RIFORMA COSTITUZIONALE: ANALISI (III PARTE)

Ammettetelo, speravate di esservi liberati di me, vero?

Ah, non ricordate chi sono. Ok, continuiamo con l'analisi della Riforma costituzione del 4 dicembre, perché diversamente da quanto dicono certuni non si può votare lasciandosi guidare dalla pancia, tanto meno parlando della Costituzione del proprio paese, dalla quale dipende la politica e quindi il destino di un intero popolo.


L'articolo 78 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 78. La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari»
Qui si sottolinea di nuovo che il Senato non partecipa più a molte delle decisioni del Parlamento.
All'articolo 79, primo comma, della Costituzione, le  parole:  «di ciascuna Camera» sono sostituite dalle seguenti: « della  Camera dei deputati»
Come sopra. L'articolo 79, primo comma, parla di Amnistia e Indulto.
All'articolo 80 della  Costituzione,  le  parole:  «Le  Camere autorizzano»  sono  sostituite  dalle seguenti:«La  Camera  dei deputati autorizza» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo:«Le  leggi  che autorizzano  la  ratifica   dei   trattati   relativi all'appartenenza dell'Italia all'Unione  europea  sono approvate  da entrambe le Camere»
Si continua a sottolineare le modifiche nel ruolo del Senato, che perde la possibilità di votare nei trattati internazionali salvo quelli dell'Unione Europea.
L'articolo 82 della Costituzione e' sostituito dal seguente: «Art. 82. - La Camera dei deputati può disporre inchieste su materie di  pubblico  interesse.  Il  Senato  della  Repubblica  può disporre inchieste su materie di pubblico  interesse  concernenti  le autonomie territoriali. A tale scopo ciascuna Camera nomina fra  i  propri  componenti  una Commissione. Alla Camera dei deputati la Commissione è  formata  in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi.  La  Commissione d'inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi  poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria»
Dato che il Senato ha competenze e struttura diverse da quelle della Camere, anche le commissioni si diversificano: il Senato infatti ora può fare inchieste solo su materie legate alle autonomie territoriali. Inoltre, poiché il Senato ora è formato da consiglieri regionali e sindaci, solo la commissione della Camera è obbligata a rispecchiare le proporzioni dei vari gruppi.

Ma ora basta parlare di Senato e Camera, passiamo al Presidente della Repubblica. Esatto: nemmeno lui è stato risparmiato dalla riforma.

 All'articolo 83 della Costituzione sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
Dividerò l'articolo nei suoi commi non per la lunghezza, ma per maggior chiarezza.
a) il secondo comma e' abrogato; 
Il secondo comma dell'articolo 83 prevede che ogni regione mandasse tre delegati a partecipare alle elezioni, tranne la Val D'aosta che ne manda uno. Dato che nella riforma i rappresentanti regionali formano il Senato, il secondo comma finisce con il perdere senso, quindi eliminarlo è corretto.
b) al terzo comma, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «Dal quarto scrutinio e' sufficiente la  maggioranza  dei  tre  quinti dell'assemblea. Dal settimo scrutinio e' sufficiente  la  maggioranza
dei tre quinti dei votanti ».
Nella Costituzione il Presidente viene eletto con i due terzi dei votanti, ma dal terzo scrutinio basta la Maggioranza Assoluta (la metà dei votanti più uno). Con la Riforma, la cosa si complica, imponendo prima i tre quinti (dal quarto scrutinio) dell'Assemblea, poi i tre quinti dei votanti (escludendo astensioni, schede bianche, ecc...). Questo da una parte rende più complicata l'elezione, dall'altra però ha il pregio di sostenere una maggioranza più netta.
All'articolo 85 della Costituzione sono  apportate  le  seguenti modificazioni: 
Più modificazioni, più parti.
a) al secondo comma, le parole: «e i delegati  regionali»  sono soppresse e dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente: «Quando il Presidente della Camera esercita le funzioni del Presidente  della Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle, il Presidente del Senato convoca e presiede il Parlamento in seduta comune» 
I delegati regionali non ci sono più (assorbiti dal Senato), quindi richiamarli per eleggere il nuovo presidente un mese prima che questi decada non avrebbe comunque senso. Poiché ora è il Presidente della Camere a sostituire il Presidente della Repubblica in caso di sua assenza, è il Presidente del Senato che in questi casi dirige il Parlamento riunito.
b) al terzo comma, il primo periodo e' sostituito dal  seguente:«Se la Camera dei deputati è sciolta, o manca meno di tre  mesi  alla sua cessazione, l'elezione  ha  luogo entro  quindici  giorni  dalla riunione della Camera nuova».
Poiché la sostituzione di membri in Senato avviene in base al ruolo istituzionale dei membri e solo la Camera può venir sciolta, la legge per cui il Presidente viene eletto dalla Camera nuova non vale per il Senato.
All'articolo 86 della Costituzione sono  apportate  le  seguenti modificazioni: 
Lo so che il post sta venendo un po' frammentario, ma se non divido in più parti questi articoli poi ho dei problemi a esprimermi su di essi.
a) al primo comma, le parole: «del Senato» sono sostituite dalle seguenti:«della Camera dei deputati»
Come detto sopra, ma è il Presidente della Camera a sostituire il Presidente della Repubblica, non più il Presidente del Senato. Nulla di cui discutere, ma faccio notare la presidenzialità della cosa.
b) al secondo comma, le parole: «il Presidente  della  Camera  dei deputati indice» sono sostituite dalle seguenti: «il Presidente del Senato indice»,  le  parole:«le  Camere  sono  sciolte» sono sostituite dalle seguenti: « la Camera dei deputati è sciolta » e la parola: « loro » e' sostituita dalla seguente: « sua »
Si riconferma la situazione di prevalenza della Camera sul Senato anziché il contrario com'è nella Costituzione, ma solo la Camera può essere sciolta su decisione del Presidente.
All'articolo 88 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente:
 «Il Presidente della Repubblica può, sentito il  suo  Presidente, sciogliere la Camera dei deputati»
Si ripete che il Presidente può sciogliere solo la Camera e non più il Senato.

E ora passiamo al Governo felici e contenti (più o meno)


All'articolo 94 della Costituzione sono  apportate  le  seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: « delle due Camere » sono  sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati »; b) al secondo comma, le parole: «Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia  »  sono  sostituite dalle  seguenti:  «  La  fiducia  è accordata o revocata»; c) al terzo comma, le parole: « alle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « innanzi alla Camera dei deputati »; d) al quarto comma, le parole: « di una o d'entrambe  le  Camere» sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati »; e) al quinto comma, dopo la parola: « Camera  »  sono  inserite  le seguenti: « dei deputati »
Ora al Primo Ministro basta il consenso della Camera anziché quello del Parlamento intero. A questo punto mi domando: ma non facevano prima a eliminare del tutto il Senato?
All'articolo 96 della Costituzione,  le  parole:  «  del  Senato della Repubblica o » sono soppresse.
Qualora un Ministro faccia una cosa sbagliata durante la sua giurisdizione, cessata la sua carica viene comunque giudicato dalla giurisdizione ordinaria; nella costituzione sia la Camera che il Senato possono evitarglielo, nella Riforma solo la Camera può. La Giurisdizione Ordinaria, negli ordinamenti Civil Law (dove cioè i giudici decidono in base alla Costituzione anziché in base all'esperienza giuridica del paese) come l'Italia, è la branca della giurisdizione che si occupa dei diritti soggettivi, mentre degli interessi legittimi si occupa la Giurisdizione Amministrativa (per saperne di più, ecco l'articolo della Treccani)
Il  secondo  comma  dell'articolo  97  della  Costituzione   è sostituito dal seguente:
  « I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento, l'imparzialità e  la trasparenza dell'amministrazione ».
Passando alla Pubblica Amministrazione, nella Costituzione il Secondo Comma dell'articolo 97 dice: "Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari". In parole povere, con la Riforma i pubblici uffici anziché determinati di volta in volta vengono stabiliti direttamente dalla legge. Ora, sebbene questo contribuisca alla stabilità, non c'è il rischio che l'ufficio si ritrovi inutile o impossibilitato ad agire nel momento in cui le condizioni cambino o divergano da quanto previsto? La troppa flessibilità è un problema, ma anche la troppa rigidezza può esserlo.
L'articolo 99 della Costituzione e' abrogato
Addio Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, che, emh... cosa cavolo è il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro?
Scherzi a parte, sarebbe un organo costituito da esperti di diversi settori che collaborino con il Parlamento. Di base, non ha mai fatto nulla a parte succhiare soldi. D'altro canto, avere persone competenti a cui rivolgersi dovrebbe essere un bene, non una male. CNEL, perché non hai funzionato? C'è possibilità che tu possa funzionate, o è giusto eliminarti?
All'articolo 114 della Costituzione sono apportate  le  seguenti modificazioni:
  a) al primo comma, le parole: « dalle Province, » sono soppresse;
  b) al secondo comma, le parole: « le Province, » sono soppresse.
Vengono abolite le province, che obbiettivamente non servono a un cavolo quindi la loro eliminazione non è un male poi così grande.
L'articolo  116  della  Costituzione,  il  terzo   comma è sostituito dal seguente: «Ulteriori  forme  e   condizioni   particolari   di   autonomia, concernenti le  materie  di  cui  all'articolo  117,  secondo  comma, lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, m.),  limitatamente  alle  disposizioni  generali  e  comuni  per  le politiche sociali, n), o), limitatamente alle  politiche  attive  del lavoro e all'istruzione e formazione professionale, q), limitatamente al commercio con l'estero, s) e  u),  limitatamente  al  governo  del territorio, possono essere attribuite ad  altre  Regioni,  con  legge dello Stato, anche  su  richiesta  delle  stesse,  sentiti  gli  enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119, purché la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata»
Le Regioni a Statuto Ordinario possono ricevere alcuni poteri di quelle a Statuto Speciale, secondo particolari condizioni, perché parificare i due tipi di regione è troppo facile. La legge che conceda tali poteri dev'essere votata da entrambe le camere, tanto per dare l'idea che il Senato in questa Riforma serva a qualcosa.
L'articolo 117 della Costituzione e' sostituito dal seguente: Art. 117. - La potesta' legislativa e'  esercitata  dallo  Stato  e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione,  nonche'  dei  vincoli derivanti  dall'ordinamento  dell'Unione  europea  e  dagli  obblighi internazionali. 
L'articolo 117, nella Costituzione e nella Riforma è troppo lungo. Quindi la suddivisione dei poteri ve la riassumo, ok? Fondamentalmente, le questioni prima concorrenti tra Stato e Regioni ora sono alcune del primo e altre delle seconde. Credo che questo possa ridurre un po' di confusione. Lo stato può comunque intervenire nelle leggi di competenza regionale su consiglio del Primo Ministro, e questo è sensato: nella gerarchia istituzionale, è lo stato a trovarsi in cima, non le regioni. In generale, non mi sembra che le regioni perdano o guadagnino potere; stesso dicasi per Comuni e Città Metropolitane. Le Province invece scompaiono e basta, come previsto dalle modifiche all'articolo 114.
All'articolo 118 della Costituzione sono apportate  le  seguenti modificazioni: 
Vediamo un po' queste modifiche cosa ci dicono
a) al primo comma, la parola: « Province, » e' soppressa; 
Confermato l'addio alle province
b) dopo il primo comma e' inserito il seguente: « Le funzioni amministrative sono esercitate in modo da  assicurare la  semplificazione  e  la  trasparenza  dell'azione  amministrativa, secondo  criteri   di   efficienza   e   di   responsabilità   degli amministratori »;
 Questo comma mi piace: in pratica, impone di esercitare le funzioni amministrative in maniera semplice e efficiente. Dovrebbe essere imposto dall'etica, ma visto che l'etica viene usata come zerbino...
c) al secondo comma, le parole: « , le Province » sono soppresse; 
Addio, addio, province addio, voi ci dovete lasciar... ma hey, io dico, che è ok, tanto nulla facevate
d) al terzo comma, le parole: « nella materia della tutela dei beni culturali » sono sostituite dalle seguenti: « in  materia  di  tutela dei beni culturali e paesaggistici »; 
Questa è più un aggiornamento che una modifica a mio dire: in passato, la tutela riguardava solo le opere d'arte, in seguito si è estesa anche all'ambiente. Però è bene essere precisi.
e) al quarto comma, la parola: «, Province » e' soppressa.
Ho finito le battute sull'addio per le province, ne avete qualcuna da prestarmi?

E niente, io direi che è il caso di fermarci qui. Io vi saluto e ci vediamo con la prossima parte di questa enorme analizi (che se Dio vuole, sarà l'ultima)

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