SCACCHI 4: FINALI

E infine finalmente finiamo con i finali.

Il Finale negli scacchi non è necessariamente l'ultima parte della partita (spesso lo scacco matto avviene nel mediogioco, più raramente all'inizio): per Finale s'intende il momento della partita in cui sono rimasti pochi pezzi, ed è quindi facile affermare la maggiore o minore probabilità di vittoria di chi è in gioco.

PATTA
Patta vuol dire "pari". Oltre allo stallo, si dichiara patta una partita dove ci si accorda per la patta, se si ripetono per 3 volte consecutive le stesse mosse (Scacco Perpetuo) o se si fanno 50 mosse senza mangiare nulla (regola delle 50 mosse-facoltativa)
Ci sono finali in cui la partita è automaticamente patta:
-RE CONTRO RE
-RE CONTRO RE E CAVALLO
-RE CONTRO RE E ALFIERE
-RE E ALFIERE CONTRO RE E ALFIERE, purché i due alfieri siano su case dello stesso colore (NB: Alfiere su case bianche=Alfiere Campochiaro, Alfiere su case nere=Alfiere Camposcuro)

PROMOZIONE DEL PEDONE
Il pedone è l'unico pezzo che può muoversi solo in avanti; ma se arriva in fondo alla scacchiera, dove non può più muoversi, può essere promosso a Regina, Torre, Alfiere o Cavallo. Di solito è promosso a Regina, tranne quando per motivi strategici è meglio il Cavallo. Quindi, nei finali i pedoni vengono portati in fondo; possono arrivare anche prima, ma è raro che avvenga.
In teoria, si possono mettere in campo 9 regine (quella iniziale e 8 pedoni promossi) ma nella pratica è già molto se un solo pedone arriva alla promozione.

IL RUOLO DEL RE
In questa fase, il re assume un ruolo più attivo: la scarsità di pezzi lo rende in grado di muoversi più liberamente; spesso, è grazie al Re se i pedoni arrivano in fondo. Tuttavia, se tra i pezzi sopravvissuti dell'avversario ci sono pezzi forti (Torre, Regina) la partita è molto difficile.

SALUTI
Be',  qui finisce questa guida semplicistica, che ha come solo scopo quello di attirarvi verso questo affascinante gioco di strategia, e mettere in testa a certa che la fortuna, negli scacchi, non c'entra niente. E non tirate fuori la solita scusa del "bisogna avere una predisposizione naturale": il talento naturale non è necessario, serve l'impegno.

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