ALTRE TECNICHE

TECNICHE SPARSE
PREMESSA
"Sparse? E che vol di'?" sento chiedere lo scettico romano (credo). Fondamentalmente, non avevo altri titoli da proporre; chiedo scusa se non è un granché. Ho già parlato di Parate/Deviazioni e Colpi/Prese (intercettazione e controffesa). Ora parlo di altre tecniche per le qual non mi escono grandi discorsi. Sono tutte non solo utili, ma anche necessarie per difendersi in modo efficace.

SCHIVATA
Schivata parziale
La schivata è un movimento con cui si evita l'avversario. È la prima tecnica da usare (escludendo la parola). "E perché ne parli ora, allora?". Potreste arrivarci da soli, scetticoni, ma ve lo dico lo stesso; io prendo sempre in esame uno che ti attacca di sorpresa, occasione in cui è impossibile parlarne e difficile schivare o anticipare: per questo sono partito dalle parate e non dalla schivata. Di fondo, si possono individuare due tipi di schivata (sempre di base, per spiegare meglio): la schivata totale che prevede uno spostamento di tutto il corpo, la schivata parziale che prevede lo spostamento di parte di esso; "E che c'importa?"; semplice, miei relativamente cari scettici: la prima richiede più velocità della seconda, ma di fatto difende meglio, risultando adatta quando si è più piccoli dell'aggressore. Nelle arti marziali, sono presenti a seconda della tecnica. Anch'esse hanno un nome, a volte in base alla tecnica evitata, altre volte a seconda del tipo di passeggio.

GUARDIA
Poste dell'Abraçar
La guardia è una posizione con cui ci si prepara alla difesa e al contrattacco. Ovviamente, ci si può mettere in guardia solo se l'avversario non ti colpisce all'improvviso, oppure dopo la schivata (in genere hai almeno mezzo secondo di tempo). Le arti marziali ne hanno generalmente almeno una. Nella Scherma Antica del Flos Duellatorum esiste un complesso sistema di poste e controposte, su cui è basato l'intero combattimento. A destra, dal Flos Duellatorum appunte, le poste di Abraçar, la lotta medievale italiana. In questo, vorrei riprendere un discorso fatto tempo fa da Luca Bonisoli, cioè la guardia nascosta: in pratica, la guardia invece di essere manifesta, la si assume con una posizione che non da' l'idea di lottare. "E a che serve?" Be', mettiamo che voi anticipiate l'avversario: con una guardia nascosta nessuno potrebbe pensare che voi abbiate attaccato per primi, e vi risparmiereste di dover pagare un'ammenda ingiusta (o quantomeno, sarebbe più difficile). Per esempio, la posizione in basso a destra (la vostra sinistra, per evitare equivoci) potrebbe essere facilmente nascosta: basta fingere di lasciar cadere le braccia in basso. Essa inoltre mi da' lo spunto per parlare di un altro aspetto delle guardie: l'invito. Esso consiste nel lasciar scoperta una parte di corpo per spingere l'avversario (in questo caso l'aggressore) ad attaccare proprio quella parte, parte che voi sapete difendere meglio, o che lo porrà in condizione di essere intercettato più facilmente. Ovviamente, una strategia di questo tipo richiede molta velocità, essendo alquanto rischiosa (se siete lenti, ridìschiate di lasciare all'avversario un modo per danneggiarvi facilmente).

RINFORZO
Calcio in Volo.
"Ma di quale enorme scemenza stai parlando, ora?" on è un'enorme scemenza, e nemmeno una sciocchezzuola. Per rinforzo indico tecniche che rendono il colpo più forte. Esse sono il caricamento del colpo (si piega l'arto il più possibile prima di attaccare), la spinta del colpo con i movimenti del busto e il passeggio e, per finire, le tecniche in salto. Essi sono molto presenti nelle tecniche delle arti marziali, ma poco usati nel combattimento in strada, in quanto richiedono tempo e concentrazione, cose che in combattimento in genere non si ha. Tuttavia è sempre utile conoscere questa possibilità.

PAROLE
"Cosa vuoi, insegnarci le tecniche delle Mermaid Melody?". No, scettici spiritosi. Con parole, intendo il sistema di dissuadere tramite la parola; sarebbe il primo sistema da provare, ma ne parlo per ultimo perché raramente gli aggressori ti ascoltano, anche se sono intelligenti. Comunque, non si sa mai; si dice che, al momento di decidere la strategia da adottare durante le Guerre Persiane, il generale spartano nell'opporsi alle decisioni di quello ateniese, Temistocle, ad un certo punto minacciò di menarlo, e Temistocle lo convinse ad ascoltarlo semplicemente dicendo: "Batti pure, ma ascolta."

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