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LA RETE II –corretto

Servio andò a controllare le medicine, nel caso fosse necessario prendere qualcosa, e Omega restò immerso nei ricordi... ricordi di quanto fosse spaventosa la realtà dell'essere umano.

La storia di Gladiatrex era la più dura nel guppo, ma anche Servio aveva sofferto molto: per le sue deformità, i genitori non l'avevano voluto, e per questo lo prese suo zio come cavia per i suoi esperimenti. «Credo che col tempo si sia affezionato al nipote... almeno, Servio racconta che alla prima prova della macchina del tempo sembrava preoccupato, ma all'inizio non era così». Certo è che lo zio si preoccupò dell'istruzione del ragazzo, che con 20 anni risultava essere il più giovane del gruppo, ma anche il più esperto sulla medicina; inoltre, le gambe meccaniche che riducevano i problemi legati alle deformità di Servio alle gambe erano proprio opera sua. Purtroppo, il giovane non poteva vivere fuori dal gruppo: dopo la morte dello zio, nessuno era disposto ad accettarlo.

Nemmeno a Tarpea era andata molto bene: lavorava come informatica, quando accettò di provare un prototipo di computer a batterie nucleari. L'incidente che seguì un difetto di fabbricazione non la uccise, ma le diede quel sesto senso a mille (o meglio, quella forma di visione delle conseguenze e della realtà) che la rendeva scomoda: a nessuno piace la realtà, e lei i accorgeva di essa sin troppo evidentemente. Per questo finì isolata da tutto e da tutti, finché non incrociò Littero.

Lui era stato un imprudente: trovato un anello magico, cercò di divulgare la scoperta, non pensando ad un semplice fatto: nessuno gli avrebbe creduto. Infatti, ora era ritenuto ufficialmente un folle, quando non un mistificatore. Fu il suo esempio a spingere la sorella Flora a non parlare a nessuno della sua spada magica.

Sapendo tutto questo, Omega a volte si chiedeva «Vale la pena sforzarsi tanto per la nostra società? Non sarebbe più giusto abbatterla?», ma qui ogni volta si ricordava suo padre, che gli diceva sempre "Noi non lottiamo per la società in cui viviamo per la sua bontà, ma perché a pagare sarebbero gli innocenti".

L'INIZIO DELLA NUOVA AVVENTURA
Quando Tarpea trovò le informazioni necessarie, Omega raccolse il resto del gruppo.
La Corona Ferrea si trovava su una base in granito, sulla quale erano raffigurate altri sei reperti: un calice, una spada, una frusta, un cerchio con delle spine, una lancia e un panno bagnato; sotto ognuna di queste immagini c'era una scritta, indicante un luogo preciso.
—Da dove iniziamo?— chiese Gladiatrex.
—Direi da qui— disse Flora indicando il cerchio con le spine —mi sembra una ghirlanda—
—Una ghirlanda fatta con i rovi?— commentò Littero beffardo —Quale idiota sarebbe così malato—
Ma Omega rifletté:—Una ghirlanda... o una corona?—
Tutti si girarono, e compresero: parlava della corona di spine che secondo il vangelo i romani misero su Gesù Cristo per schernirlo.
—Credi che siano tutti oggetti collegati alla passione di Cristo?— chiese Servio.
—Se così fosse— commentò Flora —Il calice potrebbe essere il Santo Graal, e la lancia sarebbe la vera Sacra Lancia, e la spada la vera Spada di San Pietro—
—E la frusta?— chiese Littero —E il panno bagnato?—
—La frusta potrebbe essere stata usata per fustigare quel povero cristo— rispose Gladiatrex, compiacendosi del gioco di parole.
—E il panno bagnato— concluse Omega —forse è il panno con cui gli dettero da bere dell'aceto.—
—E i luoghi indicati allora sono i luoghi dove questi oggetti si trovano— decretò Littero.
Flora annuì.
—Sei luoghi, e noi siamo in sei— disse Omega
—Bene!— esclamò Gladiatrex —Decidiamo chi va dove, e speriamo di fare in tempo.—

LA FOLLIA DELLA PRESUNZIONE-RISCRITTURA

Siccome ogni cosa è migliorabile, capita che modifichi parti dei miei racconti. Questo pezzo fa parte del racconto "L'oratore troppo sicuro", secondo racconto della saga "I Triumviri", e narra della morte del parlamentare Cicerone.

-Non credo sia una buona idea- ripeté Tommaso per la centesima volta
-Ne abbiamo già discusso:: è la cosa migliore da fare-
-Regina, neanche tuo fratello mi sembra d'accordo, anche se non vuole contraddirti-
-So io cosa è meglio per lui, meglio di lui-
Tommaso avrebbe voluto dirle che era matta, rigida e chissà cos'altro, ma dopo la faccenda di Dracone aveva qualche dubbio sulla sua capacità di giudicare le persone, sulla quale tuttavia non avrebbe dubitato prima di tale fatto. La cosa può sembrare ridicola, ma per lui, abituato a sparare giudizi sin dalla morte dei genitori su tutto e tutti, era traumatico: significava veder sparire la parte di se in cui aveva confidato di più e nella quale si era sempre riconosciuto. La parte peggiore era questa: rendendosi conto del suo errore verso Dracone, si sentiva simili ai giudici come quello che stava perseguitando Aron solo perché arrivato in ritardo ad un appuntamento a causa del ragazzino.
Mentre lui pensava a questo, Regina rifletteva su come eseguire il suo piano e Aron si chiedeva se e come dire alla sorella cosa ne pensava, entrò Cicerone.
-Onorevole Cicerone, cosa vuole?- chiese Tommaso.
-Voglio scoprire cosa ha portato al suicidio di Dracone-
Tommaso era un po' confuso, ma conoscendo il carattere del parlamentare cominciò a temere cosa stesse succedendo. Comunque, rispose: -La legge che impedisce a un giudice di opporsi ad un altro giudice lo ha scisso tra il rispetto per essa e ...- ma venne interrotto.
-Impossibile- Interruppe Cicerone -La legge che obbliga i giudici di sostenersi anche nell'errore avrebbe dovuto essere sbagliata in questo caso, ma era stata ideata da me, e io non faccio errori.-
-Cosa?- esclamò Regina, che non conosceva il parlamentare.
-Cosa è successo?-
-L'abbiamo già detto-
-Cosa avete fatto-
-Lo hanno visto tutti-
Ma il parlamentare non mollava, e assunse una faccia terribile e pallida mentre continuava a ripetere le stesse due domande, con un tono sempre più furioso e un volto sempre più spaventoso; iniziò praticamente ad aggredirli fisicamente dalla furia, sempre facendo queste domande, ma era rallentato dal grasso. Ma all'improvviso, iniziò a mugugnare e a fare versi strani
-Cosa succede?- chiese Aron, ma il parlamentare cercò di saltargli addosso. Regina d'istinto si pose tra lui e il fratello, e Cicerone si aggrappò alle sue vesti. Tommaso subito lo staccò tirando indietro Regina. Cicerone non li seguì, ma rantolò sul pavimento per un po', quindi si bloccò.
All'ospedale, lo dichiararono morto per infarto.