PROBLEMI IN VISTA

—Bella la luna, stasera, vero?—
—Sì, si vede che non c'è una nuvola in cielo.—
A parlare erano Ewoner e Melpomene, che chiacchieravano già da un bel momento, senza che sembrassero voler parlare della loro vera preoccupazione... Alla fine, Melpomene osò:—Senti, Ewoner... Che ne dici di smettere di ignorare il nostro problema?— Ewoner sospirò: sapeva benissimo di non poter evitare. —Dimmi— disse Melpomene —T'è mai capitato di vedere qualcosa del genere?— —No— rispose il nano —Mi sembra assurdo. Qualche stranezza Vladimiro l'aveva mostrata, ma non ho mai sospettato che subisse parte della maledizione vampirica.— —Dove sarà, ora?—. Ewoner sospirò, ripensando a quando lo aveva incontrato: stanco e distrutto per qualcosa, ma senza nulla di strano all'apparenza; forse il fatto di averlo trovato tra le macerie della montagna su cui viveva non gli aveva fatto notare nulla di strano in quello shock, o forse non aveva voluto vedere nulla di strano. Pensò a lungo, mentre Melpomene ascoltava, quindi provò con un incantesimo di individuazione, senza successo: sembrava che qualcosa interferisse con la sua aura magica, un'aura potente che limitava la divinazione. Infine rispose:—Ovunque sia, mi auguro solo che stia bene.—

Il giorno dopo si rimisero in marcia. Non fiatarono, perché erano ancora nel territorio della banda razzistica di umani nougeni, e una sopravvissuta alla fusione e un nano erano potenziali bersagli per loro. Ma per quanto uno possa stare attento, non è mai del tutto al sicuro. Questo è tanto più vero se teniamo in conto che la zona in cui si muovevano era facile da controllare…

—ECCOLI! ADDOSSO— Urlò un individuo grande e grosso (forse il capo). L'attacco fu così veloce che Ewoner dovette accontentarsi degli incantesimi minori. Melpomene invece sembrava aver trovato una forza immensa, e sembrava inoltre impossibile coglierla di sorpresa, oltre a poter trovare sempre il punto debole dell’avversario o la schivata adatta: Ewoner la vide rubare una spada senza problemi e usarla come un guerriero professionista. Ma per quanto forti fossero, erano pur sempre in due contro molti. Inoltre, ad un certo punto, uscirono alcuni membri abbastanza forti da poterli contrastare, guidati da una ragazza esile ma molto forte. Ewoner e Melpomene alla fine furono sconfitti.

La ragazza che aveva guidato la seconda parte della banda si fece avanti: una donna all'apparenza normale, con capelli bruni e occhi verdi, senza nulla di particolare... all'infuori di due orecchie a punta.—Ma… sei una mezz’elfa!— notò Ewoner, quando potè vederla meglio. Lei rispose irata (ma anche un po' spaventata):—Non sono una mezz’elfa: le mie orecchie a punta sono una malformazione congenita! Sono un umana Nougena, non un mostro come te o una viva a sproposito come la tua compagna—
—Ora calmati, Luwen— disse il capobanda —Questi saranno giustiziati domani—
—Giustiziati?— disse Melpomene, preoccupata
Il capobanda, ghignando, rispose:—Verrete bruciati sul rogo, se preferisci—

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