SULLA ROVINA DELLA LINGUA ITALIANA

Un argomento che mi sta a cuore è la nostra lingua, scritta e parlata. Sì, perché c'è chi giustifica l'uso di forestierismi inutili e di orrori (no, non ho sbagliato lettera iniziale) ortografici con l'evoluzione linguistica.
Buono, Darwin, buono, tutti sbagliano.
È vero: il cambiamento non è necessariamente negativo, ma ciò non lo rende automaticamente positivo; l'italiano non sta subendo un'evoluzione, ma una vera e propria regressione. E non intendo regressione nel senso usato da alcuni naturalisti (che per esempio definiscono i virus "regressioni" dei batteri parassiti, nonostante siano più efficaci nel portare malattie), bensì nel senso proprio del termine: cambiamento in peggio. E ora vi spiegherò il perché.

I FORESTIERISMI INUTILI
"Killare" invece di "uccidere", "meeting" invece di "incontro", "party" invece di "festa", "location" invece di "luogo"...
Suvvia, è doloroso ma necessario
Tutti questi neologismi inglesi non arricchiscono la lingua: la impoveriscono. È vero che i prestiti ci sono da sempre ("mangiare" viene dal francese, per esempio), ma se io uso i soldi di un altro, non sono più ricco, e questo vale anche per la lingua.

Certo, bisogna accettare quelli che oramai fanno parte della nostra lingua (computer, internet, ecc...), ve lo concedo; ma non abbiamo bisogno di sostituire il nostro lessico: abbiamo migliaia di parole, decine di possibilità di variazione, centinaia di possibilità tra prefissi, suffissi e composti, e come se non bastasse abbiamo un antenato illustre, ovvero il latino: perché dobbiamo fare gli americani?

LA PERDITA DELLE SFUMATURE
L'agonia del congiuntivo, l'uso delle locuzioni di "piuttosto" al posto di "oppure", l'utilizzo di sinonimi a caso...
Persino Dio sta perdendo la pazienza
Questi cambiamenti fanno perdere alla nostra lingua quelle sfumature che la rende degna di stare alla pari con il Latino e il Greco, per cosa poi? La lingua si semplifica? No. Si tolgono pagine ai manuali di grammatica, ma perdendo le sfumature di significato si perdono molte possibilità: "credo sia meglio così" vuol dire "è una mia idea, potrei avere torto", "è meglio così" significa "è così e basta"; "questo piuttosto che quello" sta per "questo è meglio di quello", "questo oppure quello" indica "è indifferente, scegline una". Rendere questi significati è difficile in altro modo, quindi la perdita di queste sfumature impoverisce e volgarizza la nostra lingua.

ERRORI E ORRORI NELLO SCRIVERE
K al posto di CH, X al posto di PER, doppie a caso, lettere che scompaiono,accenti spariti o sostituiti da apostrofi...
Se lo ordini tu, Aragorn, ne sarò ben lieto, in nome di Gondor e dell'Albero Bianco
La scrittura è una convenzione, d'accordo, ma una convenzione realizzata con l'intento di creare un modo di scrivere elegante ed equilibrato: perché rovinarlo così a caso? E a chi dice "eh, ma così si risparmia tempo" chiedo: "Cosa cavolo ve ne fate del tempo che vi rimane?"; e mi rispondo subito da solo: "Lo usate sui video porno e su Facebook".

Un discorso a parte va fatto per le vocali accentate maiuscole: poiché sulla tastiera non si trovano, credo si possa tollerare la sostituzione dell'accento con l'apostrofo, ma solo quando non si parla di professionisti; giornalisti, web writer, scrittori e così via devono conoscere i codici per le vocali accentate maiuscole, perché rientra nel loro mestiere, così come i macellai devono conoscere le diverse parti dell'animale di cui vendono la carne.

Ho concluso l'articolo (per ora). Voi cosa ne pensate di questi mutamenti? E visto che ci siete, che ne pensate dell'uso di immagini ironiche?


3 commenti:

Viviana B. ha detto...

Articolo pienamente condivisibile, almeno da parte di una "vecchietta" innamorata dell'italiano quale io sono. L'uso di X e K lo trovavo accettabile, soprattutto da parte dei giovanissimi squattrinati, quando c'era necessità di risparmiare caratteri di battitura negli SMS a pagamento, non più ora che nuovi sistemi di messaggistica gratuita come WeChat e WhatsApp hanno eliminato il "problema costo". Senza contare che ci sono persone che ormai usano preferibilmente questi orrori anche laddove non è richiesto, trasformando ad esempio Claudia in Klaudia, persona in xsona e via di seguito. Abomini, a parer mio. Ma, lo ribadisco, sono una "vecchietta" innamorata della lingua italiana e di tutte le meravigliose sfumature che, come tu denunci, rischiamo di perdere per sempre.
Per quanto riguarda le immagini, le trovo adeguate ed in linea con il testo. In particolare ho molto apprezzato la prima.
Buona giornata.

Davide Quetti ha detto...

Sono contento che l'articolo e le immagini ti siano piaciuti :)

Anonimo ha detto...

la lingua appartiene agli esseri umani, deve essere qualcosa di vivo, nel suo evolversi si spoglia delle inutilità, tra le quali regole grammaticali imposte e termini, non puo' essere relegata dentro regole troppo strette, chi le ha imposte le regole ? ve lo siete mai chiesto ? nessuno.
Che fa la ricchezza di una lingua è il contenuto di quello che vuole esprimere NON LA FORMA. Il contenuto è quello che vale.
Le regole sono sempre relative.
Insomma quello che voglio dire in parole povere che ho un certo disprezzo per i cultori delle regole grammaticali che soffocano l'evolversi di una lingua.

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