RECENSIONE: IL SILMARILLION, DI J.R.R. TOLKIEN

Oggi si parla di uno dei miei libri preferiti, il Silmarillion di Tolkien. Volevo parlarvi anche de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli, ma sarà per un'altra volta

Ora, non mettiamola sul personale

IL SILMARILLION
Partiamo dal Silmarillion, il libro che racchiude tutti i miti degli elfi tolkieniani.
Parte da Eru, detto anche Iluvatar, che crea gli Ainur, i quali iniziano a cantare. Quindi Eru pone loro un tema musicale... in pratica dice "cantate su questa cosa a modo vostro". Inizialmente c'è un po' di confusione, che non avevano mai cantato tutti insieme, quindi l'armonia era relativa. Poi pian piano si sono messi d'accordo sugli accordi.

Ma come, dai medaglie per ogni idiozia
e io mi becco la bomba?
Dopo aver parlato dell'origine del mondo il libro parla fondamentalmente degli Elfi, salvo una parte che parla di Numenor, l'isola beata dove gli uomini rimasti fedeli al bene (gli Edain) ebbero il diritto a vivere, salvo poi diventare superbi e malvagi, tranne un piccolo gruppo (i Fedeli) che dopo la distruzione dell'isola diede vita a Gondor e Arnor.
Dopo l'origine degli elfi, la storia si focalizza prima su coloro che marciarono verso Valinor, poi sui Noldor tornati alla Terra di Mezzo per combattere contro Morgoth; quindi la storia passa su tutti gli elfi del Beleriand, Noldor e Sindar, e sugli uomini loro alleati, gli Edain, tutti uniti contro Morgoth che è brutto, cattivo e pure puzzone. Dopo la storia di Numenor, si parla degli Elfi e dei Numenoreani fuggiti dalla catastrofe, e degli Istari o Stregoni, tra cui Gandalf e Saruman, con i loro nomi elfici Mithrandir e Curunir, tutti contro Sauron che ha preso il posto di Morgoth (la poltrona s'era appena liberata ed era ancora così comoda).

Il libro non va considerato come un romanzo, ma come una vera e propria rassegna mitologica, come la Teogonia di Esiodo, la Bibbia, le saghe celtiche ecc... ecc: non c'è un solo protagonista, e il centro del racconto non sono le avventure ma i temi trattati. Tra le sue storie, la più famosa è quella di Beren e Luthien, nella quale Beren, un umile mortale privo di qualsivoglia comando, riesce là dove i più potenti avevano fallito, e ottiene in cambio la figlio del più potente dei re elfici (la cosa farebbe ridere, se non ci fossero dei morti in mezzo). Lo stile è quello di Tolkien, quindi leggetelo solo se siete abituati allo stile di una volta, oppure preparatevi ad un mattone pesantissimo. Troverete alcune contraddizioni, ma non preoccupatevi: Tolkien non l'ha mai rifinito del tutto, e il testo infatti nasce dai suoi ultimi appunti, ordinati dal terzo figlio.

Fine della recensione, spero vi sia piaciuta.



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