E invece sono stronzo e parlo del cancro.
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| Cancro Polmonare |
Non è raro sentir parlare del cancro come una cosa del mondo moderno, e in effetti il cancro al giorno d'oggi è un problemi più sentito di quanto non lo fosse in passato; perché si stava meglio quando si stava peggio, e oggi è tutto corrotto, e si stava meglio una volta, e mancano i bei tempi andati e cavolate varie.
Tuttavia, è sbagliato dire che in passato il cancro non esistesse, e
in questo articolo vi mostrerò alcuni casi.
Ma prima, un
piccolo ripasso dei termini che andrò ad usare, qualora qualcuno non li sappia
o li confonda tra di loro.
- Tumore: malattia in cui alcune cellule iniziano a moltiplicarsi a dismisura; ne esistono due tipi: i tumori benigni, che si ingrandiscono lentamente, e i tumori maligni, che si ingrandiscono più rapidamente. È noto anche come Neoplasia.
- Cancro: altro nome con cui sono
conosciuti i tumori maligni.
- Paleopatologia: studio delle patologie di
resti umani, animali, vegetali e fossili.
- Mummia: cadavere imbalsamato o
conservatosi per particolari condizioni; sì, lo so che quelle egizie sono
particolarmente famose, anche perché il termine deriva da quelle, ma vi
assicuro che il termine si usa anche in altri casi.
Come già
detto, i tumori in passato erano un problema meno sentito di oggi. Certo, una
parte delle ragioni sta nella minor presenza di cancerogeni, i quali comunque
non mancavano: raggi ultravioletti, alcuni virus e sostanze naturali varie sono sempre esistiti;
molto però conta il fatto che la gente moriva prima dei quarant'anni, e la
maggior incidenza di cancro è nella quarta e quinta decade di vita.
In ogni
caso, la ricerca, pur ostacolata dalle difficoltà di conservazione dei corpi e
pur usando tecniche poco invasive (e quindi insufficienti), ha riconosciuto non
pochi casi di tumore in resti umani antichi.
Ecco alcuni
esempi di cancro:
- Dall'oasi di Dakleh, in Egitto
viene la mummia di un uomo che visse in età romana, i cui resti mostrano
una massa anomala che è stata riconosciuta come un cancro del retto
- In Cile, è stata ritrovata la
mummia di un bambino di un anno o poco più con una lesione appena sotto
l'occhio destro, il quale era costretto a stare chiuso; in essa gli
studiosi hanno riconosciuto un cancro dei muscoli della guancia; i resti
risalgono a una cultura che visse tra il 300 e il 660 d.C.
- Parlando degli antichi romani,
un cancro alle ossa è stato riconosciuto in un uomo adulto nella necropoli
di Castel Malnome.
- Al cancro non fuggirono certo i
nobili italiani del '400: il corpo ben conservato di Ferrante I d'Aragona
(1431-1494) c'ha restituito un cancro del Colon-retto, mentre il corpo del
duca Ferdinando Orsini (morto nel 1549) ha mostrato un volto sfigurato da
un cancro della pelle.
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Volto del duca Ferdinando Orsini, in cui
si possono osservare gli effetti del cancro
che lo colpì., da Giuffra e Fornaciari
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Più numerosi
sono i casi di tumori benigni. Per esempio:
- Da una tomba egiziana datata
tra il 1290 a.C. e il 200 d.C. provengono dei resti mummificati isolati o
sconnessi, tra cui una spalla che presenta una lesione; tale lesione è
stata riconosciuta come tumore benigno della pelle.
- Dal Cile il corpo di un
quattordicenne morto tra il 1100 e il 1200 d.C mostra sotto l'ascella
destra una massa subcutanea riconosciuta come un tumore benigno del
tessuto adiposo.
- Nella necropoli romana di
Collatina sono stati ritrovati 4 casi di tumore benigno osseo.
- La mummia della marchesa Maria
d'Aragona aveva nella coscia destra una piccola formazione cutanea
riconosciuta come tumore della pelle.
Insomma, il cancro c'era anche una volta. Rassegnatevi, in passato non si viveva meglio, semplicemente ci siamo dimenticati come era.
Scusate se questo è molto accademico e poco allegro, ma devo riprenderci la mano.
FONTI
- Giuffra V. e Fornaciari G,
"I tumori in Paleopatologia: l'evidenza dalle mummie", in 2013,
"Medicina nei secoli, arte e scienza, 25/1", pp. 35-50
- Minozzi S. et alii,
"Salute e Malattia nella Roma Imperiale attraverso le evidenze
scheletriche", in 2013, "Medicina nei secoli, arte e scienza,
25/1", pp. 119-138
- Fornaciari G, "Le mummie
aragonesi in San Domenico Maggiore di Napoli", in 2006,
"Medicina nei secoli, arte e scienza, 18/3", pp. 843-864



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