"DOPO LA FUSIONE"-prologo


Si alzò, si guardò intorno.

Tutto era crollato. La montagna era precipitata sul suo paese. Era sopravvissuto, ma per miracolo. E ora? Cos'avrebbe fatto'

Girovagò un po', non sapendo che fare. Iniziò a raccogliere i ricordi di cosa era successo: stava guardando la TV, dove parlavano della possibilità di usufruire di passaggi dimensionali. Lo scienziato che sapeva queste cose aveva spiegato come funzionava la macchina per tale azione, lo Scavatore Interdimensionale, ma quando stava accennando ad un possibile pericolo era stato zittito da un politico, anch'egli invitato allo show; questi prese a dire mirabilia sulle possibilità offerte dallo Scavatore Interdimensionale, mentre lo scienziato cercava di parlare dei pericoli (forse pentendosi di aver accettato la commissione). Subito dopo, lo scienziato venne portato via da due buttafuori perché, diceva la presentatrice, non aveva rispettato i turni, e quindi si era proceduto a leggere centinaia di post di internet sull'argomento. Ricordava vagamente che erano stati letti centinaia di post positivi e pochi negativi, quindi il politico aveva attivato il macchinario, e poi...«Ma certo! Questo era il pericolo cui accennava lo scienziato. Chissà se riguarda solo la mia zona o se anche altre sono state colpite.» E iniziò a maledire lo scienziato che aveva costruito il macchinario, il politico che l'aveva commissionato e attivato, la presentatrice che non aveva fatto parlare lo scienziato e così via; era così pieno di rabbia che avrebbe preso a pugni qualcosa se qualcosa fosse rimasto oltre ai massi del crollo e al fiume al quale doveva la vita.

All'improvviso, un rumore... si girò e lo vide... una creatura di fantasia, che non aveva mai visto, in quanto le serie e i film in cui appariva non erano il suo genere preferito, ma che non ebbe problemi a riconoscerlo: i lunghi denti, la pelle pallida come la morte, l'abito elegante, il freddo che la circondava raggelando la pelle... nessuno avrebbe avuto dubbi su cosa era quella creatura.

Il vampiro lo attaccò; la velocità dell'attacco fu tale che solo per un soffio l'umano evitò il morso, venendo solo graffiato sul collo. Il vampiro stava per riattaccare; disperato, il nostro amico prese un palo e lo mise davanti a se: il vampiro non riuscì a fermarsi in tempo, e morì trafitto.

Il nostro amico si rialzò, quasi non credendo di aver ucciso qualcuno, sia pure un vampiro; anche se lo aveva fatto per difendersi, non poteva fare a meno di sentirsi in colpa per questo. All'improvviso, la ferita al collo divenne bruciante, tanto da farlo urlare: non aveva mai provato un dolore simile, se non forse sbucciandosi le ginocchia cadendo dalla bicicletta. Poco dopo crollò a terra, e in breve non sentì più nulla...

Nessun commento:

Articoli Correlati

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...