'accordo. Legalmente, l'unico limite al''autodifesa è "Purché la difesa non superi l'offesa". Questo limite è previsto anche nel cristianesimo, che pur mostrandosi da sempre contro la violenza, accetta che si difenda il proprio corpo, pur sempre dono di Dio. E se voi non avete un corpo di scorta, vi conviene conoscere almeno qualche principio base.
Le arti marziali, insegnando tecniche, sono di sicuro utili in questo, ma non bisogna dimenticare che lo scopo primo di un'arte (marziale e no) è l'elevazione dello spirito, nel caso delle arti marziali imparando a "incanalare" l'aggressività.
Se uno vi attacca, è meglio cercare di anticiparlo, cercando di evitare di danneggiarlo troppo, poiché se qualcuno vi vede, potrebbe pensare che TU abbia cominciato, e in caso di processo, rischi di venir condannato a pagar ammenda (il che non sarebbe molto consigliabile, anche se ti salvi le ossa), come spiega perfettamente Luca Bonisoli (vi consiglio di leggere il post). Ora, in linea di massima, sono d'accordo con lui nel dire "Un combattimento evitato è un combattimento vinto" (citazione proprio da Luca), ma se proprio non riuscite a far ragionare il vostro avversario, preparatevi a combattere! Tuttavia, io in genere penso a uno che ti attacchi all'improvviso, magari di spalle, prima che tu te ne renda conto. Pertanto (almeno, secondo la mia modesta opinione), la base delle tecniche di difesa sono le Parate e le Deviazioni.

CONTENUTO
Difesa di piede dal Flos Duellatorum
Le parate sono, come sapete, tecniche che consistono nel bloccare l'attacco avversario. Le deviazioni sono invece tecniche che deviano la tecnica (e quindi la forza) avversaria. Sono un ottimo compromesso tra il difendersi e il subire; si fanno soprattutto con il braccio, ma anche la gamba può essere usata per parare o deviare (in questo caso si trasmuta in un calcio); il motivo è semplice: il braccio (e la gamba) è molto veloce nell'intervenire, ed è facile da usare in tal senso. Inoltre, gli arti hanno ossa forti, muscoli sviluppati (servono per muoversi) e soprattutto non contiene organi vitali (come invece il busto e la testa). Certo, la possibilità di farsi male c'è, ma meglio un braccio dolente che una commozione cerebrale, o no? -Ma è pericoloso lasciar attaccare l'avversario per primo- direte voi. Be', non posso darvi torto, ma io mi baso su uno che ti attacca all'improvviso, senza lasciarti il tempo di pensare, schivare o anticipare. Quindi, parto dalle parate e anche dai loro seguiti (continuate)

Tecnica di presa post-difesa,
sempre dal Flos Duellatorum
La parata/deviazione da sola non basta. Essa si deve collegare ad un contrattacco. In base ad esso, possiamo dividere (suddivisione inventata da me, ma forse già esistente) le parate e le deviazioni tra:

-BLOCCHI: un blocco è una parata che protegge le parti deboli (testa, petto addome) ponendo mani o braccia unite davanti ad esse; non consente contrattacco immediato, ma può essere usata come tecnica d'emergenza. Sono solo parate

-A PRESA: consiste nel prendere il braccio o la gamba da parare; il contrattacco consiste in una tecnica di presa o in una stretta, anche contemporanee alla tecnica difensiva.

Difesa e attacco
contemporanei da Luigi Vadi
-SEMPLICE: si contrappone il proprio braccio (o la propria gamba) alla tecnica dell'avversario; per contrattaccare basta dare un colpo qualsiasi (meglio quelli consigliabili)  o in una tecnica di presa; forte, ma più difficile (richiede maggior coordinazione e, ergo, più allenamento) è l'uso di una tecnica composta da una parata/deviazione e un attacco usati contemporaneamente.

Voglio avvertire che questo schema è puramente schematico, cioè serve solo a dare una classificazione semplice ma chiara ed efficace, in quanto basata sul contrattacco seguente, differenza importante: i colpi sono certo più istintivi e semplici di una tecnica di presa, che però spesso è più efficace. Per capire come usarle, basta che usiate il cervello, vera arma letale dell'essere umano.

La parata e la deviazione hanno lo svantaggio di lasciare che l'avversario attacchi per primo, e ciò è un rischio, rispetto all'intercettazione, ma permette di difendersi da un attacco a sorpresa, e tralaltro rende più difficile essere condannati per aver rotto un naso! (se non avete capito la battuta, andate sul post di Luca da me indicatovi, senza dimenticare che comunque se non riuscite a far ragionare l'avversario meglio anticiparlo)

In ogni caso, ricordate: le parate bloccano, le deviazioni (come dice il nome) deviano; attenti che capita di usare il termine parata per indicare entrambe le tecniche. In base a questo, guardando le tre figure, sapreste dirmi quli sono deviazioni e quali parate (per vedere se avete capito la differenza -io l'ho saputa da poco, e infatti ho modificato il post)!!? Nell'uso, ricordatevi: le parate usatele solo se siete più forti, sennò usate le deviazioni: le prime richiedono meno velocità, ma le seconde vi evitano di dover sopportare il colpo. (vedere anche il video sulla T'ien Shu postato sul blog Karpa Anì Ananta)

Intanto, sempre come aiuto, un'immagine di deviazione dalla Box Libera di Luigi Carmine.

NELLE ARTI MARZIALI
Parate e Deviazioni non sono presenti in tutte le arti marziali; per esempio, la Calci e Schiaffi italiana ne è assolutamente priva. In questo tipo di arti marziali infatti si punta all'anticipazione non rischiosa (uno schiaffo può stordire senza troppi danni).
Nelle altre arti marziali, spesso è presente solo un tipo, a seconda del principio seguito; per esempio, nel kung-fu T'ien Shu sono presenti solo le deviazioni, in quanto il principio è di consentire a uno più debole di battere uno più forte; il Pugilato ha solo le parate, in quanto punta all'essenzialità e all'ideale di eleganza classica; nella Box Libera sono presenti entrambe, in quanto il principio è "Saper ben difendersi e ben rispondere".
Quanto ai nomi, anche qui dipende dall'arte marziale: può essere in base alla posizione (Alta, Bassa, ecc..), oppure alla filosofia seguita (per esempio, collegata agli elementi). Nella scrima ho trovato dei modi particolari:
  1. ANTICA/INTERMEDIA: Non ci sono nomi per le parate; le parate sono conseguenza del movimento fatto partendo da una posizione di guardia; per questo nel Flos Duellatorum si parla di Posta e Controposta.
  2. STORICA: Le parate hanno nomi basati sulla forma della posizione con l'arma
  3. CLASSICA: Le parate sono numeri ordinali (I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII)
Vero è che solo l'antica prevede la lotta, ma il concetto è estendibile anche alla lotta a mani libere.

Che ne dite?

17 commenti:

Viviana B. ha detto...

Molto, molto interessante, complimenti! Nell'arte marziale che pratico non sono contemplate le parate ma le deviazioni e quindi questo tuo post mi ha consentito di conoscere un aspetto interessante.

Dqu ha detto...

Che differenza c'è tra le deviazioni e le parate (per curiosità)?

Dqu ha detto...

Comunque, Grazie Vivi.

Viviana B. ha detto...

Le parate, come tu stesso scrivi, bloccano la forza dell'avversario; le deviazioni, come spiega il mio Maestro (in italiano, don't worry!, è italianissimo e si chiama Davide pure lui), deviano e flettono la forza dell'avversario. Se ti va, dai un'occhiata al video.

il Karpauan ha detto...

Ciao Davide, arrivo al tuo blog attraverso quello di Viviana B. e sono il suo Maestro, di cui ti ha scritto qui sopra. Io non contesto le parate, di qualsiasi disciplina marziale, semplicemente non sono nè previste nè congeniali per il nostro stile, il Kung Fu stile T'Ienshu. Ho anch'io il libro "Flos Duellatorum" e l'ho trovato interessante: mi sa che oltre al nome abbiamo altro in comune. Ciao!

Dqu ha detto...

Ho visto il video... emh, io intendevo anche quelle! Come ho scritto al tuo maestro, non conoscevo questa differenza... io in genere guardo e le vedo simili, e non mi accorgo della differenza (comunque le aggiungo)

Viviana B. ha detto...

Non volevo fare la "maestrina"… è che sono cose proprio diverse, anche se ovviamente da fotografie e disegni non è percepibile la differenza. E' una differenza che, in base alla mia esperienza, si misura in… lividi! :-)
Le parate propongono la "forza contro forza" e una donna come me, che pesa 50 chili, di certo avrebbe difficoltà a parare colpi di un uomo; arti marziali come l'Aikido e diversi stili di Kung Fu - tra i quali anche il T'Ienshu che pratico - utilizzano invece le deviazioni, che fanno ricorso alla "cedevolezza" e deflettono l'energia dell'aggressore.
Ad occhio, guardando l'immagine della Boxe Libera, direi che si tratta di una parata, in quanto il braccio di colui che si difende (e contrattacca con ciò che mi sembra un montante al mento) è teso ed irrigidito e culmina con la mano chiusa a pugno ed anche la posizione di busto e gambe è frontale; se si fosse trattato di una deviazione, probabilmente l'articolazione del gomito sarebbe stata più flessa e busto e gambe più voltate, dando maggiormente la schiena a noi osservatori, così da veicolare il colpo dell'aggressore verso l'esterno.
Secondo me - ma, ripeto, si tratta di supposizioni perchè da immagini statiche è davvero difficile azzardare ipotesi! - la prima immagine potrebbe addirittura essere un colpo di anticipo, che va a fermare la gamba dell'aggressore mentre questo avanza; la seconda una deviazione, con tecnica di presa e disarmo (utilizzata anche nel Kali filippino, praticamente identica) e di squilibrio; la terza, come detto, una parata.
Ciao ciao e buona serata! :-)

Viviana B. ha detto...

Ma scherzi?! Grazie a te e scusa se ti sono sembrata un po' "maestrina"… :-) Ma tu pratichi qualche arte marziale?

Dqu ha detto...

Ma figurati... Quanto me, purtroppo non pratico. Ho praticato karate per anni, ma poi ho dovuto smettere per una combinazione di scuola e guida (facendo il classico, avevo dei problemi con latino e greco, e iniziavo il corso per la patente); però, sono sempre appassionato, ed è così che ora conosco alcune altre arti marziali di cui sono venuto a sapere: mi sembrava strano che le arti marziali fossero esclusivamente orientali (al tempo, spapevo solo di arti marziali giapponesi -il Karate, il Judo, il Jujitsu, il Kendo, il Sumo-, cinesi -il Kung Fu, pur non sapendone la divisione in stili- e coreane -il Takwondo-), e così cercando ho scoperto della scrima e di molte altre arti marziali di bastone, coltello e lotta.

Dqu ha detto...

Sono d'accordo con te.

Dqu ha detto...

Il Flos purtroppo ho potuto leggerlo solo su internet, ma sono molto informato grazie ai molti siti che parlano di esso. Quanto a parate e deviazioni, credo dipenda dall'arte marziale: se insegna a evitare di essere colpiti, ci sono tutte e due, se (correggimi se sbaglio) insegna a battere uno più forte, le parate sono sicuramente da evitare.

il Karpauan ha detto...

Sì, sicuramente da evitare! Le deviazioni sono perfette per i più piccoli, sicuramente il metodo più congeniale.

Dqu ha detto...

Sono contento di sapere che sei d'accordo... sono un appassionato, e mi ritengo più esperto di molti, ma non sono un maestro, e l'opinione di uno di essi è importante.

Luca Bonisoli ha detto...

Ciao Davide!

Innanzitutto ti ringrazio per aver linkato il mio articolo (anche se, a qualche anno di distanza, lo riscriverei in modo un po' diverso... ma d'altra parte col tempo si cambia...).

Per quanto riguarda il concetto di parata e deviazione, la suddivisione tra "blocco", "presa" e "semplice" mi sembra un po' scolastica...

Per come la vedo io (sarei molto interessato a conoscere il pensiero del M° Carpanese in caso legga questo commento) potrebbe essere più produttivo inquadrare il discorso della difesa secondo il principio di "non prenderle, mantenendo contemporaneamente il maggiore vantaggio possibile sull'avversario".
In altre parole, per la mia modesta esperienza, direi che se ci si accorge che arriva un colpo...
- è meglio anticiparlo, ma se non si riesce, allora...
- è meglio spostarsi dalla traiettoria, ma se non si riesce, allora...
- è meglio deviare l'attacco, ma se non si riesce, allora...
- piuttosto di prendere il colpo è meglio bloccarlo usando gli arti come scudo...
- il tutto, se si riesce, accompagnato da un contrattacco o un controllo (possibilmente simultanei alla difesa e/o allo spostamento) per mettere in difficoltà l'avversario.

Ho scritto sempre "se si riesce", perchè in un combattimento i colpi e le reazioni viaggiano nell'ordine delle frazioni di secondo, quindi per come la vedo io molto dipende dal tempismo, dall'abilità tecnica, dalle caratteristiche fisiche e più in generale dal contesto.

Dopodichè il blocco, la presa o la leva mi sembrano solo modi diversi per raggiungere lo stesso scopo (non farsi colpire) e a seconda delle situazioni può essere più adatto uno o l'altro...

Dqu ha detto...

Wow, quante parole... Mi insegni il trucco? Io faccio fatica a scrivere due righe! Scherzi a parte (anche se effettivamente troppo sintetico lo sono!), io sono d'accordo con te (a parte sull'anticipare: come lo spiego a un giudice che non ne sa nulla?), ma io non intendevo parlare della difesa in generale, ma di due tipi di difesa (parate e deviazioni, appunto) che, secondo me, sono di base. Poi, per carità, non sono un esperto (l'ho sempre detto), quindi non pretendo nulla, e accetto consigli (infatti ho modificato il post,)e in effetti servirebbe una premessa sull'arte dell'autodifesa... appena finisco gli esami ci penso sopra

Luca Bonisoli ha detto...

Guarda, per come la vedo io è SEMPRE meglio anticipare (con la mente ancora prima che con le tecniche). Ho provato per esperienza diretta che lasciare sempre l'iniziativa all'avversario è controproducente (dimmi se la tua esperienza è diversa). Poi, se la situazione e l'abilità tecnica lo permettono, si può anticipare un colpo con un controllo anzichè con un attacco (quindi nessun problema "penale").
Però ripeto: nella pratica l'esito di uno scontro dipende da tantissimi fattori, quindi in defiitiva si fa quello che si riesce.

Dqu ha detto...

Be', io ho avuto solo 5 scontri, ed ero sempre troppo nervoso per pensare, e non ci ho mai riflettuto molto sopra. Comunque, pensandoci sopra, direi che hai ragione.

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