CREAZIONE MONDI: LINGUAGGIO 2A

Comincio col dire che i fonemi NON sono le lettere dell'alfabeto, ma i suoni da esse rappresentate. No, lo dico perché qualcuno mi ha chiesto perché mancava la Q; essa non è un suono, ma una lettera che segnala lo stesso suono della C davanti a A, O, U e dalla K, cioè il suono tradizionalmente chiamato C DURA. La Q, precisamente, lo segnala davanti ad U+VOCALE, salvo eccezioni come "scuola", mentre la K è usata nelle parole d'origine straniera. Come già detto, CH+I, E è un allofono della C dura, cioè un suono diverso dalla C DURA, ma che si presenta solo in determinate occasioni al posto di essa. Ora passiamo ad indicare il passaggio dall'Italiano al Novunese.

MUTAMENTI FONETICI

Ecco cosa già vi avevo detto delle differenze fonetiche:
§ I suoni Z scompaiono, e così il suono V
§ S'aggiunge il suono TH inglese, sia dolce che duro, e la H come aspirazione dolce
§ Gli allofoni CH e GH scompaiono
Altri mutamenti descritti sono non fonetici, ma fonologici. Poi vi spiego.

Da dove provengono TH dura e dolce e H dolce? E dove sono finite V e i suoni Z? Ecco:
§ Z dolce diventa TH dolce (di THis)
§ Z dura diventa TH dura (di THing) -nel novunese la scrivo TH·
§ V intervocalica diventa H dolce (aspirazione lieve, come in Home)
§ ZZ diventa TH dura e la vocale seguente si allunga (E->I, O->Ö, U->Ü, I->I, A->E)
§ VV diventa H dura (aspirazione dura, come in Hard) e la vocale seguente si allunga 
§ V in inizio di parola scompare e la vocale dopo s'allunga.
§ V dopo consonante scompare e la vocale dopo s'allunga.
Gli allungamenti delle vocali sono "allungamenti di compenso"

Prendiamo quindi degli esempi:
§ ZAINO -> THOINO
§ ZAMPA -> TH·ANPA
§ UOVO -> UAHO
§ ZAZZERA -> THATH·IRA
§ AVVERA -> AH·IRA
§ VERO -> IREO
§ INVERO -> INIRO

NB: qui ho lasciato le desinenze originali, ma nell'evoluzione linguistica potrebbero cambiare anch'esse per modifiche morfologiche.

Già potete notare anche altri mutamenti:
§ I dittongale incupisce le vocali (A->O, E->A, O->U,) per un fenomeno di dissociazione
§ U dittongale addolcisce le vocali (O->A,  A->E, E->I), sempre per dissociazione
§ M di fronte a P diventa N di aNfora
§ Inserzione di E nei monosillabi.
§ In presenza di due suoni duri, il primo si addolcisce.

Per CH e GH, la cosa è semplice: i due allofoni diventano C dura e G dura se preceduti da vocale o da consonante eccetto la N, C dolce e G dolce se in inizio di parola o preceduti da N (ricordatevi che C e G dura le rappreseno con C· e G·, quindi CIE dev'essere letto C-I-E e non C-E):
§CHIARO-> CIORO
§ANCHE-> N·ACE
§ACCHIAPPO->ASC·EPO
§RISCHIO->RISC·IA
Stesso dicasi per le G.
Un'altra modifica che avrete notato è la singolarizzazione delle doppie e la sostituzione della prima con S, e della scomparsa della seconda S in caso ce ne sia più di una, con allungamento di compenso della vocale precedente.
Inoltre, è presente l'inversione tra vocale e consonante della prima sillaba nei bisillabi che iniziano per vocale. Inversione che avviene anche tra muta (P, B, T, D, C, G, C·, G·) e liquida (R, L) quando la muta precede la liquida
§ ENTRO-> N·ERTO 
§ BLU-> ULBU
E quando una parola inizia con due consonanti, si inserisce davanti una vocale, di solito l'ultima della parola.
L'incontro tra due mute o tra due sonore (L, R, M, N, S) porta all'associazione, e così l'incontro tra I e U (——>Ü):
§ PIÙ—>PÜ
§ ARMA—>ABA

Mi fermo, ma le regole sono ancora di più, come sempre nelle storie linguistiche, e di sicuro ve ne farò vedere altre man mano.

MUTAMENTI FONOLOGICI

I mutamenti fonologici sono il trasferimento da allofono a fonema e viceversa.
Ecco quelli visti l'altra volta:
§ O di Ostico e E di Elica diventano allofoni rispettivamente di O ed E
§ Il suono GLI diventa allofono di L
§ Il suono S dolce diventa allofono di S dura
§ Il suono J diventa allofono di G dolce
§ N davanti a F e V diventa fonema indipendente

L'ultimo lo avrete notato: in INVERO la N rimane l'allofono, ma davanti a vocale, cancellando la regola. Quindi questo allofono non è più condizionato da regole, e diventa indipendente.
Inoltre, le N doppie singolarizzandosi diventano questo fono (DANNATO —> DANADÖ, con associazione di T a D e allungamento di compenso di O ad Ö).

Per gli altri, essi invece assumono regole in cui compaiono, diventando allofoni di altri fonemi:
§ GLI diventa la forma allofona di L quando in posizione intravocalica con allungamento di compenso della vocale precedente (PALO—>PEGLIO) e in inizio di parola con allungamento di compenso della vocale seguente.(LANA—>GLIENA)
§ S dolce diventa la forma allofona di S dura quando accompagna consonante o è in inizio di parola.
§ J (di ABAT JOUR) diventa la forma allofona di G dolce davanti a I ed E.
§ O di Ostico diventa la forma allofona della O in inizio di parola e in dittongo.
§ E di Elica diventa la forma allofona della E in inizio di parola e in dittongo.

2 commenti:

hottanta... ha detto...

Scusa, cosa è il Novunense?

Davide Quetti ha detto...

Vedi, Hottanta, tra i miei racconti, alcuni sono narrati nella città di Novuno, e il novunese sarebbe la lingua parlata nella città.

Articoli Correlati

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...