LEGIONE ROMANA

Rieccomi a Verona, nel convitto, per l'università. E per cominciare, penso che parlerò della...
LEGIONE ROMANA

L'Impero Romano nella sua massima espansione
Roma, la più antica metropoli esistente...-Ma non era la mesopotamica Ur- primo, Ur era una città ma non una metropoli; secondo, ho detto "esistente", e Ur attualmente è un sito archeologico, non una città.  Quindi, scettici, per una volta, fatemi il favore di stare ZITTI! Detto questo, riprendiamo.
Roma è nota per il suo impero, uno dei più vasti mai esistiti; nella sua massima espansione (sotto Traiano) andava dall'Atlantico alle foci del Tigri e dell'Eufrate, dal Sahara al confine tra Scozia e Inghilterra (allora Caledonia e Britannia), espandendosi quindi su tre continenti per  e circondando l'intero Mediterraneo, che i Romani non per niente chiamavano anche Mare Nostrum. La cosa più eccezionale di questo impero però non è la dimensione, ma la durata: per circa 3 secoli gli imperatori lo tennero e lo aumentarono; Roma esisteva già circa 7 secoli prima, ed era una potenza da quando aveva sconfitto Pirro, quindi è stata una grande potenza per circa 5 secoli! Nessun'altra potenza al mondo può vantare una tale durata. Questa durata la si deve alla capacità politica-culturale dei romani, ma soprattutto al suo esercito

UN ESERCITO MODERNO
La formazione a testuggine è un esempio
dell'efficienza e della disciplina dei soldati romani
-Ma che dici? L'esercito romano non esiste più da secoli!- Uffa, ma lasciarmi parlare una buona volta vi farebbe proprio così schifo, scetticacci? L'esercito romano è per periodo un esercito antico, ma le sue caratteristiche durante l'impero erano quelle di un esercito moderno: soldati professionisti, ben addestrati, guidati da generali esperti e colti, disciplinati e pagati per il loro mestiere.

Il soldato di professione per noi è scontato: uno viene mandato a combattere perché è il suo lavoro, non per altro. In età antica però non era così: i soldati, che fossero disciplinatissimi opliti greci o agguerriti e violenti guerrieri germani erano tutti gli uomini liberi in grado di combattere; non importava se si combatteva per difendersi o per conquistare, i soldati erano uomini del popolo armati per l'occasione. Anche nella Roma monarchica e repubblicana era così, e gli uomini inizialmente dovevano comprare le armi con i propri soldi; da questo bisogno deriva la suddivisione dei comizi centuriati (una delle assemblee popolari più importanti della repubblica) in 5 classi di ricchezza, dove i più ricchi avevano più centurie, potendosi permettere le armi migliori, e così risultavano anche quelli con più voti, pur essendo la minoranza (ogni centuria aveva un voto). In seguito, l'armamento divenne a spese dello stato. Fu con il console Gaio Mario che nacque il soldato di professione volontario e fisso. Essendo specializzato, il soldato romano ora era ancora più temibile, ma aveva il difetto di affezionarsi troppo al generale di turno, e così divenne l'arma politica più potente.

La disciplina nell'esercito è importantissima, e infatti i soldati vengono messi ai ferri per ogni minima sciocchezza. I soldati romani la impararono dalla falange oplitica greca, la cui forza era la disciplina. L'obbedienza ai superiori era indubbia, e i soldati imparavano a lavorare di gruppo anche perché sotto un'unica tenda convivevano otto soldati, che formavano il contubernium, guidato in genere da un Decano; vivendo insieme, questi uomini assumevano un legame che li rendeva forti e uniti in battaglia.

Centurion 2 Boulogne Luc Viatour.jpg
Ricostruzione di Centurione
I comandanti romani erano divisi in gradi; per essere scelti come comandanti, dal grado di Opzione (sottufficiale del Centurione) i su, bisognava sapere almeno leggere e scrivere. Più alto era il grado, maggiore era la cultura richiesta. I Centurioni, ciascuno con il proprio Opzione, avevano vari gradi, dei quali il più importante era il Primipilus, l'unico ufficiale dal nostro punto di vista. -E gli altri cosa sarebbero, scusa?- Allora, se mi fate finire! Dunque, gli altri era ufficiali nel senso che comandavano, tuttavia  non partecipavano alle riunioni di comando. Il Primipilus sì, con gli ufficiali superiori: i Tribuni Militari, magistrati senza esperienza militare che servivano nell'esercito per iniziare la carriera politica, divisi tra un Tribunus Laticlavius, di grado superiore e di ceto senatorio, e cinque Tribuni Angusticlavi, di grado inferiore e di ceto equestre. Il generale dell'esercito in assenza del console/proconsole/Imperatore era il Legatus, dotato di esperienza politica e militare. Il generale dell'esercito, Legatus o altro, guardava la battaglia da fuori, per poter decidere la strategia migliore. 

I generali romani attaccavano solo se convinti della posizione. La tattica romana tipica si può suddividere in quattro fasi:
  1. Mentre l'avversario attacca, lo si prende di mira con tutte le armi a distanza usate dall'esercito,   Scorpioni (gigantesche balestre), Archi e Frecce, Fionde (non mettetevi a ridere, che i proiettili erano in piombo e mortali), Pila (i giavellotti romani)
  2. Quando l'avversario è vicino, lo si affronta direttamente; i Legionari lottano divisi in file, e man mano una fila sostituisce l'altra... -E che senso avrebbe? Sei scemo- Il senso è semplice: i soldati in combattimento così erano sempre freschi e pronti, laddove gli avversari, attaccando insieme, si stancavano insieme
  3. Ad un certo punto, il generale da' l'ordine di attacco, e tutti i soldati, dal primo all'ultimo, attaccano il nemico ormai sfinito.
  4. Infine, la cavalleria, che sino ad ora s'era limitata a dar supporto, attacca i lati del nemico, rompendone le linee e rendendolo disorganizzato (che, in battaglia, vuol dire "praticamente indifeso")

I legionari riuscivano in queste tattiche sia perché affiancati dagli ausiliari, non-romani che combattevano con i loro metodi tradizionali (arcieri siriani, frombolieri delle baleari, ecc...), sia per il loro addestramento, che li rendeva i soldati d'élite dell'esercito: i centurioni erano soliti farsi capire a bastonate, i soldati iniziavano l'allenamento con armi più pesanti di quelle che avrebbero usato, ecc...

Esercito di Gaio Mario

Essi erano divisi inoltre in maniera precisa, così da rendere semplice questa tecnica; in origine non si sa come. Durante la repubblica c'era la Centuria, 2 centurie un Manipolo, i manipoli erano radunati a formare le linee degli Hastati (i più giovani, 15 Manipoli con centurie di 120 uomini), dei Principes (15 Manipoli con centurie di 120 uomini) e di una terza schiera più esperta divisa in Accensi (15 manipoli con centurie di 60 uomini), Rorarii (15 Manipoli con centurie di 60 uomini) e Triarii (i veterani, 15 Manipoli con centurie di 60 uomini). In seguito, i manipoli vennero radunati nelle Coorti da Gaio Mario: 60 legionari formavano una centuria, 6 centurie una coorte, 10 coorti la legione. Infine, con augusto, la centuria venne composta da 80 uomini e le centurie della prima coorte divennero di 160 uomini; inoltre, le centurie vennero divise in Contubernii di 8 uomini ciascuno.

Importante era l'artiglieria, composta da Scorpioni e macchine da assedio come catapulte, torri, ecc...

Concludo con la strategia difensiva che consentì ai romani di mantenere il loro impero per secoli.

Il confine romano era costituito da una linea, naturale come il Reno o artificiale come il Vallo di Adriano,  oltre il quale c'erano guarnigioni di alleati che subivano il primo colpo. All'interno del confine c'erano prima guarnigioni alleate più vaste, e poi i Legionari veri e propri, usati solo se necessario. Anche nel combattimento gli alleati restavano in prima linea e i legionari dietro: il legionario, per il suo addestramento, era un investimento, quindi lo si teneva per i casi di emergenza. Questo era l'ideale. Poi c'erano molte variazioni (nel deserto, per esempio, le guarnigioni erano solo nelle oasi). Questa macchina da guerra, però, serviva soprattutto da deterrente: con le sue conquiste e le sue azioni punitive, i romani dicevano "Siamo qui e siamo forti, se ci attaccate siete morti". Anche per questo non le mancavano gli alleati. Solo in alcuni casi si fece guerra per altri motivi (favore delle truppe, ricchezze). Questa strategia consentiva di difendersi con un numero di soldati relativamente piccolo rispetto all'immensità dell'Impero, e quindi un minor costo: quando si cambiò questa tattica con una più costosa, la crisi divenne irreversibile.

2 commenti:

Viviana B. ha detto...

Post BEL-LIS-SI-MOOO!!! Molto approfondito, documentato e circostanziato. Complimenti davvero!

Dqu ha detto...

@Viviana B: Grazie, Vivi.

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