LA RETE VI: NASCONDIGLI ANTICHI

«Ah, la Sardegna» pensò Littero Liberis «La seconda isola più grande del mediterraneo; mari cristallini, coste stupende, entroterra meraviglioso... è un peccato non essere qui per turismo, ma per lavoro». 

Nuraghe Succurronis
Le immagini sul famoso basamento erano chiare in questo caso: la Corona di Spine, l'oggetto che i soldati romani posero sul capo di Gesù Cristo per deriderlo, si trovava in un Nuraghe, le misteriose costruzioni che costellano l'isola; e non in un Nuraghe qualunque: sulla raffigurazione c'era scritto "Succurronis", e il Nuraghe Succurronis si trova a Macomer.
In passato questa città era molto importante per via della sua posizione, in una zona obbligatoria per il passaggio dal nord al sud dell'isola. Il Nuraghe Succurronis è solo una delle tante testimonianze di abitanti nell'antichità.

—Ciao biondino, qual buon vento ti porta da me?— disse la ragazza con voce sensuale.
—Vede, signorina— rispose Littero —Avrei bisogno urgente di andare a Macomer—
—Perché a Macomer, occhi azzurri: qui potrei mostrarti qualcosa di più interessante— rispose la ragazza, carezzandogli la faccia.
—Ne sono sicuro— disse Littero, cominciando a pensare di non avere poi così tanta fretta —ma devo andarci per lavoro: sono un archeologo, e sono stato incaricato di studiare il Nuraghe Succurronis velocemente— in fondo era la verità: non era necessario aggiungere che lo studio in questione riguardava un oggetto probabilmente dotato di poteri da difendere da un'organizzazione malvagia.
—Come è eccitante. Peccato, comunque. Be', devi andare da quella parte. Magari, una volta finito, puoi venirmi a trovare: questo è il mio indirizzo. Il mio nome è Bella—. Littero prese il foglietto e salutò, pensando che il suo lavoro in fondo presentava dei risvolti piacevoli.

DUELLO DAVANTI AL NURAGHE
Si guardò intorno. C'erano solo l'erba e i sassi: nessun pericolo di essere scoperto, quindi. S'avvicinò al Nuraghe e... —Aspetta, non avere fretta: c'è il carcere che t'aspetta!— disse Littero, smettendo di essere invisibile. 
—E tu chi saresti?— rispose la figura, rivelandosi un uomo.
—Non hai sentito la pessima rima che ti ho fatto? Sono quello che ti sbatterà in carcere.— rispose Littero beffardo.
—Sentimi bene, chiunque tu sia— rispose il tipo —se volevi rogne le hai trovate.— Littero mancò per un poco un manganello. —Ah, sei un poliziotto— disse, un po' imbarazzato —non me n'ero accort...— ma qui si fermò, vedendo il teschio sulla bandiera italiana disegnata sulla divisa del "poliziotto", che rise.
—Ero un poliziotto— disse l'avversario —ma un giorno il mio manganello fui colpito da un fulmine. Sopravvissi, ma il mio volto rimase deturpato.— qui il suo volto venne illuminato dalla luna, e Littero notò che era coperto da una maschera di cuoio —A causa di questo aspetto iniziai ad essere evitato. Quindi la gente cominciò a considerarmi un portasfortuna, venni licenziato e mandato via da tutti— Littero, anche lui emarginato, non poté fare a meno di sentirsi vicino a lui. —Ma ora— continuò l'ex poliziotto —questa società di pregiudizi la pagherà! FULMINE BLU AVRÀ LA SUA VENDETTA!— Sul suo manganello apparvero delle punte pericolose, e attaccò Littero.

Littero, per scappare, si trasformò in falco. Ma Fulmine Blu era veramente velocissimo e agilissimo: fece un salto incredibile verso il nostro eroe, riuscendo a sfiorarlo con una della punte. Littero crollò a Terra sanguinante, e diventò invisibile. Fulmine Blu si fermò e sembrò concentrarsi; Littero ebbe una sgradevole sensazione:«vuoi vedere che questo c'ha un radar incorporato o un sesto senso come quello di Tarpea?» Fece appena in tempo a pensarlo: Fulmine Blu fece partire un colpo contro di lui e mancò poco che lo uccidesse. Littero nell'evitare l'avversario inciampò e cadde a terra, senza altre idee. —Altro da dire, mister?— Littero non parlò: stava ancora cercando di pensare a come cavarsela (cosa difficile quando si è ad un passo dalla morte). —MUORI!!!— urlò Fumine Blu, e fece partire un altro colpo con il suo manganello potenziato. Ma in quel momento, Littero trovò un'idea disperata: si trasformò in talpa, e velocissimo scavò una buca nel terreno. —COSA?!—. Prima che l'avversario si riprendesse, Littero si trasformò in lupo, uscendo all'improvviso dalla terra sotto Fulmine Blu; lo fece così cadere e li mise una zampa addosso, con le zanne vicine alla gola. —Va bene, hai vinto— sussurrò l'avversario —ma hai vinto solo una battaglia... la guerra la vinceremo noi!—. Quindi toccò l'orologio e scomparve.

—Ciao, bello.— disse Bella in tono rassegnato mentre veniva portata via dalla polizia per spaccio di droga —Temo che non potremo vederci per un po'—. «Che fortuna» pensò Littero sarcastico.

Nessun commento:

Articoli Correlati

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...