CONTROFFESA

COLPI E PRESE: ALLONTANARE IL PERICOLO
Dunque, l'altra volta abbiamo parlato delle parate, ovvero la pura difesa. Per difendersi veramente, però, non basta: bisogna anche mettere l'avversario in condizioni di non nuocere, se proprio non si riesce ad evitare il combattimento. Se riuscite, anticipate l'avversario, altrimenti cercate di colpirlo dopo la tecnica di difesa. Come, in parte l'ho già spiegato (vedi schema dell'altra volta), ora approfondiamo.

Se non imparate a darle, rischiate di
ritrovarvi a guardare questi da terra!
IL COLPO E LA PRESA
L'offesa è la tecnica con cui si cerca di far del male all'avversario; quando essa serve per evitare di finire male, si parla di controffensiva. -Lo sappiamo, che credi-. Uff, scettici rompiscatole; bisogna sempre partire dalle definizioni, altrimenti non c'è completezza.
Ora, si sente spesso dire che la violenza è male, e questo è vero, e nessuno ha il diritto di negarlo; ma da qui ad affermare che difendersi con un pugno è male è eccessivo: "porgere l'altra guancia" vuol dire "perdona e dimentica", non "lascia che ti trasformino in carne da avvoltoi" (carina la coloritura, vero?), quindi la violenza in questo caso è ammissibile.

Esempi di colpi del Karate
Ora, come classificare gli attacchi?Questa è sicuramente la parte più difficile. Noi uomini, rispetto agli altri animali, abbiamo infatti un'arma naturale che nel corso dei secolo s'è mostrata la più potente mai pensata dal buon Dio (o da Madre Natura, per i non credenti): un cervello estremamente complesso, il più complesso mai esistito. -Ma cosa centra? Mica abbiamo poteri psichici!- Miei cari scettici, sapete qual'è la cosa di voi che mi da' più fastidio? la vostra mania di interrompermi mentre parlo! E' maleducazione, ed è alquanto stressante. Insomma, attraverso il nostro cervello, abbiamo imparato ad usare ogni parte del corpo umano per colpire e abbiamo ideato mille modi di prendere l'avversario per fargli male: è difficile una classificazione generale, come avevo potuto con parate e deviazioni, che fondamentalmente sono il movimento del braccio (più di rado della gamba) a propria difesa; si può colpire con le dita, il piede, la gamba, il braccio, la mano aperta, la mano chiusa, la testa, la spalla, ecc...; sono note varie leve e proiezioni.

Pugno Montante
Allora, cominciamo a distinguere tra Colpi e Prese. Il nome mostra la differenza: i primi si basano sul colpire l'avversario, le seconde sul prendere l'avversario, spesso aiutandosi con  primi. I colpi, grazie ad un servizio sulla calci e schiaffi, ho deciso di dividerli in:
-CONTUNDENTI: come i pugni e i calci, colpiscono direttamente le ossa e i muscoli; pur essendo di una notevole potenza, si può, rinforzando la propria massa e resistenza psichica, opporre resistenza; usabili soprattutto contro faccia e addome (contro il petto rischiano di essere letali), sono adatti ad un opposizione post-difesa, ma poco consigliabili per l'anticipo, in quanto capaci di provocare danni notevoli, con oltretutto il rischio di denuncia e condanna (non preoccupatevi, è solo un risarcimento molto costoso, ma molto, ma molto).

Schiaffo
-FRUSTANTI: ovvero gli schiaffi e le spinte; li chiamo frustanti perché pur non provocando danni eccessivi,  possono confondere e, se ben diretti, mettere gli avversari in seria difficoltà; diretti alla faccia e al petto, sono ottimi per le anticipazioni, cercate comunque di evitare di colpire il naso, che è molto fragile, e le orecchie (rischiate di rompere un timpano)


Colpo Puntato (vi lascio indovinare
dove) dal Flos Duellatorum

-PUNTATI: ovvero i colpi mirati ad un punto debole (parte delicata, terminazione nervosa); in realtà, tutti i colpi sono puntati, in quanto ogni colpo va meglio se su un certo punto e  peggio (o addirittura autolesivo) contro un altro; gli effetti non sono paralisi del cuore o cose simili, ma solo un forte dolore, in alcuni casi impossibilità a muoversi (sempre per il dolore); essi richiedono concentrazione e precisione, quindi sono poco adatti allo scontro; tuttavia, possono tornare utili, ad esempio per liberarsi di una presa; si usano non solo dita, ma anche ogni altro tipo di colpo.

-SPAZZANTI: ovvero la spazzata e lo sgambetto; si tratta di colpi alle gambe miranti a far cadere l'avversario a terra.


Come l'altra volta, ribadisco che questi schemi sono a scopo di spiegare più facilmente, e sono molto sintetici. Questo in particolare: sui colpi si potrebbe scrivere un intero trattato! Siccome io non ho un intero trattato a disposizione, cerco di ridurre al minimo. Probabilmente tornerò per approfondire su alcuni colpi che meritano di essere analizzati a parte. Per ora, accontentatevi di questo schema.

Esempio, probabilmente ricalcato,
dal Flos Duellatorum di leva
Quanto detto prima sugli schemi vale anche per questo, sui tipi di presa.
-LEVA: una leva obbliga il corpo a seguire una linea sforzando le articolazioni; in pratica, il nostro corpo è sorretto da un gran  numero di ossa, collegate da articolazioni, ognuna delle quali ha i suoi limiti; una leva spinge un'articolazione oltre i suoi limiti, costringendo il corpo a seguire il movimento; il tipo di leva più semplice è quella del collo (basta spingere la guancia o il mento); le altre sono su braccia e gambe. Le leve possono essere usate per PROIEZIONE (buttare a terra l'avversario), SVINCOLAMENTO (fuga da presa), MOSSE LESIVE (spaccare le ossa -poco consigliabile, anche ai fini legali) e CONTROLLO (ovviamente), ma sono spesso difficili da usare.

Sbilanciamento dal Flos Duellatorum
SBILANCIAMENTO: lo sbilanciamento è una tecnica basata sullo sbilanciare tramite una spinta e/o uno sgambetto/spazzata all'avversario; si tratta in genere di tecniche di PROIEZIONE, ma possono diventare lesive (quindi attenti!) quando l'avversario cade di testa.

Come vedete, accanto alle preoccupazione di tipo morale (la violenza è pur sempre violenza, quindi non esageriamo), ci sono preoccupazioni di tipo legale: la legge permette la difesa, purché essa non superi l'offesa (l'esempio più banale è che non puoi sparare ad uno con un bastone). Va di fatto che è sempre meglio evitare lo scontro.

NELLE ARTI MARZIALI
Nelle arti marziali i colpi e le prese sono variamente presenti, a seconda di filosofie e regole (nel Pugilato ci sono solo i tre pugni, nel Ju-Jitsu soprattutto prese, nel Karate un po' di tutto, ecc...). I nomi delle tecniche sono una delle varianti più notevoli all'interno delle varie arti marziali. In alcune di esse, prevale la tecnica, quindi ogni mossa ha un nome preciso; in altre, prevale il concetto di mossa proibita (nella lotta sarda, per esempio, è vietato lasciare la presa); in altre le due cose s'accompagnano (nel pugilato, i tre pugni di base sono precisi, come i due aspetti difensivi -un tipo di parata e uno di schivata per ogni tipo di colpo-, e c'è l'idea di colpo proibito).
La regolamentazione dei colpi e la tecnica sono le due forme di sublimazione dell'aggressività (l'una limitandola, l'altra governandola); infatti, portano ad avere l'idea del limite, aiutando la persona a contenere questa parte di se, raggiungendo così anche il suo Io e, in un certo senso, capendolo meglio, sviluppando la Lealtà e il Rispetto per l'avversario e le regole.

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