CASTE GUERRIERE

SAMURAI E CAVALIERI
I GUERRIERI PIÙ FAMOSI
Samurai
Cavaliere
I samurai e i cavalieri erano caste guerriere. Il termine casta oggi lo si identifica con le caste indiane e le caste che si formano da noi (la casta politica, la casta dei notai, ecc...) a dispetto dell'ideale di Uguaglianza implicito (ma anche un po' esplicito) nella democrazia (uno dei tanti paradossi della nostra società). Ma non divaghiamo.

Entrambi sono collegati a severi codici di etica militare (ma anche civile), entrambi guidavano le parti del territorio loro affidate, entrambi si allenavano a combattere sin da piccoli, entrambi erano colti e la loro storia inizia in modo simile, pur sviluppandosi in maniera differente per la diversa storia dell'Europa e  del Giappone.

ETICA MILITARE
Suppongo sia il simbolo dell'Hagakure
(libro in cui sono radunati migliaia di aforismi
di base per il bushido)
Il Bushido dei samurai e il Codice cavalleresco contengono molti precetti in comune: il cavaliere e il samurai avevano tutti e due questi valori da seguire:
-ONESTÀ : essere onesti, difendere la giustizia, affermare solo la verità, mantenere le promesse, comportarsi lealmente e con fedeltà.
-ONORE: comportarsi onorevolmente in ogni situazione.
-CORAGGIO: affrontare ogni rischio ci si ritrovi davanti nel compiere la propria missione e nel mantenere il proprio onore.
-CORTESIA: essere cortesi, aiutare i bisognosi, rispettare gli altri, mantenere sempre la calma, mai insultare (la cortesia in ambito antico non era solo il rispetto dell'etichetta, ma era proprio uno stile di vita).

C'erano poi varie differenze, dipendenti dalla diversità di cultura, che dava diverse interpretazioni. Inoltre, il Bushido variava di molto a seconda della corrente spirituale seguita (shintoismo, zen, religioni cinesi -buddhismo, taoismo, confucianesimo), laddove il Codice Cavalleresco seguiva sempre il Cattolicesimo. Differenze fisse, per esempio, riguardano:
-PIETÀ: nel Bushido l'avversario che s'arrende dev'essere ucciso, nel codice cavalleresco va' lasciato stare.
-SUICIDIO: nel Bushido il Samurai macchiatosi di disonore o sconfitto si deve suicidare (Harakiri o, nell'uso scritto, Seppuku)

Pagina del Codice Cavalleresco più antico
Questi due codici nascono in realtà in tempo di pace: prima, sia i cavalieri che i samurai erano soldati, esperti e potenti (erano caste nobiliari), ma pur sempre soldati; e i soldati, da che mondo è mondo, uccidono e saccheggiano senza pensarci troppo, massacrando interi paesi, donne, uomini e bambini senza distinzione alcuna: è sempre strato così e così sempre sarà.

L'evoluzione dei due codici seguirà l'evoluzione delle due caste:
-Il Bushido tenderà a presentare un Samurai forte militarmente ed elegante, man mano che le necessità belliche del Giappone si mitigano, ma rimanendo codice militare sino all'abolizione dei samurai nel tardo XIX secolo, quando il Giappone si apre all'Occidente della Belle Epoque, sopravvivendo però nella società giapponese (gli anime e i manga, per esempio, ne sono permeati).
-Il Codice Cavalleresco diventerà col tempo un codice etico da Cortigiani prima e da nobili in decadenza poi, seguendo la decadenza dei cavalieri, iniziata già con i comuni e approfonditasi con l'avanzare della nuova classe media (mercanti prima e borghesi poi), sopravvivendo però nei valori di base, tuttora fondanti parte della morale dell'Occidente e basi degli Ordini Cavallereschi, e, pur perdendo la sua valenza militare, resterà indispensabile nell'ordinamento dei Duelli.

ARTI MARZIALI E ADDESTRAMENTO
Entrambi gli ordini avevano un addestramento le cui basi erano le Arti Marziali: oltre ad un bisogno puramente pratico (saper combattere) esse rispondono ad un bisogno filosofico: esse sono arti, e in quanto tali mirano all'elevazione del praticante, in questo caso indirizzando la sua aggressività in movenze più o meno eleganti, a seconda del bisogno per cui nascono.

Le Arti marziali di un cavaliere erano:
Illustrazione dal Flos Duellatorum
di lotta (Abraçar)
-SCHERMA ANTICA. Non si sa com'era originariamente, siccome i primi trattati sono del tre-quattrocento circa, ma andando in giro su internet penso di essermi fatto un'idea abbastanza plausibile (spero). Dalla complessità descritta da essi, possiamo supporre che rappresentassero arti evolute, quindi usato già molto tempo prima, possibilmente anche nell'Alto Medioevo. La base era  la Spada a 1,5 mani o a 2 mani (NON lo spadone), ma prevedeva qualunque arma bianca e la lotta, sicuramente per la presenza dell'idea "Se puoi farlo con la spada, puoi farlo con tutto", visibile nell'uso di poste simili in trattati quali il Flos Duellatorum italiano. Era basata sull'idea "Toccare senza essere toccati", imponendo quindi una filosofia basata sull'unione di offesa e difesa, da tenere in equilibrio. Sicuramente ogni scuola aveva caratteristiche sue particolari.
-TIRO. con l'arco e il giavellotto, forse anche col peso, in seguito anche con la balestra e lo scudo Pavese (enorme tipo di scudo dietro cui i balestrieri ricaricavano l'arma).
-CAVALLINA. Può sembrarvi ridicolo, lo so, ma la cavallina era un'arte marziale: essa serviva ad imparare ad andare e combattere a cavallo prima di cominciare a salirci sopra, così da ridurre il rischio di cadere e farsi male al momento.
-EQUITAZIONE. Ma va'? Chi l'avrebbe mai detto? Comunque, dopo la cavallina si andava a cavallo sul serio, imparando a guidarlo non solo con le briglie, ma anche con i piedi nelle staffe, in ogni modo possibile e combattendo.
-SCACCHI. Non mettetevi a ridere di nuovo. Con gli scacchi il cavaliere assumeva capacità strategiche importanti nel suo ruolo di comandante dell'esercito.

Mossa di Jujutsu in un trattato di Bujutsu
Le arti marziali di un Samurai erano molto numerose, sia perché non c'era l'idea di armi di base (da cui provengono i diversi tipi di Scherma Antica), sia perché le evoluzioni sono più note. Ogni scuola per samurai insegnava certe arti marziali, in genere chiamate Bugei Jahappan ("18 specialità militari"), nonostante la lista variasse di molto. Erano comunque le arti marziali del Bujutsu ("Tecnica del guerriero") o Bugei ("arti marziali"). Le principali erano il Kenjutsu (con la Katana), il Kyujutsu (con l'arco), il Sojutsu (con le lance), il Sumo (forse la più antica), il Jujutsu (più noto come Jujitsu), ma ne esistevano molte altre. Dopo il Rinnovamento Meiji (1866-1869), che misero fine allo Shogunato, l'Occidentalizzazione eliminò le Arti Marziali dall'addestramento militare. Esse, ancora in mano ai Samurai, divennero elementi dello stile di vita Zen, e al Jutsu ("Tecniche") si sotituirà il Do ("Via"); pertanto il Bujutsu divenne il Budo, e le arti marziali divennero Kendo, Kyudo, Sodo, Judo, ecc... mentre il Sumo assunse la fisionomia sportiva.

Scudiero
Samurai e Cavalieri si esercitavano nelle rispettive arti marziali sin da bambini. Non so i particolari del Samurai, purtroppo (sarebbe interessante). Il Cavaliere iniziava a 7 anni come Paggio; aveva cura del nobile e del suo equipaggiamento (cavallo, armi) prendendo confidenza con essi e osservandolo imparava il codice d'onore e il buon comportamento. In seguito, iniziava a imparare l'uso delle armi con scudo e bastone. Una volta adolescente, accompagnava il cavaliere (il padre o un nobile cui era affidato o cui aveva chiesto) come Scudiero, reggendo scudo, briglie e armi di lui. Scudieri erano anche uomini di varia età che seguivano un nobile in cambio di soldi (mercenari). Gli scudieri osservavano le battaglia, armati solo di daga ma esclusi dal combattimento e così imparavano la lotta in campo aperto. Intanto, con gli scacchi assumevano capacità strategiche. Una volta ritenuti pronti, ricevevano la Vestizione, diventando così cavalieri. La cerimonia della Vestizione era costosa, tanto che molti ad un certo punto iniziarono ad evitarla (Filii Militum, "Figli di soldati"), fino a quando non nacquero leggi per riprenderla. In origine constava solo nella consegna delle armi, dopo alcune prove fisiche; in seguito la Chiesa aggiunse la benedizione della spada, il cui formulario era simile alla consacrazione regia, e negli anni assunse un valore sempre più sacro e solenne. Ogni parte dell'equipaggiamento (armatura, scudo, armi varie) aveva un valore simbolico, oltre che pratico.

Sia Samurai che Cavalieri, in cambio dei rischi affrontati in guerra avevano potere politico e vari privilegi, tra cui i vari esoneri finanziari.

2 commenti:

Viviana B. ha detto...

Molto interessante e davvero approfondito, complimenti! Chissà perchè, però, non mi arrivano più i tuoi aggiornamenti automatici ed ero convinta che tu non scrivessi più da un bel pezzo… Google ti boicotta? :-D

Dqu ha detto...

Sono contento ti piaccia. Prima o poi faccio uscire anche il paragone tra Shaolin e Templari!

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