I TRIUMVIRI-3

Dopo un giudice decisamente rigido e un oratore decisamente superbo, i nostri eroi si salveranno da...
IL MINISTRO DESPOTA
Secondo le cronistorie romane, i Claudii
erano i più feroci anti-plebei, e i principali
avevano di solito il praenomen Appio, lo
stesso del capostipite.
UN MINISTRO TROPPO FORTE
-BASTA!- Decretò Appio Claudio, I Ministro di Novuno. L'esecutivo è far eseguire la legge, quindi, di fondo, mantenere l'ordine (polizia, esercito, trattati) e occuparsi dell'amministrazione territoriale. Per far questo, è ovvio, un po' di autorità ci vuole, e Appio era autoritario: nessuno osava disobbedirgli. 
I recenti avvenimenti (il suicidio di Dracone -diviso tra la legge e la sua coscienza- e la morte per infarto di Cicerone -disperato per un errore che non voleva ammettere) erano ora nelle sue mani; il giudice fermato da Aron aveva fatto ormai la sua decisione, ma l'esecuzione non era ancora stata eseguita, e questo lo faceva arrabbiare: la morte dei due grandi e l'ingiustizia della causa stava scatenando molti disordini in città. -Ora me ne occupo io. ANDIAMO-. -Ma, signore- borbottò la generalessa, Pentesilea -è contro la procedura agire senza ...- -Poche storie: sono IO il capo delle forze dell'ordine, non parlamentari e giudici. E anche la sorella dev'essere arrestata e giustiziata con lui- -Ma la pena di morte è stata vietata, e poi la signorina ha il diritto ad un processo- -Avrà il processo: MORTA! E adesso basta con le storie; OBBEDITE!-. Le guardie guardarono la generalessa, chiedendosi cosa avrebbe fatto. Lei si limitò a guardarli, e a fare un cenno come per dire "obbedite": non a caso il ministro era stato chiamato Appio Claudio, come i consoli più feroci dell'antica Roma.
Quindi, un gruppo di guardie partì dal commissariato di StelSalente, secondo la leggende edificato dove era caduto il primo raggio di luce dell'alba del giorno in cui nacque la città, illuminando una forma di stella nel terreno e proiettandone l'immagine nel cielo.
ARON PRENDE L'INIZIATIVA
Nelle opere di Tolkien Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli
i "grandi" alla fine sono i "piccoli": gli Hobbit, altrimenti
ignorati in eterno
Aron guardò la sorella Regina, e lei guardò lui. Regina era sempre stata convinta di cosa doveva fare, ma ora non diceva nulla. Aron, invece, non aveva mai saputo contrapporsi a lei, e ora s'aspettava qualcosa. Tommaso entrò in stanza:-Tutto bene.- Aron si limitò a spostarsi in un'altra stanza. Uscito lui, Regina si buttò tra le braccia del coetaneo novunese, piangendo:-Sto sbagliando tutto! TUTTO! Ogni mia decisione non ha fatto che peggiorare le cose. Cosa posso fare?- Tommaso non sapeva cosa dire: lui ormai dubitava del tutto della capacità di giudizio che s'era illuso di avere: prima non aveva ritenuto Dracone in grado di pensare indipendentemente dalla legge, poi aveva scoperto che Cicerone era non sicuro ma presuntuoso; insomma, ne l'uno ne l'altro sapevano cosa fare. Ma "quando i grandi sono confusi, aiuto può provenire dai piccoli" disse Gandalf a Elrond qundo scoprirono che il Negromante di Dol Guldur era nientemeno che Sauron in procinto di tornare, e proprio in quel momento Aron decise:-Basta, andiamo a cercare tuo zio, Tommaso, o avete un'idea migliore?-. L''improvviso slancio di Aron prese di sorpresa i due ragazzi, i quali decisero di fare come diceva lui. Dello zio di Tommaso Aron e Regina sapevano solo il nome post-fusione e la leggenda per cui era il fondatore del palazzo di giustizia, Montardesia. Iniziarono quindi a congetturare dove poteva essere andato.

ARCHIMEDE
Pentesilea era
regina delle Amazzoni
e partecipò alla
guerra di Troia, e servì
Achille per fermarla
Appio Claudio entrò nella via e guardò la casa e le sue mura bianche: stonavano con quello che stava per ordinare. -Signore, è sicuro?- chiese Pentesilea. -Può sembrarti crudele, ma se vogliamo l'ordine in città non dobbiamo avere pietà: i due moriranno, e con loro anche il ragazzo che li ospita. Poi diremo che hanno cercato di difendersi con dei coltelli da cucina. Potremmo anche ferire uno dei nostri, per dar più veridicità alla storia.- Un attimo, un ordine e le guardie (unici individui in tutta Novuno ad avere armi da fuoco) entrarono con l'ordine di sparare a vista...ma non videro nessuno.

I ragazzi invece videro tutto dai Denti della Giustizia: secondo un volantino trovato da Regina, lì doveva esserci una grotta nascosta conosciuta solo da Archimede. -Cosa sai dirci di chi li comanda, Tommaso?- -Ci sono il I Ministro, chiamato Appio Claudio perché molto autoritario, e Pentesilea, chiamata così perché abilissima nel combattimento.- Mentre spiegava, Regina cercava l'entrata della grotta segreta, e la trovò. Riuscirono ad entrare, e sentirono una voce sussurrare: -Sì, ormai non c'è altra scelta.- Avanzarono, guardarono e ... -ZIO!- -Tommaso, nipote mio! Mi hai trovato.- I due si abbracciarono, e Tommaso gli presentò Regina (Aron lo conosceva già, avendolo salvato temporaneamente dalla prigione). L'anziano uomo, più simile a Leonardo da Vinci che ad Archimede di Siracusa, si sedette, e i tre ragazzi gli raccontarono quanto era successo e lui annuì piana piano. -Sapevo che sarebbe successo- concluse. -Lo sapevi?- -L'ho capito quando ho visto lo sguardo di Dracone, nel quale per un momento era affiorato il dubbio. Ormai, il sistema politico novuniano stava mostrando i suoi punti deboli.- -Punti deboli?-

Leonardo Da Vinci
-Novuno fu fondata da me, Dracone, Cicerone, Appio Claudio, Pentesilea e pochi altri, morti da tempo. Fui io a costruire i principali palazzi, e creammo leggende su di essi per attrarre persone, e in base alle leggende dammo i nomi attuali: Montardesia, Cediloco, Stelsalente, ecc...- spiegò l'anziano Archimede 
-e subito furono nominati capi Dracone, Cicerone e Appio Claudio, che diedero la costituzione e la legge che conosciamo. Ognuno quindi in base alle sue virtù scelse uno dei tre poteri: Dracone, imparziale e schietto, divenne giudice, Cicerone, abile e giusto oratore, divenne parlamentare e Appio Claudio, carismatico e autorevole, divenne I Ministro. La costituzione era democratica, ma di fatto, erano loro tre, con la loro grandezza, a controllare lo stato, e le loro virtù si estremizzarono, diventando difetti: Dracone divenne troppo rigido, Cicerone troppo presuntuoso e Appio Claudio troppo dispotico. Questo sistema funzionò comunque fino a quando le cause furono giuste e la legge non si rivelò sbagliata. Ma non si poteva andare avanti ancora a lungo: se non fossero stati Regina e Aron a inceppare il meccanismo politico, sarebbe stato qualcun altro.- -Allora non è colpa nostra?- chiese Aron. -No, ragazzo. Voi siete stati solo la molla, ma il meccanismo non poteva più funzionare. La colpa è dei tre grandi di Novuno, che pur di essere sicuri della funzionalità del loro sistema continuarono la politica, senza rendersi conto di quanto erano diventati importanti: la gente mai avrebbe seguito qualcun altro, se poteva seguire loro; e così, è successo quello che sappiamo.- -E tu perché eri qui?- Archimede pianse:
Nella via, alla fin delle finite, serve sempre
un po' di equilibrio
-Non ce la facevo a restare a guardare i miei tre vecchi amici morire: durante la fusione ho perso molti miei parenti e amici, scomparsi nel nulla, come fumo nel vento. Sono troppo vecchio per vederne altri morire e la mia terra rovinarsi. Ma voi potete fare qualcosa- -Noi?- -Sì; so cosa vi mette in dubbio: in questo periodo vi siete resi conto di avere dei forti difetti, di non essere superiori a chi vi da la caccia. In realtà tutti lo sanno, ma nessuno ha il coraggio di accettarlo; piace vedere il male proprio perché ci fa sentire superiori. Voi invece avete accettato di avere dei difetti: ora dovete solo imparare ad accettarli combattendoli- -Il che vuol dire?- -La perfezione non può essere raggiunta, ma solo seguendola si può migliorare, purché non diventi un'ossessione, come fu per i tre Grandi Novuniani- -Ma come?- -Io ho capito- disse Regina, sorridendo: -Aron, per esempio, sa di essere troppo timido per mettersi in gioco, ma ha superato questo difetto nel momento in cui serviva! Non serve eliminare questi difetti: basta saperli ridurre, cercare un equilibrio tra la ricerca della perfezione e la coscienza che mai la raggiungeremo- -Sei una ragazza davvero intelligente Regina: hai azzeccato in pieno- la elogiò Archimede.

LA FINE DI UN SISTEMA
Intanto, anche Pentesilea e Appio trovarono la grotta. -Chiamo le guardie, signore?- -Per cosa? Per un moccioso, due giovinastri e un vecchietto?- rispose sarcastico Appio Claudio -Ma non farmi ridere! Noi due bastiamo e avanziamo. Entrarono.

Nei film si vede spesso l'eroe salvarsi nonostante i fucili, ma
nella realtà un'arma da fuoco è garanzia di vittoria
Archimede si alzò e uscì per un'altra porta, affermando: -Non posso vedere cosa sta per accadere- In quel momento entrarono Pentesilea e Appio Claudio, armati. I tre ragazzi si sentirono spacciati: puoi scappare da una spada, ma non da dei fucili. -Uccidili- ordinò Appio Claudio. Pentesilea prese in mano il fucile, ma poi si girò verso il suo capo. Una detonazione, e la più micidiale guerriera di Novuno cadde, colpita a morte. -Ora- disse freddamente Appio Claudio -tocca a voi: mi basterà raccontare che avevate preso il suo fucile e...- ma mentre lo diceva la stalattite sopra di lui, già in equilibrio precario e ora colpita dalle vibrazioni della detonazione, gli cadde addosso, uccidendolo.

Un mese dopo anche Archimede morì, ma di vecchiaia, e felice: infatti, Tommaso, Regina e Aron, salvata Pentesilea, s'erano fatti aiutare da lei per ripristinare l'ordine in città, quindi avevano fatto abolire la famosa legge contro l'opposizione di un giudice contro l'altro, e poi, finito tutto in due settimane (infatti, avevano sostituito Dracone, Cicerone e Appio Claudio nel cuore della gente e lavorato giorno e notte ininterrottamente) si ritirarono, dando alla città un sistema realmente democratico. Con ciò non voglio dire che non ci furono più problemi da allora, ma essi, oltre a rappresentare un'altra storia, sono inevitabili, qualunque forma di governo si scelga. Tre anni dopo questi fatti, Regina e Tommaso si sposarono, e dopo altri 5 anni Aron si accasò, e i tre vissero una vita normale, tra alti e bassi, non potenti politici, ma normali cittadini perbene, con il loro lavoro, la loro famiglia, i loro amici e i loro problemi. E vissero felici e contenti per il resto dei loro giorni.
Link a questo post

Nessun commento:

Articoli Correlati

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...