IL RAPIMENTO DEI PEGNI

Luwen e Vladimiro passeggiavano in compagnia, tenendosi per mano, lungo un villaggio fondato da pochi giorni, quindi ancora senza nome, quando videro un bambino che piangeva.
—Cosa succede, piccolino?— chiese Vladimiro.
Il bambino tirò su col naso, si asciugò una lacrima e rispose:—Hanno rapito mia madre—
—COSA?!— esclamò Luwen
—Com'è successo— chiese Vladimiro.
Il bambino (che disse di chiamarsi Giacomo) raccontò questa storia: sua madre aveva un negozio di pegni; un uomo che non era riuscito a restituirle i soldi s'era arrabbiato e aveva detto che o avrebbe riavuto la sua roba, o l'avrebbe uccisa. Le guardie del villaggio, sentendo delle urla, era arrivata subito, ma quell'uomo, preso un mitra, aveva minacciato di uccidere la donna, e nessuno osava avvicinarsi alla capanna del negozio.
Vladimiro e Luwen si guardarono, e si trovarono subito d'accordo: era un lavoro adatto a loro.

—Piantala, troia— disse il rapitore alla donna, che piangeva in un angolo disperata.
—Vedresti cosa non ti farei se solo quelli là fuori se ne andassero—
—Possiamo trattare, se vuole... anzi, le ridò la sua roba gratuitamente, tanto ne ho di roba da vendere—
—STA ZITTA!— urlò il rapitore, tutt'altro che disposto a trattare.

Vladimiro e Luwen, nonostante avessero capacità notevoli, ottennero molto a fatica il permesso dal capo delle guardie di tentare. Comunque, sapevano cosa fare: grazie alla sua destrezza elfica, Luwen poté attaccare un capo di  una corsa ad un albero, quindi Vladimiro con la sua forza vampiresca la lanciò sul tetto della capanna. Quindi, usando la corda la raggiunse, e i due poterono silenziosamente guardare dal tetto (spostando un po' di paglia) e studiare un piano.

Il rapitore andò avanti e indietro per un po', mentre l'ostaggio tremate cercava di trattenere le lacrime. All'improvviso una voce da fuori urlò:—IL CALCIO FA SCHIFO! È UN GIOCO DEL CAVOLO!—
—Ma come si permette quello!— disse il rapitore —ora esco e gliele suono—
Uscì e si diresse verso l'uomo che aveva osato pronunciare tale sentenza, ma appena uscito dalla porta gli cadde una rete addosso.

—Vi ringrazio, signori— disse l'ostaggio ormai liberato ai suoi due salvatori
—Di niente, signora Itala, ma le consiglio di assumere qualcuno per la sicurezza— disse Vladimiro.
Quindi, lui e Luwen se ne andarono, mentre lei si complimentava con lui per aver riconosciuto nel rapitore un pericoloso Ultras.

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